Mediterraneo: rischi per la pesca dallo ctenoforo Mnemiopsis leidyi.(14/06/2010)
Raccolta
e rilanciata la prima segnalazione di arrivo, nel
mediterraneo occidentale, dello ctenoforo
Mnemiopsis leidyi.
Ferdinando Boero, del dipartimento di biologia marina dell'università del Salento,
con la campagna 'Occhio alla medusa' (Jellywatch 2010), un progetto del Ciesm
(The Mediterranean Science Commission) che chiede l'aiuto dei cittadini con segnalazioni e foto al mondo
scientifico, ha rilanciato la notizia che potrebbe
essere non poco rilevante per la pesca nei nostri
mari.
Per
capirne meglio la portata riportiamo testualmente da
Reefcheck italia:
"La grande tolleranza di questa specie ai diversi fattori ambientali (sopporta salinità variabili da 4 a 38 e temperature comprese fra 4 e 32°C) lo rende capace di adattarsi alle condizioni presenti in tutto il Mediterraneo e al di fuori di esso, e la sua capacità di compromettere gli stock ittici, sia attraverso una competizione per le risorse, sia a causa della dieta costituita, come detto, prevalentemente da uova e larve di pesce, fa sì che Mnemiopsis leidyi sia in grado di modificare fortemente interi ecosistemi e ridurre drasticamente l’ittiofauna delle aree che riesce a colonizzare.
Ecco perché questa specie è già da tempo un sorvegliato speciale, le cui segnalazioni sono molto importanti, e certamente si tratta di un animale con cui, purtroppo, avremo molto a che fare in futuro".