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1845,
Irlanda
La carestia da patata ibrida: un caso da manuale per il 1999 e successivi (30/06/1999)
I
fatti (dal quotidiano "Il Sole 24 ore" del 26/06/1999)
"…Per
ottenere un miglioramento delle rese produttive del tubero della patata
– che rappresentava all’epoca la principale risorsa alimentare per gli
otto milioni di abitanti dell’Irlanda – venne immesso nella
coltivazione un ibrido che sembrava particolarmente produttivo. E per due
anni circa le rese furono effettivamente al di là delle aspettative. Come
conseguenza diretta, gli agricoltori irlandesi decisero di orientarsi,
tutti, verso quella nuova varietà di patata. Ma quando nel 1845, una
grave malattia – dovuta all’azione di un fungo infestante – aggredì
l’ibrido distruggendolo, il sistema agricolo, ormai caratterizzato da
una sostanziale monocultura, venne disastrosamente coinvolto.(…) un
impatto catastrofico sul sistema agricolo di un intero Paese e sui destini
di generazioni di irlandesi: l’agricoltura ne fu distrutta, un milione
di persone morirono di fame e di stenti…"
Il
fatto si commenta da solo e smentisce molti argomenti di chi tenta di
minimizzare i rischi della diffusione di prodotti transgenici destinati
all’alimentazione o che possano entrare nella catena alimentare.
Abbiamo citato fatti, non pareri.
La
probabilità che il miraggio di produzioni più ricche, con la promessa di
minori costi e rischi, porti alla distruzione della bio-diversità, (cioè
a coltivare tutti, o quasi, lo stesso tipo di pomodoro, o di soia o altro)
è evidente anche a un bambino ed il negarlo implica facilmente malafede o
inettitudine colpevole.
Non
rendersi conto o minimizzare l’impossibilità di prevedere prima quali
siano i punti deboli di queste culture comporta gravi responsabilità: il
caso irlandese mostra solo uno di questi rischi. I rischi per la salute,
non ultimo quello già verificato di modifiche al nostro DNA sono
altrettanto se non maggiori ed ancora, in gran parte, da scoprire (vedi il
resto della sezione).
Non
intervenire tempestivamente a livello legislativo a difesa di tutta la
comunità, contro rischi così gravi, tutelando interessi di parte,
esclude che si possa chiamare "democrazia" la forma di governo
di tale comunità.
L’altro
ieri il Consiglio dei ministri dell’ambiente ha approvato a Lussemburgo
una nuova direttiva che rende più difficile l’autorizzazione alla
coltivazione e alla commercializzazione di organismi geneticamente
modificati.
Una
soluzione di compromesso tra chi vuole uno stop ai cibi transgenici per
approfondirne i reali rischi e chi vuole incrementarli.
E’
curioso, l’Irlanda era tra questi ultimi.
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