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Mucca
pazza: il punto (15/11/2000)
Mentre
la Francia ha coraggiosamente preso misure doverosamente cautelative nei
confronti dei consumatori, vietando la vendita di farine animali per
l'allevamento, in Italia il Ministro Veronesi, ancora al telegiornale di
ieri, minimizzava il pericolo legato anche a carni italiane sostenendo,
tra l'altro, che i test per individuare la BSE erano di esito certo e e
sufficientemente effettuati.
Il
problema è che, come già noto a molti, ed ammesso oggi in un
telegiornale nazionale, i test non sono affatto sicuri ed il consumatore
non trova, normalmente, indicazione sulla storia della carne che si
accinge a comprare.
I
test non sono sicuri, come pubblicamente affermato lunedì sera sul canale
francese France2, in una trasmissione analoga a quella di Bruno Vespa, per
altro in onda contemporaneamente e sempre a proposito della mucca pazza.
Mentre di qua si affermava che la nostra carne era sicura ed il pericolo
veniva dalla Francia, di là si diceva che il pericolo veniva anche da
quei paesi, come l'Italia, che, avendo usato farine animali, invece di
affrontare il problema, lo negavano.
Alla
fine, emerge che i consumatori sono tutto tranne che "protetti"
da coloro che li governano. In Italia come in Francia e nell'Unione
Europea. La prevenzione è pressochè sconosciuta, visto che in presenza
di una malattia che ha un'incubazione da 5 a 60 anni, solo ora si comincia
a fare qualcosa.
I governi si muovono solamente quando si crea allarme e si fermano i
mercati. Complimenti!
Un
dubbio, però, si fa strada: dato che anche molti politici e funzionari
hanno mangiato e mangiano carne, non sarà che si sono presi l'infezione?
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