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E' legge: d'ora in poi, si potrà chiamare "cioccolato puro" solo quello che non contiene altri grassi oltre al burro di cacao. Con buona pace di tutti quelli che si ostinano ad imbrogliare gli acquirenti pretendendo di chiamare con il nome originale anche prodotti che nulla hanno a che fare con questi.
Bisogna dirlo, il cioccolato fatto con altri grassi non è buono come quello fatto solo con il burro di cacao!
Quindi, il "cioccolato puro" ha il 100% di burro di cacao, il "cioccolato" ha fino al 5% di grassi vegetali (consentiti sono solo il burro d'illipe, l'olio di palma, il grasso o la stereatina), gli altri si chiamano"surrogati".
I produttori di cioccolato di qualità chiedono ora una dicitura che caratterizzi la lavorazione artigianale. Se passeranno le richieste della categoria, che vanta in Italia una tradizione consolidata, gli appassionati delle delizie al cacao potranno distinguere il cioccolato artigianale dalla denominazione Stg, cioè Specialità tradizionale garantita.
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