Riconoscere
i dolori e limitare la sofferenza (1-2-3-4)
Fin
dagli albori dell’esistenza la comprensione, il controllo, l’eliminazione
del dolore sono sempre stati tra i principali problemi dell’uomo.
Tuttavia
il dolore molte volte segnala il rischio di perdita dell’integrità
psicofisica funzionando come allarme di molte malattie individuabili
meglio grazie, appunto, alle sue localizzazioni e alle sue qualità. Ma se
tutto questo è vero riguardo alle malattie acute non lo è invece quando
il dolore si fa cronico, cioè quando esaurisce il suo compito di
sentinella perdendo l’utilità di allarme e divenendo esso stesso più
malattia che sintomo.
Come
può essere
In
medicina il dolore è il più comune sintomo di malattia e indica che nell’organismo
sta accadendo qualcosa di nocivo. In tutto il corpo, vi sono particolari
sensori nervosi responsabili della prima trasmissione dolorifica al
midollo spinale situato dentro la colonna vertebrale denominati “nocicettori”.
Una seconda via nervosa nel midollo spinale giunge al cervello dove la “sensorialità”
permette di sentire più o meno lo stimolo come dolore, la “cognizione”
di capire che si ha il dolore, “l’emotività”, diversa da persona a
persona, responsabile della tollerabilità al dolore.
Il
dolore può essere:
localizzato,
quando una persona indica il preciso punto del corpo dove avverte il
dolore;
irradiato,
nel caso in cui dal punto di origine il dolore sembra seguire un decorso
lungo un tratto del corpo (ad esempio, un mal di schiena con una
irradiazione sciatica);
riferito,
cioè quando chi soffre indica un’area di dolore cutaneo più o meno
vasta senza una chiara localizzazione.
Oltre
alle vie nervose ascendenti che portano gli stimoli dolorosi dal corpo al
cervello, esistono altre vie che da questo discendono al midollo spinale
con la funzione di inibire o meno il dolore aiutate da particolari
sostanze capaci di modificare la sensibilità al dolore.
Quanti tipi sono
Due
sono le principali categorie delle sensazioni dolorose: somatico e
neuropatico.
Dolore
somatico Origina nel corpo (in greco antico soma) nel suo complesso, escludendo
il sistema nervoso. In questa categoria si usa distinguere: il dolore
somatico vero e proprio, intendendo l’eccitazione dei sensori del dolore
situati nella cute, nei muscoli, nelle articolazioni e nelle ossa; il
dolore somatico viscerale cioè il dolore che nasce dagli organi interni.
In ambedue i casi, cioè che si parli di dolore somatico vero e proprio o
di dolore somatico viscerale, di frequente, lo stimolo doloroso è ben
individuabile, il dolore è controllabile da antinfiammatori e analgesici,
il dolore è spesso acuto.
Dolore
neuropatico E’ il dolore causato da alterazioni del cervello, midollo spinale,
nervi ed è caratterizzato da: non chiaro stimolo causale; il non essere
influenzabile dai comuni analgesici; una frequente cronicità e, spesso,
dall’essere poco localizzabile.
Quali tipi sono
La
metà dei pazienti che si reca dal medico lo fa per una lamentela primaria
dei seguenti dolori:
Le
sinusiti, le anemie, l’ipertensione arteriosa, le otiti, le affezioni
dentarie, le meningiti, il fumo, l’alcol... sono le più frequenti cause
delle emicranie secondarie (10% dei mal di testa).
Il
restante 90% è rappresentato dalle emicranie essenziali, cioè quel mal
di testa di cui non è possibile stabilire con chiarezza la causa. Fra
queste le più frequenti sono l’emicrania comune o vasomotoria e quella
abituale.
L’emicrania
comune è caratterizzata da due sintomi principali: il dolore insorge spesso
in una parte della testa e tende a diffondersi via via a tutto il corpo;
in molti casi è violento e pulsante mentre in altri è sordo e continuo
ed esacerbato da sforzi, movimenti, tosse, starnuti; una sua variante all’inizio
oppure una sua concomitanza è la tensione dei muscoli della nuca e delle
spalle. Il secondo sintomo, nausea, si manifesta molto spesso e se la
persona sofferente arriva a vomitare non di rado cessa l’attacco.
Altri
sintomi che possono accompagnare il dolore sono: aumento della
lacrimazione oculare con bruciore, sonnolenza, aumento del muco nasale,
senso di vertigini e instabilità alla luce e ad alcuni odori e suoni.
Emicrania
abituale Questo tipo di emicrania si presenta al mattino in modo sordo, può
aumentare oppure no durante la giornata e accompagnare l’individuo fino
al riposo notturno per ripresentarsi nuovamente il mattino seguente e
tutto questo per settimane, mesi e, purtroppo, anche per anni.
I
sintomi che presenta chi soffre di mal di schiena sono divisi a seconda
del tratto della colonna vertebrale colpita. Vediamo i due dolori
principali.
Dolore
cervicale Questo dolore può presentarsi in modo acuto oppure lento e via via
più grave. Nel primo caso il dolore è improvviso e violento in una zona
ristretta e ben localizzata della nuca (torcicollo). Nel secondo caso, a
insorgenza lenta, il dolore è sordo, interessante tutta la nuca ed
esacerbato o provocato dai movimenti del capo. Questa cervicalgia è detta
cronica poiché molte volte continua per molto tempo.
Dolore
lombare Può presentarsi in forma acuta o cronica e comparire bruscamente.
Quando è acuto in genere consegue all’improvviso per esempio nell’atto
di sollevare un peso da terra. In questo caso si parla di “colpo della
strega”, il dolore descritto come sensazione di uno “strappo” o di
un “bruciore” violento. Nella forma cronica invece il dolore è di
vecchia data.
Dolore
sciatico La “sciatica” è un sintomo doloroso del nervo sciatico (il tronco
nervoso più grosso e più lungo del corpo umano) che decorre dalla parte
lombare della colonna vertebrale ramificandosi in tutto l’arto inferiore
e responsabile della sensibilità, del movimento delle gambe. Scoliosi,
artrosi, discopatie o ernie del disco possono essere causa di sciatica, ma
spesso il nervo può ammalarsi per suo conto (nevrite), per cause
infettive, reumatiche e tossiche. Il dolore si manifesta in modo “vivo”,
come da “nervo scoperto”, nella parte posteriore della coscia e della
natica, con irradiazione lungo l’arto e nella parte anteriore e laterale
della gamba, del polpaccio, interessando spesso anche il piede.
Dolore
reumatico E’ il dolore a carico delle articolazioni e delle strutture intorno
a loro.
Vediamo
adesso i principali tipi di dolore reumatico:
Dolore
infiammatorio. Le cause di questo tipo di dolore possono essere di
natura infettiva, immunitaria (reumatismo articolare acuto, artrite
reumatoide, eccetera), dismetabolica (gotta). Il dolore interessa una o
più articolazioni, può essere acuto oppure cronico e si associa
generalmente ai classici sintomi dell’infiammazione.
Dolore
meccanico. A parte i traumatismi acuti il dolore meccanico insorge
generalmente in rapporto ad alterazioni della struttura ossea articolare e
può derivare dai reumatismi infiammatori o da malattie di tipo “degenerativo”
come l’artrosi. Il dolore spesso è scarsamente localizzabile in un
punto preciso strettamente correlabile a particolari movimenti con il
riposo. Talvolta le articolazioni sono facilmente dolorabili anche in
rapporto alle “tensioni” muscolari e agli sbalzi della pressione
atmosferica (clima). Fanno parte del dolore meccanico i cosiddetti
reumatismi “extra - articolari” come le periartriti, le borsiti, le
tendiniti, tutti processi infiammatori di strutture intorno alle
articolazioni dovute a micro - traumatismi e caratterizzate da dolori
acuti o cronici di solito ben localizzati ed evocati da precisi movimenti
del segmento corporeo interessato.
Fibromialgia.
La forma di “dolore reumatico” più comune interessa i muscoli e le
strutture intorno alle articolazioni, non accompagnata da manifestazioni
obiettive e infiammatorie né da impedimenti ai movimenti, denominata “reumatismo
fibromialgico” oppure “fibromialgia diffusa”. Questo frequente
disturbo colpisce in maggior parte le donne e i dolori vengono descritti
come “fatica dolorosa”, “sensazione di stiramento”, bruciatura
oppure morsicatura, “dolori dappertutto”, spesso drammaticamente
influenzati dalle variazioni meteorologiche, e associate ad alterazioni
del sonno, a mal di testa, a crisi ansiose.
Dolore
viscerale
Il
dolore somatico viscerale nasce dai sensori del dolore situati dentro e
intorno agli organi interni del corpo umano. E’ spesso riferito a zone
più o meno vaste della pelle a volte anche lontane dall’organo colpito.
Esiste in questo senso una vera e propria “mappa” cutanea, ben
conosciuta da tutti i medici, da cui è spesso possibile, individuata l’area
dolente, risalire all’organo interno ammalato e non ben funzionante.
Dato che il “mal di pancia” è molto diffuso tra la popolazione e
riguarda il dolore viscerale, affrontiamo qui i due più comuni tipi di
questo dolore: il dolore gastrico e quello ginecologico.
Dolore
gastrico Il “mal di stomaco” (dolore gastrico) è molto variabile da
persona a persona anche se di solito è avvertibile nella metà superiore
centrale dell’addome (epigastrio); può manifestarsi come bruciore,
crampo, senso di dilatazione e può diffondersi in alto a destra o a
sinistra, dietro lo sterno, a livello lombare della colonna vertebrale o
fra le scapole. Il dolore può essere accompagnato da nausea oppure vomito
e durare qualche giorno oppure essere sempre presente (dolore cronico). Le
cause note del mal di stomaco sono la gastrite o l’ulcera e compare
spesso dopo strapazzi fisici e dietetici o situazioni di stress.
Dolore
ginecologico I cosiddetti dolori mestruali possono essere dovuti ad anomalie
funzionali (di tipo ormonale) oppure anche a problemi di tipo psicologico.
Il dolore si accompagna spesso a mal di testa, a modificazioni dell’umore,
e a caratteristiche spasmodiche (crampi) con tendenza a diminuire durante
l’emorragia mestruale.
Nelle
prossime puntate parleremo delle medicine più usate per combattere il
dolore, dei metodi naturali antidolore e della psicologia del dolore.