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La recente scoperta di geni modificati nei semi di ravizzone dei raccolti europei ha messo in evidenza la necessità di valutare più attentamente le metodologie d'analisi e di certificazione della presenza di OGM nei prodotti alimentari. Secondo Jeffrey Smith, della Genetic ID, la diffusione della contaminazione da OGM è un fatto risaputo da molto tempo nel settore. Nell'edizione dell'ultima settimana del New Scientist sono stati riportati i risultati delle analisi effettuate dalla Genetic ID nel 1999 inerenti 20 lotti di semi di mais provenienti da quattro aziende. Solo otto lotti non contenevano
OGM.
Secondo Greenpeace il 15 per cento del prodotto totale delle coltivazioni di mais in Europa contengono OGM e anche Smith avverte che il seme di mais, subendo diversi livelli di contaminazione, può essere venduto come non modificato geneticamente anche se in realtà lo è.
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