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Da Atlanta la notizia che la caffeina possa incidere sulla prevenzione del morbo di Parkinson, né da notizia il Dottor G. Webster Ross sul Journal of the American Medical Association (JAMA). Sono serviti 30 anni di studi su 8.000 giapponesi (d'età compresa tra i 45 e i 68 anni) per scoprire che chi beve più di tre tazze al giorno di caffè ha cinque volte meno probabilità di ammalarsi, ma non è ancora chiaro il meccanismo con cui la caffeina riesca a bloccare la malattia, anche perché non si conosce con esattezza perché ci si ammala di Parkinson. La ricerca mette in evidenza come l'assunzione di caffeina sia associata ad una minore incidenza di contrarre il morbo rispetto a chi non ne assume affatto, ma lo studio necessita di ulteriori approfondimenti.
Per maggiori approfondimenti: www.parkinson.org/coffee.htm
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