|
Oggi
l'Europarlamento ha stabilito che si possono chiamare
"cioccolato" anche prodotti che non lo sono. Complimenti.
(15/03/2000)
Oggi
l'Europarlamento ha stabilito che si possono produrre e vendere come
cioccolato, prodotti con "materie grasse di sostituzione", dove
cioè, invece di usare come unico grasso il burro di cacao, si usano anche
altri grassi. Quindi prodotti che cioccolato non sono. E non è neppure
necessario evidenziarlo: basta metterlo piccolissimo nei componenti.
Non è una questione da puristi, ma da persone per bene.
Siamo
seri. E' come chiedere di chiamare oro anche l'ottone perché è un
metallo giallo che luccica. E non c'entra la percentuale ammessa, non si
può essere un po' disonesti o un po' vergini.
E' l'ennesimo tentativo di imbroglio, perché vuol dire spacciare un
prodotto più povero per uno più ricco, vendendolo ad un prezzo minore in
concorrenza con il prodotto vero, a scapito del consumatore che non riceve
ciò che crede di aver acquistato.
E a danno di chi, con serietà e costi superiori, consegna ciò che ha
promesso.
E una volta autorizzato da una legge l'imbroglio pretende di non essere più
tale.
La prova dell'imbroglio è anche nella libertà di non dichiarare a chiare
lettere sulla confezione la cosa. Anche questo non ha giustificazione.
Siamo
onesti. Vendiamo pure questi altri prodotti, ma chiamiamoli in modo
diverso, tale da non indurre in confusione l'acquirente. Diversamente non
irritiamoci se ci sentiamo chiamare imbroglioni.
E chi avvalla con una legge l'imbroglio, certo non è né più onesto, né
più serio. E tradisce il mandato degli elettori che non l'hanno certo
incaricato di far sì che sia imbrogliato.
Viva l'Europa Unita dei Cornuti e Mazziati!
P.S.
In questi prodotti è anche permesso usare componenti transgeniche.
|