Combattere
le vertigini ed eliminare i problemi che provocano (1-2-3)
Nell’evoluzione
delle specie viventi nessuna conquista è paragonabile alla capacità dell’uomo
di "stare in piedi", cioè di vivere ben eretto con la testa in
alto e i piedi per terra in una sorta di vittoria continua sulla forza di
gravità.
Dunque
l’essere umano, rispetto, per esempio, agli animali, si
"eleva", si "innalza", "sta eretto", grazie
soprattutto al grande sviluppo avvenuto nel corso dei millenni del sistema
nervoso e del cervello.
Si
pensi allora in quale angoscia viva l’individuo che soffre di vertigini,
sintomo, come vedremo, talvolta di altre malattie, connotate dalla
sensazione di un mondo che improvvisamente "gira" intorno oppure
dall’avvertire un equilibrio instancabile con una "strana
forza" che sembra attirare il corpo verso il basso. "Manca la
terra sotto i piedi", "è come perdere la capacità di
sostenersi da soli", "sembra di non avere appoggi",
"gira la testa" sono alcune delle descrizioni che vengono fatte
dalle persone che accusano vertigini unite però dalla comune paura di
cadere e di non essere più in grado di stare in piedi autonomamente.
In
questo articolo spiegheremo che cosa è l’equilibrio, quali sono le
cause delle vertigini, come si possono curare con la medicina
"ufficiale" e quali rimedi della cosiddetta medicina
"alternativa" possono rivelarsi efficaci e infine come, in molti
casi, si possano superare le crisi acute vertiginose recuperando
perfettamente la stabilità del corpo che sembrava perduta.
L’equilibrio del corpo
Terminazioni
nervose muscolari e articolari, la vista, particolari nuclei nervosi della
parte profonda del cervello, il cervelletto, sono tutti compartecipi del
mantenimento dell’equilibrio del corpo. Il vero organo dell’equilibrio,
però, è situato nell’orecchio interno (cioè nella profondità del
cranio) ed è chiamato "labirinto membranoso". In questa
struttura vi sono dei corpuscoli denominati "sacculo, utricolo e i
canali semicircolari". I primi due sono sollecitati dai movimenti
della testa nello spazio in avanti - indietro (accelerazioni lineari) e
dalla forza di gravità, mentre i canali sono molto sensibili ai movimenti
nelle altre direzioni (accelerazione angolare). Tutto ciò avviene perché
dentro questa struttura un liquido di tipo linfatico
("endolinfa"), muovendosi appunto a seconda delle posizioni
della testa, stimola particolari cellule nervose a loro volta collegate ai
gruppi muscolari del collo, della schiena e delle gambe.
Ecco
dunque perché se si volta la testa da una parte tutto il corpo la segue
adeguandosi quasi istantaneamente alla situazione per mantenere da un lato
un equilibrio "posturale" e dall’altro per facilitare i
movimenti verso quella direzione. Le cellule labirintiche sono collegate
poi anche a strutture nervose dette viscerali, cioè responsabili di
alcune funzioni di organi come lo stomaco, l’intestino, i vasi
sanguigni, collegamenti studiati e individuati proprio grazie all’osservazione
di persone sofferenti di vertigini e di mal di mare. In quest’ultimo
caso infatti i movimenti delle barche, sollecitando le cellule
labirintiche, provocano in persone predisposte instabilità posturale e,
appunto, nausea, sudorazione, vomito, diminuzione della pressione
sanguigna, pallore.
Che
cosa sono le vertigini
Si
definisce vertigine una falsa sensazione di rotazione del proprio corpo (o
della testa) oppure degli oggetti dell’ambiente circostante. E’ una
sensazione illusoria spiacevole che provoca nausea, vomito, tachicardia e,
a volte, diarrea. La causa è un disturbo del "senso di
orientamento" per un’alterata funzione dell’apparato dell’equilibrio.
In alcuni casi le vertigini fanno camminare le persone colpite, che
procedono come gli ubriachi (cammino "atassico"), avvertono la
sensazione di avere la testa confusa, deficit della vista momentanei,
"formicolii agli arti" (parestesie), mal di testa. Talvolta poi
insorgono stati emotivi di ansia - depressione purtroppo aggravanti a loro
volta i sintomi vertiginosi oppure, in casi estremi, inducenti
atteggiamenti di isolamento nella propria abitazione, o addirittura nel
proprio letto, per la grande paura dello scatenarsi di nuove crisi.
Le
cause
Occorre sottolineare che le vertigini sono un sintomo e non una
malattia e quindi si riferiscono a una disfunzione dell’apparato dell’equilibrio
(o di sistemi cerebrali a questo connessi) causata da vari fattori.
Vediamone alcuni.
Colpo
di frusta. Per colpo di frusta si intende una traumatica escursione
della testa come avviene, per esempio, in un tamponamento
automobilistico. In questo caso il corpo viene proiettato
violentemente in avanti mentre la testa viene spinta bruscamente
indietro e successivamente, durante la fase di decelerazione e arresto
dell’auto, in avanti. Le lesioni che derivano da questo particolare
tipo di incidente (causate anche da "scontri" sportivi,
cadute o traumi diretti alla testa) sono di diversa natura e gravità:
la muscolatura del collo, le vertebre e, raramente, i dischi tra loro
interposti possono infatti subire stiramenti, schiacciamenti,
spostamenti. Ebbene i sintomi conseguenti (a volte silenti anche per
settimane o per mesi) sono dolori locali, mal di testa, formicolii
alle mani o al viso e, appunto, vertigini spesso accompagnate da
nausea o vomito. Talvolta queste si presentano subito dopo l’incidente
o il trauma perché il violento spostamento della testa provoca l’altrettanto
veloce movimento del liquido interno dell’apparato dell’equilibrio
(endolinfa); oppure si verificano più tardivamente perché i muscoli
del collo si induriscono via via (contratture) tanto da comprimere,
senza occludere, particolari vasi sanguigni (arterie vertebrali) che
"nutrono" di sangue l’organo dell’equilibrio.
Artrosi
cervicale. E’ questo un lento processo degenerativo delle strutture
ossee della colonna vertebrale (causato da scarsa attività fisica,
traumi, scorrette posizioni lavorative) che si modificano nella forma
e nella posizione tra loro dando molte volte dolore locale e
limitazioni ai movimenti. In alcune persone sofferenti di artrosi
cervicale può accadere che la malattia causi (come descritto nel
colpo di frusta) una compressione delle arterie vertebrali ruotando (e
anche flettendo) il capo verso destra o verso sinistra. Conseguenza di
ciò è la comparsa, spesso improvvisa e tante volte al risveglio
mattutino, di vertigine e nausea (sindrome di Neri - Barré - Lieou).
Le vertigini in questi casi insorgono anche durante normali attività
della vita quotidiana, come per esempio quando si fa retromarcia con l’automobile,
e non raramente possono essere l’unico segno della presenza di un’artrosi
cervicale (quindi assenza di dolore).
Malattia
di Menière. Una non rara causa di vertigini è la malattia di
Menière. Questa, per cause non ancora ben definite (forse di natura
circolatoria locale o come esito di otiti trascurate), è
caratterizzata da un aumento abnorme del liquido
("endolinfa") situato dentro le strutture del
"labirinto membranoso" dell’orecchio interno. La malattia
in una prima fase si presenta con lieve diminuzione dell’udito e
senso di ripienezza auricolare; in una seconda fase la diminuzione
dell’udito (ipoacusia) si fa più franca ed è accompagnata da
fischi auricolari (acufeni) e crisi vertiginose. Infine, nella terza
fase, peggiora ancora la ipoacusia e le vertigini via via diventano
più violente, molto frequenti e accompagnate da improvvise cadute a
terra della persona sofferente (senza però mai perdita di
conoscenza).
Labirintiti.
Una delle più note cause di vertigine è sicuramente la labirintite,
processo infiammatorio batterico o virale del labirinto membranoso
(organo principale dell’equilibrio). E’ questa una malattia che in
genere deriva da altre malattie, come per esempio la difterite (per
fortuna da tempo sotto controllo grazie alle vaccinazioni infantili)
oppure le otiti (infezioni dell’orecchio connotate da febbre e forte
dolore) e che si distingue in una forma acuta e in una cronica. La
prima ha come sintomi una o più crisi vertiginose accompagnate da
segni di infezione come febbre, dolore auricolare e seria diminuzione
dell’udito. La seconda è caratterizzata invece da numerose piccole
crisi vertiginose con diminuzione dell’udito lentamente progressiva
e scarsi segni infiammatori.
Intossicazioni.
Non tutti sanno che è possibile soffrire di improvvise vertigini in
seguito a intossicazioni. Accade infatti che in persone predisposte
dopo un pasto copioso di frutti di mare, crostacei, oppure dopo
assunzione di farmaci come il piramidone, l’acido acetilsalicilico e
altri, possa insorgere una forte crisi vertiginosa senza diminuzione
dell’udito (sindrome di Arslan) in cui si è incapaci di alzarsi o
addirittura di muoversi nel letto.
Sindromi
menieriformi. Esposizioni al freddo o al caldo intensi, stress,
strapazzi fisici, tensioni psicologiche, stati ansiosi, pressione
arteriosa bassa sono tutte cause non rare di vertigine. In questi casi
gli "attacchi" possono essere lievi, transitori, oppure
anche di una certa serietà fino ad assomigliare alla sindrome di
Menière (da qui "sindromi manieriformi") senza però le
caratteristiche fasi e la grave sordità conseguente. Attualmente non
è ancora possibile stabilire con chiarezza quali sono le cause di
queste sindromi e le ricerche sono tuttora orientate a dimostrare
possibili disturbi del "microcircolo" sanguigno, irrorante
la zona del labirinto membranoso, in persone con particolari
predisposizioni (forse genetiche) alle vertigini.