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Mucca
pazza: che fare (17/11/2000)
I
tentativi di rassicurare i consumatori si scontrano in questi giorni con
le pubbliche ammissioni di impotenza davanti al probabile rischio di
contagio umano da mucca pazza.
L'encefalite spongiforme bovina (Bse)
può essere ritenuta ''sotto controllo'' in Italia, secondo l'Anmvi, l'associazione che riunisce
più di 9500 medici veterinari italiani mentre il Ministro Veronesi conferma
in Parlamento che non si può prevedere cosa succederà tra qualche anno,
se cioè avremo sporadici episodi di contagio o una vera e propria
epidemia.
''Malgrado il ritardo di alcuni interventi e controlli pubblici in alcune zone del Paese - affermano i veterinari - la
Sanità Pubblica può comunque dare garanzie di sicurezza ai consumatori'',
ed in televisione (Mi manda Raitre) la stessa associazione è costretta ad
ammettere che i controlli funzionano in alcune zone bene ed in altro sono
molto carenti. Ma le carni si muovono ed il consumatore non sa da quale
zona arrivano.
Ma allora non è vero che la carne italiana è sicura: una parte è
sicura, ma quando si compra non si sa quale si compra.
La
situazione è molto difficile, per i Ministri e per tutte la macchina
statale e forse, l'unica cosa che la gente può fare, è attenersi alle
poche quasi-certezze che ci sono: consumare carne senza ossa, evitare intestini,
cervello, midollo e così via, secondo quanto indicato da tutti i media e sperare di
avere un ottimo sistema immunitario. Per quanto riguarda il passato, non
ci resta che contare molto,
molto, sulla fortuna.
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