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Nuovo
rapporto del WWI (World Watch Institute) sulla malnutrizione (18/05/2000)
Troppo
grassi o troppo magri? Come saranno le donne e gli uomini del futuro? E,
invece, e'la domanda a cui risponde il nuovo rapporto del WWI, il
prestigioso istituto di ricerca ambientale di Washington, in libreria
negli USA.
Per
la prima volta nella storia dell'umanita', sottolineano Gary Gardner e
Brian Halweil, i 2 ricercatori autori del volume, il numero delle persone
sovrappeso rivaleggia col numero di quelle sottopeso. Mentre il numero
globale di individui denutriti e' lentamente calato a partire dal 1980
fino al miliardo e duecentomila, il numero dei "sovranutriti" e'
salito alla stessa cifra.
Sia
le persone sottopeso che quelle in eccesso soffrono di
"malnutrizione", una deficienza o un eccesso di elementi
nutritivi nel fabbisogno alimentare necessario per condurre una vita in
salute.
La denutrizione come l'eccessiva alimentazione inducono alti livelli di
malattia e invalidita', accorciano l'aspettativa di vita e riducono la
capacita' riproduttiva soprattutto per chi vive nei paesi in via di
sviluppo.
L'impatto
sulla salute pubblica e' enorme: piu' della meta' delle principali
malattie nel mondo e' attribuibile alla fame, alla sovranutrizione e molto
spesso alla deficienza di vitamine e minerali. "Questo e' il secolo
con il piu' grande potenziale per eliminare la malnutrizione e invece lo
abbiamo visto spegnersi verso livelli record" ammette Gardner.
Paradossalmente, il numero degli affamati rimane alto in un mondo dove il
cibo e' in eccesso.
Nei paesi in via di 'sviluppo' ci sono circa 150 milioni di bambini
sottopeso, quasi 1 su 3. E in Africa, dove vive oltre la meta' di questi
bambini, il numero e' in crescita. Nel frattempo la popolazione dei
sovrappeso si e' rapidamente accresciuta negli ultimi decenni.
Negli USA, per esempio, il 55% degli adulti e' sovrappeso secondo gli
standard internazionali, e addirittura il 23% e' da considerarsi obeso. Il
trend e' tale che anche tra i bambini americani 1 su 5 puo' ormai essere
considerato sovrappeso. Paesi in via di 'sviluppo' e paesi 'sviluppati'
pagano, comunque, un caro prezzo per la malnutrizione.
La
Banca Mondiale stima che all'India, per esempio, nel '96 la fame e'
costata qualcosa come fra il 3 e il 9% del suo prodotto interno lordo. E
l'obesita' e' costata agli USA, alla fine degli anni 90, il 12% della
spesa sanitaria nazionale. Per avere un termine di paragone si consideri
che la spesa sanitaria USA per combattere i danni causati dal fumo e'
ammontata, nello stesso periodo, a 47 miliardi di dollari.
"Mentre persiste ancora il mito per il quale la fame deriva dalla
scarsita di cibo, sono
invece l'iniqua distribuzione delle risorse e le discriminazioni
di genere che impediscono agli affamati di procurarsi il minimo
di cui hanno bisogno" commeta Halweil.
fonte: Overfed and Underfed: the Global Epidemic of malnutrition
WorldWatch Institute, marzo 2000
www.worldwatch.org
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