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Vacanze: come
prepararsi (1-2)
Eccoci dunque alle sospirate vacanze. Basta con la vita
frenetica, la calura cittadina, lo stress quotidiano del lavoro. Ora è il tempo di
"staccare", di "andare via" lontani dalle preoccupazioni, dai ritmi
esasperati, dai doveri e dalle responsabilità. Avvicinandosi alla data fatidica della
partenza, in cui mare, monti, collina, campagna, laghi, fiumi, non sono più mete lontane,
ogni persona fantastica come sarà e che senso avrà per sé quel periodo: libertà,
riposo, sole, acqua, natura, aria pura, divertimento, silenzio. Paesi e cultura diverse,
nuovi e vecchi amici sono solo alcune delle motivazioni che hanno guidato ogni individuo
alla scelta del tempo e del luogo della propria vacanza. Ecco allora che in funzione di
questa sorta di "licenza" da circa undici mesi di routine quotidiana ciascuno
costruisce idealmente il proprio bagaglio (a volte già molto tempo prima di partire)
fatto di vestiti, oggetti, libri eccetera, tutti con un significato spesso diverso da
quello di tutti i giorni perché ogni cosa "da portare via" è particolarmente
caricata dalla propria personalità. Se però "essere in vacanza" da un lato
consente di esprimere più liberamente il proprio modo d'essere, d'altro canto è
l'occasione di incontrare le energie della natura e di rinnovare con queste un'antica
sintonia, vecchia tanto quanto la comparsa dell'uomo sulla Terra. Vediamo allora come si
può ritrovare in se stessi, con equilibrio, il sole, il mare, la terra e l'aria (cioè
gli elementi primordiali in cui è immerso l'uomo) e come far sì che la vacanza estiva
sia fonte di rinnovamento e di buona salute.
L'incontro con
il sole
Il
sole è il centro del nostro universo ed in tutte le culture dire sole è come dire
calore, fuoco, vita, cioè la più grande espressione dell'energia. Fin dai tempi
antichissimi l'essere umano ha compreso l'azione benefica del sole tanto che sono numerose
fiabe, leggende e miti in cui questo astro è presente con il suo potere risanante sia per
il corpo che per la mente.
Che cos'è
l'elioterapia
L'elioterapia è la
scienza medica che si occupa dell'esposizione al sole come cura; praticata in passato dai
romani, la terapia con il sole si è diffusa largamente all'inizio del nostro secolo e
negli ultimi decenni si sono potute studiare approfonditamente le azioni biologiche date
dai due principali raggi luminosi del sole, cioè gli infrarossi e gli ultravioletti. I
primi sono calorici, ossia sono i responsabili dell'azione riscaldante del corpo; gli
ultravioletti invece, penetrando nella profondità dei tessuti fin dentro le cellule, sono
i responsabili dell'azione stimolante dei processi metabolici.
I benefici
dell'elioterapia
Vediamo allora quali
sono le malattie sole disfunzioni del corpo umano che traggono beneficio dalla terapia del
sole: malattie della pelle come l'acne giovanile e la psoriasi, malattie delle ossa come
le artrosi, reumatismo cronico (anche quello muscolare), l'osteoporosi, il rachitismo,
malattie del sangue come alcune anemie e i linfatismi, malattie respiratorie ricorrenti
come l'asma bronchiale. Inoltre è dimostrato da recenti ricerche che la luce del sole
riduce l'ansia e stimola il tono dell'umore combattendo così la depressione. Tuttavia
anche chi è in buona salute può usufruire dei benefici effetti del sole perché la sua
luce rivitalizza il sistema endocrino (cioè il sistema atto a produrre ormoni), migliora
l'efficienza fisica e mentale, aumenta capacità muscolari, favorisce la produzione dei
globuli rossi, induce un'efficace ossigenazione dei tessuti e facilita, attraverso la
traspirazione cutanea, l'eliminazione delle tossine.
La "ricarica" attraverso
il sole
L'esposizione al sole deve essere graduale perché il calore che la luce porta al
nostro corpo può essere eccessivo causando quella che, nella medicina tradizionale
cinese, viene chiamata la "malattia del calore". Per questa medicina i due
principi della natura Yin e Yang sono alla base di ogni elemento della creazione, le
quattro stagioni regolano il manifestarsi ciclico delle due energie. Per mantenersi sano
l'uomo deve essere in armonia con quelle energie e mentre in autunno e in inverno si
"concepisce" e si "sviluppa" lo Yin (il femminile, la conservazione,
il raccoglimento, l'interiorizzazione, il buio), in primavera e in estate si
"genera" e cresce lo Yang (il maschile, la distrazione, l'espansione, la luce).
Quest'ultima stagione è il momento dello "Yang dello Yang" cioè la massima
espressione possibile del "fuoco", rappresentato analogicamente nel corpo dal
cuore, il "sole" dell'organismo umano. Ebbene il fuoco, caratterizzato
climaticamente dal calore solare estivo, se da un lato riscalda e produce trasformazioni
sia psichiche sia corporee (per i cinesi nutre l'organo cuore) dall'altro quando è in
sovrabbondanza indebolisce e disperde le capacità difensive del corpo diventando quindi
"nocivo".
I sintomi del calore estivo
dannoso
Sono: sete, eccesso di sudorazione, agitazione ansiosa, insonnia, confusione mentale, feci
secche e dure, bocca arsa mai sazia d'acqua, segni "di fuoco" sulla cute quali
eritemi, pruriti e foruncoli, a volte vertigini con mani e piedi improvvisamente freddi.
Per evitare la malattia da calore occorre limitare il movimento e l'esposizione al sole
nelle ore più calde della giornata (dalle 11.30-12.00 alle 16.30), alzarsi presto al
mattino e dormire almeno 8-10 ore, riposarsi dopo aver "preso" il sole, nella
penombra, evitare o moderare cibi ad alto contenuto energetico come alcuni carni rosse,
l'alcool, alimenti troppo caldi, spezie.
L'incontro con
il mare
Il
mare è alla base della vita
Ogni essere umano sa, più o meno consapevolmente, che dal
mare sono nate tutte le cose e l'incontro con l'acqua del mare, in più culture, è
simbolo collettivo di ritorno alla vita originaria. Peraltro nel mare e nel rapporto che
l'uomo ha con lui, la moderna psicologia ha individuato la rappresentazione tangibile di
quel "mondo acquatico" da cui ogni persona proviene: il liquido amniotico
uterino in cui è immerso il bambino prima della nascita. Se è vero infatti che la
realtà della vita corporea è respirare, muoversi, stare in piedi vincendo la forza di
gravità, altrettanto vero è che ciascuno di noi ha vissuto "prima" un'altra
realtà, quella del galleggiamento, della "danza senza gravità", dell'abbraccio
caldo e rassicurante delle "acque" del ventre materno. Ebbene sembra che
nell'uomo rimanga una sorta di "memoria" inconsapevole di quel periodo e che
ogni qualvolta si incontra il mare (e in differenti aspetti anche altre "acque")
si rinnovi quella vita preesistente. Mare dunque come "grande madre" della
natura e insieme ricordo della propria madre da cui in fondo, forse, non ci si stacca mai.
I benefici
dell'acqua
Oltre alla psiche
anche il corpo però trae beneficio dall'acqua e dal clima del mare per i suoi numerosi
effetti biologici positivi studiati scientificamente da una branca medica di recente
acquisizione nominata talassoterapia (propriamente cura con il mare). Il clima marino si
distingue prevalentemente in "forte" e "debole moderatamente umido
fresco". Il primo è caratterizzato dal vento, dalla ricchezza di iodio, ossigeno e
ozono nell'aria e ha un effetto tonico stimolante. L'organismo reagisce con un leggero
aumento di pressione, respirando in modo più profondo, aumentando il numero dei globuli
rossi, facendo crescere l'appetito, migliorando la depurazione delle tossine (linfatici,
anemici, convalescenti, donne in menopausa trovano qui notevole giovamento). Il clima
"debole moderatamente umido fresco", caratteristico di spiagge protette, con
scarso vento e moderata umidità, è sedativo e tonificante insieme, tanto che è indicato
nelle persone nervose, ipereccitabili, insonni. L'azione fisica però più intensa si ha
nel "bagno di mare" dove il moto ondoso e i movimenti del bagnante, la
temperatura, il sale e i minerali nell'acqua provocano: uno stimolo alla muscolatura di
tutto il corpo notevolmente "liberata" dalla forza di gravità; il rilasciamento
muscolare con aumentata scioltezza articolare; una reazione circolatoria con migliore
ossigenazione di tutti i tessuti corporei; l'aumento del metabolismo e della
disintossicazione sia cutanea sia profonda; uno stimolo alla funzionalità;
l'accelerazione della motilità intestinale e di conseguenza una migliore evacuazione.
L'incontro con
l'aria
"Leggeri
come l'aria", "liberi come l'aria", sono frasi che ci fanno comprendere che
cosa per l'uomo rappresenta questo elemento, dei quattro (sole, mare e terra) il meno
materiale. Infatti in tutte le tradizioni è sempre stato simbolo di spiritualità e
purificazione. Si pensi a come la stessa parola "anima", la parte più elevata
dell'uomo, risalga al greco antico ànemos, cioè vento, soffio, e dunque a quanto l'aria
venga da tutti considerata fondamentale "essenza" di vita. Del resto la fantasia
di volare è comune a tutti gli uomini quasi a voler superare la pesantezza e la fatica
del corpo, per raggiungere il cielo, là dove l'aria è più pura. Ebbene incontrare
l'aria è appunto riconquistare un respiro vitale e genuino, limpido, incontaminato.
I benefici dell'aria e le
controindicazioni
Il clima in cui l'aria è più "libera" è
quello montano a un'altitudine compresa tra i 1.000 e i 1.600 metri e soprattutto ricco di
boschi. In quei luoghi, per la bassa pressione atmosferica, gli sbalzi di temperatura tra
il giorno e la notte, la forte irradiazione solare, le frequenti precipitazioni, il
metabolismo aumenta, così l'appetito, la forza muscolare, la profondità respiratoria,
l'attività cardiaca e la circolazione cutanea. Nei boschi poi l'aria è particolarmente
pulita e ricca di essenze balsamiche (che vengono spesso usate come rimedi nella medicina
naturale) di pini, eucalipti, timo, che penetrati nel corpo attraverso "l'albero
bronchiale" fortificano l'individuo soprattutto nei riguardi delle malattie
respiratorie. Ecco allora che è consigliabile l'aria montana a chi soffre di bronchiti,
anemie, alle persone anziane, ai convalescenti ed è invece controindicata a chi è
iperattivo, insonne, irrequieto e che soffre di palpitazioni cardiache.
L'incontro con
la terra
La
materia, la concretezza, la realtà, il mondo visibile, la gravità, l'umidità, gli
alimenti, la fecondità, tutti appartengono all'immagine che l'uomo ha della terra. Questo
elemento rappresenta la pesantezza ma anche l'ordine naturale con le piante, gli animali e
gli stessi esseri umani. Tutto ciò che nasce dalla terra tornerà alla terra, simbolo
così dell'eterno ciclo delle stagioni e della vita dell'individuo nelle sue continue
rigenerazioni e nella capacità di avere "radici". Rifugiarsi in campagna è per
molti incontrare la sicurezza e la tranquillità della terra, riscoprire i lenti ritmi
della natura, contemplare il mondo ricercando una quiete interiore.
I benefici e le controindicazioni
della campagna
Spesso in quei luoghi la persona si permette di essere cullata dai colori e dagli
odori della natura circostante, è più invogliata a coricarsi al tramonto e a svegliarsi
all'alba, a riposarsi nelle ore centrali del giorno, ad alimentarsi in modo più semplice
e sano, a muoversi in modo essenziale, a sentirsi più "natura". Chi è
ipereccitabile o soffre di insonnia, chi tende ad avere la pressione alta, gli
ipertiroidei, chi ha il colesterolo elevato, tutti questi hanno grandi benefici dalla
serenità e dalla calma del clima di campagna, controindicato invece nei malinconici e nei
depressi perché in queste persone la "pace" circostante può essere vissuta
come assenza di stimoli tanto quanto è pervaso il loro animo.
Quando arriva
l'ora di partire
E'
l'ora della partenza! I bagagli sono pronti ed è ora di chiudere la propria abitazione.
Arrivederci città, arrivederci lavoro, arrivederci atmosfere, sensazioni e pensieri di
tutti i giorni. Arrivederci e non addio, perché qui torneremo, forse più carichi o forse
più consapevoli che in realtà per circa undici mesi all'anno siamo in licenza obbligata
da un'altra vita, quella della natura e delle sue energie risanatrici.
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