Si
è qui preferito trattare il problema dell’osteoporosi distaccandolo
dalla diretta conseguenza della menopausa perché questa non è una
malattia causata, appunto, dalla menopausa! La menopausa infatti non
provoca l’osteoporosi bensì può favorirne l’insorgenza o, ancora di
più, accelerare il processo morboso e osseo già in atto in chi è
predisposto. L’osteoporosi è una rarefazione della massa ossea nel suo
insieme ed è un fenomeno naturale nella misura in cui rappresenta uno
degli aspetti dell’invecchiamento del corpo, mentre è una vera e
propria malattia quando la complessiva massa ossea (valutata nell’infanzia
intorno al 25 per cento) scende sotto l’11 per cento dell’intera massa
corporea. In questo caso l’osteoporosi può causare cedimenti o fratture
spontanee soprattutto delle vertebre della colonna e dei femori.
Non
tutti sanno che questa riduzione progressiva del tessuto osseo inizia tra
i venti e i trent’anni e che continua fino alla morte caratterizzandosi
diversamente per intensità tra individuo e individuo. Mentre per l’uomo
la rarefazione è di solito regolare nel tempo, nella donna invece può
subire un processo di accelerazione proprio nel periodo della menopausa.
La causa di tutto ciò sarebbe dovuta (il condizionale è d’obbligo
perché non esiste una ragione certa ma si sa soltanto che la terapia
ormonale può rallentare il processo morboso) alla drastica diminuzione
degli estrogeni, ormoni che sembrano aiutare l’assorbimento intestinale
del calcio dalla dieta e aiutare il suo utilizzo a livello osseo. I
fattori di rischio di osteoporosi nelle donne sono: eccessiva diminuzione
degli estrogeni in pre - menopausa; menopausa precoce o provocata da
interventi chirurgici; familiarità; magrezza; dieta povera di calcio;
eccessive proteine nella dieta; abuso di alcol; fumo di sigaretta; vita
sedentaria.
Medicina
ufficiale. La
terapia ormonale sostitutiva è il cardine terapeutico per i disturbi
della menopausa e lo specialista ginecologo decide caso per caso il tipo
di farmaco, il modo di somministrazione (cerotto, pillola) di composti con
estrogeni e progesterone. In genere sono due gli atteggiamenti clinici
dello specialista:
l’estrogeno,
terapia causale limitata alle donne che avvertono disturbi da
menopausa mal sopportati o da applicare a donne giovani in menopausa
chirurgica o precoce;
l’astensione
terapeutica basata sul fatto che i disturbi della menopausa sono un
inevitabile corollario del processo di esaurimento della
"funzione riproduttiva" femminile e che comunque si
attenueranno spontaneamente con il tempo.
La
terapia con estroprogestinici allevia in oltre il 90 per cento dei casi le
vampate di calore; diminuisce i processi di invecchiamento cutaneo; in
alcuni casi migliora l’umore, la concentrazione, la memoria; rallenta l’osteoporosi;
diminuisce la frequenza di vaginiti; dà maggiore elasticità alle pareti
vaginali migliorando così i rapporti sessuali; riduce il rischio di
infarto cardiaco (rischio che nella donna in menopausa è uguale a quello
dell’uomo):
D’altro
canto vi sono controindicazioni all’utilizzo di preparati
estroprogestinici che sono: malattie del fegato, ipertensione arteriosa,
disturbi cerebrali vascolari, tumori dell’utero e della mammella,
fibromi, diabete, epilessia, cefalea vasomotoria, obesità, varici,
eccessivo uso di sigarette, menopausa tardiva.
Medicina
tradizionale cinese. Per
questa antica medicina la menopausa è dovuta al fisiologico calo dell’energia
dei reni, organi che, per i cinesi, nutrono l’apparato genitale -
riproduttivo. Quando però vi è una situazione energetica di deficit
cronico dell’energia renale negli anni precedenti la menopausa (per
sindromi ansioso - depressive, stress psicofisici, eccesso di sale
nella dieta, malattie renali, angosce e paure, tossicità da farmaci,
carenza di acqua nella dieta, malattie croniche debilitanti, abusi
sessuali) i disturbi al cessare delle mestruazioni possono essere molto
fastidiosi. E’ il caso, per esempio, delle vampate chiamate "fuoco
che si libera verso l’alto per difetto importante dell’energia acqua -
rene". Oltre alle vampate, il medico esperto di medicina cinese
valuta, secondo i sintomi, quali sono le energie di altri organi spesso
implicati nei disturbi che molte volte accompagnano le vampate, cioè: nel
caso siano interessate solo le energie renali ci possono essere
concomitanti lombalgie, dolori articolari, stanchezza, acufeni (percezione
di fischi uditivi), irritabilità, diminuzione della memoria, urine
scarse. Quando si presentano squilibri energetici del fegato sono presenti
mal di testa, dolori mestruali con crampi e vertigini. Se invece la donna
accusa ansia, insonnia, cardiopalmo, sudorazione eccessiva, è l’energia
del cuore o dell’intestino tenue a non essere in equilibrio; dolori
gastrici, difficoltà digestive, stitichezza, meteorismo, sono tutti i
sintomi causati dall’energia dello stomaco. Quando infine le vampate
sono associate a oppressione toracica, mancanza d’aria, orticaria, l’organo
non equilibrato energeticamente è il polmone.
La
terapia allora, con agopuntura, moxa (bastincini di erba artemisia atti a
scaldare alcuni punti del corpo), erbe cinesi, ha lo scopo di tonificare l’energia
renale, riequilibrare le energie degli altri organi interessati placando
così le vampate e i sintomi coesistenti.
Omeopatia.
Il medico esperto
in omeopatia in genere cerca di prevenire i disturbi della menopausa
individuando, molto prima dell’evento, qual è il rimedio più adatto a
mentenere in equilibrio l’insieme psicofisico della donna. Quando invece
sono presenti disagi menopausali possono essere molto utili i seguenti
rimedi:
Graphites.
Rimedio per le donne tendenti all’obesità con stitichezza,
freddolosità, apatia e soggette a dermatosi o eczemi vaginali.
Lachesis.
Quando le vampate sono "brucianti" e descritte a volte con
sensazione di calore al cuoio capelluto, aacompagnate da sudori,
svenimenti, perdita di memoria, palpitazioni, irritabilità,
aggressività.
Nux
vomica. E’ il
rimedio per le donne ipersensibili che presentano spesso brividi alternati
alle vampate, nausea, gastrite, mal di testa, sapore amaro in bocca,
cistiti.
Cura
con le erbe. Numerose
sono le piante medicinali che curano o placano i disturbi della menopausa
anche perché fra queste alcune sono di riconosciuta attività
similestrogenica. Una su tutte è la salvia officinalis,
ricchissima di estrogeni naturali tanto che è utilizzata con efficacia
non solo nella menopausa ma anche nei dolori mestruali e nella
regolarizzazione dei cicli. Altra pianta indicata in menopausa è il fieno
greco (nota fin dai tempi egizi in cui veniva descritta come la pianta che
"mantiene giovani"), dotato di proprietà rimineralizzanti e
dunque efficace per l’osteoporosi. La sequoia gigantea, poi, è
la pianta per la diminuzione di energia sia fisica sia psichica tanto che
è da assumere quando la menopausa provoca stanchezza e depressione
mentale. La cardiaca e il sorbo, infine, sono le due piante
più indicate, grazie alle loro proprietà sedative e drenanti, nelle
vampate di calore associate a stati ansiosi, insonnia, ipertensione,
insufficienza venosa con gonfiori, varici, iperirritabilità.