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Pur essendo noto che che gli animali accumulano nelle loro carni i metalli pesanti, i livelli scoperti hanno sorpreso persino gli esperti.
Mediamente, le concentrazioni di mercurio rilevati nei fegati di balena e di delfino erano di 370 microgrammi per grammo di materia esaminata, 900 volte il limite governativo, mentre nei reni e nei polmoni erano di 100 volte superiori. Nessuno dei campioni era nei limiti.
Due dei 26 campioni di fegato esaminati contenevano più di 1970 microgrammi di mercurio per grammo di fegato, pari a circa 5.000 volte il limite consentito dalle autorità giapponesi che è di o,4 microgrammi per grammo esaminato. Nelle carni la concentrazione era dalle 2,5 alle 25 volte il limite.
Secondo Tetsuya Endo, Koichi Haraguchi e Masakatsu Sakata dell'Università di Hokkaido, che hanno effettuato lo studio, a queste concentrazioni, un adulto di 60 chili che ingerisse 0,15 grammi di fegato avrebbe superato la dose settimanale assumibile in sicurezza secondo gli standard dell'Organizzazione mondiale della Sanità. Basterebbe un solo boccone per provocare una grave intossicazione.
I ricercatori hanno sollecitato il governo ad imporre limiti molto più restrittivi sul consumo di organi di cetaceo. Negli anni '50 e '60, nell'area di Minamata Bay ci furono centinaia di bimbi nati con orribili difetti e migliaia con danni cerebrali, dopo che le loro madri avevano mangiato pesce contaminato da composti contenenti mercurio che venivano scaricati nella baia dal 1930.
Anche i ricercatori veterani sono rimasti più che colpiti dai dati rilevati considerando che, normalmente, le quantità di mercurio trovate erano intorno ai 20 microgrammi per grammo.
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