L’aumento di ipertiroidismo nei gatti può essere spiegato con l’esposizione ai composti ignifughi presenti negli arredi moderni. L’ipotesi è proposta da uno studio dell’Oregon State University study.

Lo studio parte dalla constatazione del forte incremento delle diagnosi di ipertiroidismo nei gatti domestici, passate da 1 ogni 200 gatti nel 1980 a 1 su 10 di oggi.

Per verificare l’eventuale assorbimento da parte degli animali di sostanze chimiche presenti nell’ambiente gli studiosi hanno utilizzato dei particolari campionatori passivi, simili alle medagliette attaccate ai collarini degli animali.

La particolarità è nel materiale utilizzato,  lo stesso dei braccialetti in silicone usati per misurare l’esposizione a sostanze chimiche ambientali degli esseri umani, usato anche dopo l’uragano Harvey a Houston nel 2017.

Questi campionatori passivi sono stati realizzati per lo studio dell’Oregon State University da Kim Anderson, un chimico ambientale all’Oregon State College of Agricultural Sciences.

I campionatori sono stati attaccati ai collari di 78 gatti, ipertiroidei e non, per una settimana ed i proprietari hanno riempito un questionario.

Una volta raccolti i campionatori sono stati sottoposti ad un processo che ha permesso di estrarne le sostanze chimiche raccolte.

Kim Anderson spiega che i campionatori sono porosi e chimicamente molto simili alle cellule umane.
Le molecole ed i contaminanti vengono inglobati nel silicone con le stesse modalità con le quali verrebbero inglobate dalle cellule del nostro corpo.

Le sostanze assorbite dal silicone sono le stesse che potremmo assorbire noi, ecco perchè è un ottimo campionatore passivo.

La ricerca, condotta da Carolyn Poutasse, dottoranda del laboratorio di Kim Anderson, ha mostrato che in almeno un campionatore ha trovato oltre 20 ritardanti di fiamma.

Ma l’unica differenza riscontrata tra i campionatori dei gatti ipertiroidei e quelli dei gatti sani è stata nei livelli di trifosfato di Tris(1,3-dicloroisopropil)fosfato (TDCPP), un ritardante di fiamma una volta usato nell’abbigliamento da notte per bambini e sospeso per tale uso alla fine degli anni ’70.

Il TDCIPP è ancora comunemente applicato alla schiuma nei mobili imbottiti, ad alcune materie plastiche e ad alcuni deodoranti in gel.

La ricerca ha mostrato che anche nei gatti sani vi era una correlazine tra i livelli più alti di TDCIPP ed i livelli degli ormoni tiroidei.

Kim Anderson spiega che la diagnosi di ipertiroidismo nei gatti viene effettuata quando si trovano livelli particolarmente elevati di ormoni tiroidei.

Vedere comunque una correlazione tra TDCIPP e funzione tiroidea è significativo dell’influenza di queste sostanze sul sistema endocrino.

Due gatti nella stessa casa possono avere livelli di TDCIPP differenti, spiega Carolyn Poutasse, perchè hanno abitudini diverse e passano il proprio tempo normalmente in punti diversi della casa, dove vi sono diversi rilasci di composti.

Rivestire i mobili per fornire una barriera e ridurre l’uso di deodoranti ambientali può aiutare ad abbassare l’esposizione dei gatti al TDCIPP.

Lo studio è stato recentemente pubblicato su Environmental Science & Technology, mentre tra i partner dell’Oregon State University vi è il Dr. Mark E. Peterson dell’Animal Endocrine Clinic di New York City, il primo veterinario che ha documentato l’ipertiroidismo felino.

tiroide

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Com’è naturale queste scoperte hanno portato i ricercatori a farsi delle domande anche per gli esseri umani.

Anche a livello cellulare il tumore benigno associato all’ipertiroidismo è identico nei gatti e negli esseri umani.

Quindi, i gatti ipertiroidei potrebbero essere sentinelle per l’uomo, avvertendo di un possibile legame tra ritardanti di fiamma e ipertiroidismo umano.

Negli U.S.A., nel 1997 la domanda di TDCIPP era di 450 tonnellate e nel 2006 di 22.700 tonnellate.

Perciò ora gli scienziati cominciano a guardare non solo agli organofosfati presenti nei ritardanti della fiamma, ma anche ai loro derivati.

Anderson e Poutasse adesso hanno in programma di continuare le valutazioni di oltre 1.500 composti chimici che non sono stati misurati nello studio di cui abbiamo parlato oggi.

Ma quanti nuovi composti chimici continuano ad essere messi sul mercato ogni anno?

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Oregon State University
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Marco Dal Negro

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