|
Colza
transgenica seminata per errore in Europa e poi distribuita (23/04/2000)
Salutisti
in allarme in tutta Europa: ingenti quantitativi di semi di colza
geneticamente modificati, a causa di un errore dell'importatore, sono
stati venduti a ignari coltivatori, convinti di servirsi si sementi
classiche, e sono già stati seminati.
Dalla colza si estrae un olio utilizzato, oltre che come lubrificante,
anche per l'alimentazione. La colza è uno dei cinque vegetali
geneticamente modificati (gli altri sono mais, soia, radicchio e tabacco)
di cui è autorizzata la commercializzazione in Europa. La coltivazione di
vegetali transgenici nell'Unione europea è invece vietata, eccetto che a
titolo sperimentale, e comunque anche in questo caso non è consentita
l'immissione in commercio dei vegetali prodotti.
A causa dell'errore, si sono 'mescolate' colza classica e colza
transgenica: un problema serio per i consumatori che hanno deciso di non
utilizzare cibi geneticamente modificati, facendo molta attenzione al
marchio 'libero da organismi geneticamente modificati (Ogm) apposto sui
prodotti in commercio. La confusione sulla colza rende questa scelta
praticamente impossibile.
La presenza della semente transgenica sui campi europei rende inoltre
teoricamente possibile un suo incrocio con la colza classica, anche se la
possibilità è remota perché i semi geneticamente modificati dovrebbero
essere sterili.
I
semi di colza transgenica della Advanta Seeds mischiati a sementi
classiche finiti a ignari agricoltori in Gran Bretagna, Francia, Germania
e Svezia sono quintali.
L'allarme è partito dalla filiale britannica della società, e
successivamente il portavoce della Advanta Seeds, David Buckeridge, ha
ammesso che anche Svezia, Francia e Germania sono state colpite dallo
stesso problema, minimizzandone però la portata . "In Germania e in
Francia in particolare - ha detto Buckeridge - stiamo parlando di
centinaia di ettari in luogo di milioni di ettari".
In Svezia il problema riguarda lo scorso anno, quando sono state importate
14 tonnellate di colza contenenti lo 0,4 per cento di Ogm. Secondo la
Advanta, in Germania e Francia le quantità sono invece minori.
I
governi coinvolti tendono tuttavia a minimizzare: il sottosegretario
all'Agricoltura britannico Nick Brown ha ammesso alla Camera dei Comuni di
essere stato avvertito dell'errore dal 17 aprile scorso, senza per questo
aver sentito la necessità di avvertire la popolazione. "E' un evento
spiacevole - ha affermato - ma ribadisco che non ci sono rischi né per la
salute né per l'ambiente". Tuttavia, ha aggiunto il sottosegretario,
l'episodio evidenzia che vi sono dei difetti nelle procedure riguardanti
la purezza dei semi a livello internazionale.
Il ministro dell'Agricoltura francese ha fatto sapere di non avere
intenzione di distruggere il raccolto dei 600 ettari seminati con la colza
geneticamente modificata. Un funzionario del ministero ha detto che il
governo non farà nulla perché la contaminazione con gli Ogm riguarda
meno dell'un per cento delle sementi. "Siamo stati informati dalla
società importatrice della contaminazione - ha aggiunto il funzionario -
alla fine di aprile. Saperlo è stata una buona cosa, ma legalmente non c'è
nulla che possiamo fare".
Per
l'Ue il problema riguarda i singoli Stati. La Commissione europea ha
reagito dicendo che spetta agli Stati membri controllare che le sementi
classiche non vengano mischiate a quelle geneticamente modificate. E ha
chiarito che la revisione della direttiva 220 del 1990 riguardante i
vegetali transgenici, che imporrà norme molto più restrittive, non
arriverà prima dell'autunno.
"E' compito degli Stati membri capire da dove sia arrivata la colza
transgenica e come sia potuta accadere una cosa del genere.", ha
detto a Bruxelles il portavoce del commissario europeo per la sicurezza
alimentare David Byrne.
|