La regolarità intestinale è sempre stata considerata in
molte culture un indice di buona salute. Anche da un punto di vista psicologico, nella
tradizione popolare, spesso si associano certi disagi mentali, come la svogliatezza e la
mancanza di concentrazione al cosiddetto "imbarazzo" intestinale, tantè
che in queste situazioni molte persone utilizzano purganti e diete disintossicanti come
primo intervento terapeutico.
Al medico accade con grande frequenza di ascoltare dai propri
pazienti molti problemi di salute legati appunto, allinefficiente funzionamento
dellintestino. Fra questi la colite è sicuramente il disagio più importante anche
se ad essa si riferiscono più malattie, ben diverse però luna dallaltra. In
questo articolo descriviamo dapprima la funzione intestinale, quindi che cosa è la colite
e quali sono le principali malattie intestinali, quali sono le terapie della medicina
ufficiale e quelle considerate alternative, e come, infine, si possono affrontare le
disfunzioni di questo apparato anche da un punto di vista psicologico e psicosomatico.
La funzione
digestiva
Lapparato,
o tubo digerente, è formato da bocca, stomaco, intestino tenue, intestino crasso e retto.
La bocca tritura il cibo, trasformandolo in un composto chiamato bolo. Lesofago
spinge il bolo verso lo stomaco dove si diluisce ulteriormente, grazie ai succhi gastrici,
fino a diventare un liquido chiamato chimo. Qui inizia lassorbimento di alcune
sostanze. Lintestino tenue raccoglie il chimo nel suo tratto iniziale, il duodeno, e
completa la digestione. Quindi, sempre nel tenue, tutti gli elementi nutritivi, ormai
ridotti a dimensioni elementari, vengono assorbiti per essere portati al fegato dove
subiscono ulteriori trasformazioni prima di entrare nel sangue e infine arrivare a tutte
le cellule. Lintestino tenue nel tratto terminale (ileo) è in comunicazione con il
colon con una sorta di valvola detta "ileo - cecale", attraverso la quale il
chimo passa nella parte iniziale del colon, il cieco. Nellintestino crasso o colon
il chimo, divenuto ora chilo, cioè una poltiglia liquida, subisce da un lato
lassorbimento dellacqua con gli ultimi elementi nutritivi e dallaltro la
trasformazione via via in feci.
Le malattie
intestinali
Affronteremo
qui le malattie intestinali più frequenti e cioè il morbo di Crohn, la rettocolite
ulcerosa, la colite spastica (o sindrome del colon irritabile).
Morbo di
Crohn
E questa una
malattia infiammatoria cronica dellintestino tenue localizzata in modo segmentario
ma che può diffondersi a vari tratti del tubo digerente, interessando anche
lintestino cieco (dove cè lappendice) e il retto.
Le cause
che scatenano il morbo di Crohn
attualmente sono sconosciute ma si fanno varie ipotesi. Due su tutte sembrano trovare più
credito. Vediamole.
Cause
infettive Lintestino in questo caso sarebbe interessato da
uninfezione di tipo virale, oppure batterica, che tende nel tempo a non risolversi
nonostante le buone difese immunitarie possedute dallapparato. Il risultato è una
lotta locale continua tra "forze" di difesa e agenti infettivi dimostrabile da
lesioni locali di tipo nodulare (granulomi) ove sono presenti molte cellule del sistema
immunitario. Non è stato però ancora individuato alcun agente infettivo che dimostri
lipotesi.
Cause
psicologiche In particolari persone vi sarebbe una sorta di predisposizione a
una iperattività intestinale. La spiegazione sta nel fatto che in molti individui
sofferenti di morbo di Crohn sono comuni alcuni tratti caratteriali e che la reattività
emotiva di fronte a stimoli "stressanti" è appunto di tipo intestinale
piuttosto che comportamentale.
I
sintomi Linizio della malattia spesso è insidioso
perché può iniziare, o non, con la diarrea, accompagnata da lieve febbre e dolore
intestinale che, via via, aumenta, soprattutto nella parte inferiore destra
delladdome, mentre la febbre si mantiene a valori minimi (febbricola). La persona
tende ad alimentarsi di meno per ovviare al sintomo dolorifico e quindi assume un aspetto
emaciato. E stanca e mostra carenze di sostanze essenziali al funzionamento di vari
organi.
La
diagnosi Viene effettuata prevalentemente con mezzi
radiologici: pasto opaco e clisma opaco, esami che permettono di evidenziare
"quadri" radiografici che sono caratteristici della presenza del morbo di Crohn.
La
terapia E essenzialmente una terapia di tipo
sintomatico, caratterizzata da riposo a letto, riequilibrio delle perdite di acqua e sali
minerali, compensi delle perdite di proteine e vitamine. In casi severi la terapia è
attuata somministrando cortisonici a lungo termine, oppure farmaci che interferiscono con
il sistema immunitario. In alcuni casi è necessario intervenire chirurgicamente, per
esempio quando intervengono complicazioni come perforazioni intestinali (peritoniti),
ascessi o occlusioni.
Rettolite ulcerosa
Malattia infiammatoria
interessante il colon, ultimo tratto dellintestino, fino al retto e che può essere
acuta o cronica. E una malattia particolarmente diffusa nei Paesi nordici, colpisce
persone in giovane età (25-35 anni) e nella maggioranza di sesso femminile.
Anche per
questa malattia le cause non sono ben identificate e le ipotesi diagnostiche che andiamo a
descrivere sono tuttora non pienamente dimostrate.
Cause
infettive Come per la malattia di Crohn vi è unipotesi di tipo infettivo
(soprattutto virale) senza però aver mai trovato alcun agente virale o batterico.
Cause
immunologiche Poiché la malattia in alcuni casi si associa a compromissioni di
altri organi (come alterazioni articolari, infiammazioni oculari, affezioni pleuriche) e
nel sangue si possono trovare anticorpi contro le cellule del colon, lipotesi che la
retticolite ulcerosa sia una disfunzione auto - immune trova consensi nella maggior parte
dei gastroenterologi. Vi sarebbe cioè qualcosa (non si sa ancora che cosa né perché)
che modifica il sistema immunitario in modo tale da renderlo incapace di riconoscere il
colon come facente parte della persona. La conseguenza è un attacco degli anticorpi
(cellule del sistema immunitario) contro le cellule del colon con il fine (errato) di
distruggerle come se fossero "corpi estranei" (malattia auto - immune).
Cause
psicologiche La retticolite ulcerosa è sicuramente la malattia più studiata
fra quelle intestinali, dal punto di vista psicologico, anche perché è molto grande la
frequenza di fattori psicologici "stressanti" resistenti e concomitanti
lesordio dei sintomi.
I
sintomi La forma tipica di colite ulcerosa si manifesta
così: improvvisamente compare sangue nelle feci, febbre elevata, diarrea. E questa
una forma acuta che molte volte scompare in modo del tutto spontaneo. Levoluzione
possibile è il ripresentarsi della forma descritta con aumento della diarrea, una febbre
ancora più elevata e segni di compromissione generale come anemia, anoressia, stanchezza
continua, dolore addominale soprattutto nella parte inferiore sinistra.
La
diagnosi Fra gli esami del sangue sicuramente è importante
la dimostrazione di "auto - anticorpi - anticolon" insieme con lanemia, lo
squilibrio elettronico. Lesame però che dà una certezza diagnostica è il clisma
opaco e la retto - colonscopia dove si dimostrano le lesioni che sono tipiche di questa
malattia.
La
terapia Il riposo fisico e mentale è molto importante.
Nella dieta si incoraggia un apporto di 2.500-3.000 calorie al giorno, con un aumento
delle proteine associando dei composti polivitaminici. Latte e derivati con caffè ed
alcol sono tassativamente proibiti. La psicoterapia è da più parti riconosciuta come
molto utile per le persone che soffrono di retticolite ulcerosa. Gli antidiarroici sono
impiegati per brevi periodi di tempo e soprattutto per diminuire i dolori intestinali. Un
particolare sulfamidico è il farmaco più utilizzato per ottenere analta
percentuale di guarigioni. Questo farmaco, in casi di tre recidive allanno, viene
prescritto come terapia cronica di mantenimento. I cortisonici sono farmaci indicati nelle
fasi acute, ma da impiegare con grande cautela e comunque, una volta ottenuto il
miglioramento, da "scalare" lentamente (in quattro - sei mesi) per possibili
riacutizzazioni. Gli immunosoppressori (farmaci che agiscono sul sistema immunitario) sono
prescritti solo nei casi in cui non vi è una efficace risposta terapeutica al cortisone
perché non sono privi di seria tossicità ed effetti collaterali.
Colite spastica
La colite spastica (o
sindrome del colon irritabile) è, nella pratica medica, la malattia dellapparato
gastroenterico più frequente (90 per cento dei casi). Nonostante sia una malattia benigna
provoca notevole disagio in chi ne è affetto e tante volte una sensazione di incapacità
e di frustrazione nel medico che tenta di curarla per la varietà dei sintomi, per la loro
interscambiabilità, per lassenza di farmaci oppure di regimi dietetici sicuramente
efficaci e duraturi.
La
causa Anche per questa malattia intestinale non sono note le
cause che la provocano. Daltro canto da molte ricerche scientifiche emerge
uninfluenza significativa, sullinizio o sui momenti di acutizzazioni della
malattia, di "stress" psicologici.
I
sintomi La sindrome del colon irritabile si riconosce dai
seguenti sintomi principali: dolore alladdome nella parte inferiore sinistra;
disturbi della regolarità intestinale con prevalenza della stitichezza, diarrea; senso di
gonfiore addominale; meteorismo e flatulenza; anoressia, nausea, alitosi, cattivo sapore
in bocca, stanchezza, difficoltà di concentrazione mentale. Per quanto riguarda la
diarrea di solito il peggioramento è mattutino. Altri sintomi che possono essere presenti
sono mal di schiena, facile affaticamento, palpitazioni, bruciore dietro o subito sotto lo
sterno. La diagnosi.
La
diagnosi della sindrome del colon è suggerita dalla natura
cronica, intermittente dei sintomi, dallassenza di segni evidenti di
"scadimento" delle condizioni organiche generali, dal rapporto dei sintomi con
uno o più "stress" emotivi e dalla frequente presenza di uno stato psicologico
ansioso - depressivo, dalla esclusione di altre malattie intestinali. Per
questultima considerazione clinica si effettua lesame delle feci per rilevare
sangue, parassiti, agenti batterici; la rettosigmoscopia per visionare soprattutto
lultimo tratto del colon; il clisma opaco; la prova di tolleranza al lattosio per
escludere un difetto "enzimatico" che impedisce la digestione del latte e dei
suoi derivati; un dosaggio degli ormoni tiroidei.
La terapia Il trattamento della sindrome del colon irritabile richiede come base
indispensabile un buon rapporto medico - paziente perché è fondamentale che il medico
rassicuri il malato sul fatto che questa malattia, normalmente, non conduce allo sviluppo
di uninfiammazione intestinale (come la colite ulcerosa) oppure di un cancro al
colon. Oltre a ipnosi, ad appoggio psicologico ed agopuntura, viene spesso usata una
terapia di tipo farmacoligico che si pone lobiettivo di correggere labnorme
attività del colon. Sono indicati in questo senso: antispastici, antistaminici,
ansiolitici e/o antidepressivi in quei casi in cui è ben chiara lassociazione
causale diretta tra le situazioni psichiche che provocano "stress" e la
malattia.