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Quando una persona obesa o, comunque, in sovrappeso decide di praticare dell'esercizio fisico il suo obiettivo primario è, secondo logica, quello di perdere i chili in eccesso. Oltre che per un fattore estetico le persone in queste condizioni svolgono esercizi perchè convinti che, con il calare dei chili, cali anche il rischio di incorrere nei disturbi più comuni legati all'obesità: aterosclerosi, infarto, malattie cardiovascolari. Per questo motivo quando il calo di peso non è proporzionale all'attività svolta, l'individuo perde la fiducia e contemporaneamente la voglia di fare fatica senza un risultato tangibile e soddisfacente.
Per tutte queste persone arrivano oggi i risultati di uno studio statunitense pubblicato dalla rivista "Clinical Exercise Physiology" secondo il quale il rischio delle malattie sopracitate cala anche se non associato alla perdita di peso. L'attività fisica praticata con regolarità è già in grado di ridurre i rischi collegati all'obesità oltre che a migliorare lo stato di benessere generale migliorando il metabolismo. Questo è possibile perchè aumentano i livelli di colesterolo buono (Hdl) e diminuiscono quelli di colesterolo cattivo (Ldl); inoltre, il movimento induce la trasformazione del grasso in massa muscolare, quest'ultima capace di bruciare una maggiore quantità di calorie e con un metabolismo più accelerato.
L'associazione di tutti questi fattori garantisce già uno stato di salute pronto ad affrontare con successo i rischi legati all'obesità.
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