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Mucca
pazza: diciamo la verità (23/11/2000)
Su
132 bovini controllati in Spagna trovati 2 casi di mucca pazza. Una
percentuale molto alta che da ragione e chi sostiene che, se non si cerca,
non si trova.
Ma non è così semplice. I test riscontrano la malattia solo ad uno stato
avanzato, per cui non è vero che gli animali giovani siano sicuri,
semplicemente non se ne sa nulla.
L'Italia è piena di animali importati giovani ed allevati solo per gli
ultimi mesi nel nostro paese: bovini ma anche suini che, in questo modo,
diventano "italiani"a "norma di legge". Cosa abbiano
mangiato prima e se quindi, siano infetti no lo si sa, specie se vengono
macellati giovani.
Gli unici animali sicuri restano quelli dei quali i venditori possono
garantirci, con uno scritto, dove sono nati, dove sono stati allevati, e
come sono stati alimentati.
Dobbiamo esigere da chi ci vende la carne questa garanzia scritta.
Mostrarci un foglio che dice che si tratta di "carne italiana"
non ha perciò alcun valore. Non
prendiamocela con i nostri attuali ministri che si trovano a gestire una
situazione che viene da lontano: non possono bloccare e mandare in malora
un intero comparto della nostra economia. Esigiamo però da loro più
trasparenza, perché è solo dicendo ai consumatori la verità che
potranno avere il loro sostegno, indispensabile, per affrontare in modo
costruttivo il problema di fondo.
Il problema è stato gestito in modo irresponsabile per anni da una grande
parte degli attori di questa tragedia: politici, burocrati, veterinari,
allevatori, commercianti e consumatori. Tutti hanno contribuito ad
arrivare fin qui, e tutti devono ora fare la loro parte per uscirne. Non
dimentichiamo che la molla prima ed indispensabile rimane la pressione che
i consumatori fanno comprando o meno: se questi si stancano e mollano, non
potranno poi dopo lamentarsi.
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