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L'economista
Jeremy Rifkin: "...chi controlla l'ingegneria genetica controlla
l'industria del 2000"
Jeremy
Rifkin, presidente della Foundation on Economic Trends di Washington,
parlando a Verona all'ultima Fiera agricola ha lanciato l'allarme sulla
spaventosa concetrazione di potere legata al diffondersi dell'uso delle
biotecnologie, quando manchi un adeguata informazione.
"Quando si parla di biotecnologia, imprenditori agricoli, politici,
governi e intellettuali devono partire da una considerazione: chi
controlla l'ingegneria genetica controlla l'industria del 2000.
Basta qualche esempio: sono allo studio piante modificate geneticamente in
grado di produrre la plastica, o i vaccini. Non parliamo, poi, dei cibi
manipolati, dei mangimi, delle applicazioni mediche.
Ma pochi sanno che le aziende e le multinazionali che operano in questo
settore sono andate incontro ad un processo di concentrazione esasperato,
con la nascita di colossi mondiali come Monsanto, Dupont, Novartis.
Queste aziende stanno brevettando le loro scoperte genetiche. E sono così
in grado di influenzare l'evoluzione di intere economie."
..."La Monsanto ormai non concede più la proprietà dei semi per le
coltivazioni, che in passato venivano poi rivenduti tra gli agricoltori.
Vengono dati in leasing: in pratica viene consentito di utilizzarli, ma
non di farne ciò che si vuole. Il gruppo invia propri poliziotti a
verificare che l'agricoltore non rivenda i semi ad altri. E pubblica
pagine a pagamento contro chi trasgredisce le loro regole. E' stato
addirittura inventato un gene, il "terminator" che impedisce
agli agricoltori di disporre liberamente delle sementi, uccidendole (...)
i rischi di inquinamento genetico dell'ambiente sono altissimi, tanto che
le grandi società non assicurano le multinazionali contro i rischi di
catastrofe ambientale. (...) E' stato addirittura dimostrato che i geni
"saltano" da un organismo all'altro, con gravi rischi per
l'essere umano".
Implicazioni
Significa
che ogni anno l'agricoltore deve ricomprare le sementi in quanto le
piante dell'anno prima sono sterili, non producono semi.
Utilizzando
queste sementi si toglie la possibilità di avere le sementi stesse dal
proprio raccolto o da quello del vicino: si è obbligati a comprarle
senza poter scegliere il fornitore.
Il
prezzo diventa quindi praticamente imposto.
Scompare
la biodiversità con tutte le gravi implicazioni che ne seguono.
L'uomo
corre il rischio di mutazioni genetiche le cui conseguenze non sono
prevedibili.
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