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Sommarie
e superficiali le prove scientifiche per legalizzare l'uso di OGM (15/05/2000)
Roma,
3 maggio 2000 - Greenpeace oggi ha presentato alle autorita'competenti
un'analisi critica sull'inadeguatezza scientifica della valutazione
dell'impatto ambientale derivante dall'uso di piante Bt* - tra cui il mais
geneticamente manipolato della Novartis e ne ha chiesto il divieto
immediato di coltivazione.
Il
rapporto comissionato da Greenpeace ad Ecostrat, un istituto svizzero di
consulenza scientifica specializzato in valutazioni di impatto ambientale
delle biotecnologie, dimostra che gli studi sottoposti dalla Novartis agli
organi istituzionali europei preposti al rilascio delle autorizzazioni per
l'utilizzo di OGM erano scientificamente imprecisi e comunque non adatti
alla corretta valutazione dell'impatto di piante Bt su insetti utili e
piu'in generale sull'ambiente.
"Questa
č la prima volta che ricercatori indipendenti hanno valutato a fondo le
modalita'di ricerca ed i risultati conseguiti negli studi presentati alle
autorita'competenti da parte dell'industria biotech ed il risultato č
sconfortante" ha detto Fabrizio Fabbri di Greenpeace "ed č
preoccupante che gli esperti istituzionali europei li abbiano invece
giudicati sufficienti lasciando via libera all'immissione in ambiente di
questo tipo di OGM". Greenpeace ricorda che al contrario la stessa
Commissione Europea ha ignorato tutte le nuove analisi di impatto
ambientale del mais Bt presentate dall'associazione.
Secondo
Ecostrat i test scientifici utilizzati dalla Novartis per determinare
l'impatto del mais Bt sulle specie di insetti non nocivi o utili
all'agricoltura sono stati concepiti in maniera talmente semplicistica da
rendere praticamente impossibile il riscontro di effetti negativi. Le
autoritą hanno acriticamente ritenuto questi studi affidabili dal punto
di vista scientifico sostenendo l'innocuita'delle coltivazioni modificate
per gli insetti.
Secondo
Ecostrat la maggioranza degli studi fatti dall'industria biotech non
simulano le reali abitudini alimentari degli insetti, l'effettivo impatto
a lungo termine nč le modalita'di esposizione alla tossina Bt. Gli studi
effettuati si sono basati su protocolli di ricerca messi a punto per test
tossicologici eseguiti su prodotti chimici ignorando in tal modo le
complesse interazioni presenti lungo la catena alimentare.
Greenpeace
chiede alle autorita'di vietare immediatamente il mais della Novartis e
chiede alla Commissione Europea di ritirarne l'autorizzazione alla
coltivazione. "Chiediamo al governo italiano ed alla Commissione
Europea di invalidare le ricerche scientifiche finora utilizzate per
giustificare le autorizzazioni di rilascio e di preparare una valutazione
scientifica indipendente sui rischi ambientali connessi all'uso di piante
Bt " ha concluso Fabbri.
Nonostante
l'approvazione da parte dell'Unione Europea la coltivazione commerciale
del mais Bt della Novartis č attualmente vietata in Francia, Austria,
Lussemburgo e Germania. Solo in Spagna una piccola superficie č destinata
alla sua coltivazione. Negli Stati Uniti, dove l'utitlizzo di mais
transgenico nel 2000 ha visto un calo dal 35% al 19% č tuttora in corso
un procedimento giudiziario intentato da Greenpeace e da 7 organizzazioni
di coltivatori contro tutte le piante Bt.
*Questo
mais ha la caratteristica di produrre il proprio insetticida (Bt) che
deriva da un batterio del suolo (Bacillus thuringiensis). Il Bt č usato,
in forma del tutto diversa, in agricoltura biologica applicato in forma
spray direttamente sugli insetti.
NB:
Il rapporto stilato da Greenpeace č disponibile su www.greenpeace.org/~geneng
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