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GMO:
due o tre cose da chiarire (26/05/2000)
Quanto
sta accadendo in questi giorni, le strumentalizzazioni fatte da ogni
parte, ed il gran fumo sparso a confondere le idee suggeriscono di fare un
po' di chiarezza sulla questione.
Il
nodo della questione è tutto nel tentativo, da parte di alcuni, di
toglierci la libertà di scelta. E questo crea una reazione proporzionale
all'azione.
Le
biotecnologie, in sé, non sono negative né positive: tutto dipende
dall'onestà e dall'uso che se ne fa.
E'
quindi sano difendersi da chi dice "mangia tranquillo, non fa male (e
non scocciare), quando ci sono prove scientifiche della dannosità dei
cibi GMO(su queste pagine le informazioni per approfondire) ed è
ormai noto che le documentazioni ufficiali di innocuità sono parziali,
lacunose, approssimative, quando non sono addomesticate per interesse.
Quando
è evidente che c'è malafede, anche piuttosto grossolana, nel cercare di
negare i pericoli futuri che, come è evidente, non possono essere
verificati oggi, anche se sono visibili i primi segni.
Quando
si dice che i cibi GMO sono più sani degli altri, ma non si vuole
assolutamente scriverlo sulle etichette(strano modo di fare marketing).
Quando
si afferma che non risulta evidenza di pericolosità, e ciò per malafede,
o per ignoranza, o più banalmente per superficialità, in ogni caso
facendo una figura non certo brillante, specie se il ruolo di chi parla
presupporrebbe una certa preparazione.
Dobbiamo
difenderci da chi inserisce la violenza, per non importa quale motivo, in
questa protesta dando il fianco a chi vuole minimizzare la portata della
rivolta civile operata da milioni di persone in tutto il mondo, e da chi
diffonde informazioni falsate per difendere il proprio interesse.
Tutto
si riduce quindi ad una banale quanto sacrosanta difesa dagli imbroglioni
di turno.
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