La psoriasi, malattia cutanea che statistiche occidentali indicano con una incidenza fra la popolazione variabile tra il 3 ed il 5 per cento con tipiche riacutizzazioni, appunto, autunnali. Vedremo allora in questo articolo che cos’è la psoriasi (non trascurando “strascichi” estivi come l’eczema), quali sono le sue possibili cause e come viene curata dalla medicina ufficiale e da quelle che adesso non vengono più denominate alternative ma parallele, come l’omeopatia, l’agopuntura e la medicina psicosomatica.

Per comprendere meglio quali sono i meccanismi patologici alla base della psoriasi e dell’eczema occorre brevemente descrivere che cosa è la pelle e quali sono le sue funzioni. La cute rappresenta l’organo più esteso del corpo umano con un peso pari al 5 per cento di peso corporeo e una superficie che, nell’adulto, è di circa 6 metri quadrati; è costituita da uno strato più superficiale (epidermide), da uno intermedio (derma), e da uno più profondo (ipoderma o sottocutaneo) con strutture denominate “annessi cutanei” costituite da peli, capelli, unghie, ghiandole sebacee, sudoripare e mammarie. L’epidermide (quella più interessata da malattie come psoriasi ed eczema) è formata a sua volta da 5 strati sovrapposti che rappresentano dal basso verso la superficie una evoluzione maturativa di quello basale o primo strato. In particolare le cellule alla base nascono, si moltiplicano e via via “migrano” verso l’alto fino ad arrivare alla superficie (quella che è possibile toccare) dove sfaldandosi (quando ci si lava, per lo sfregamento dei tessuti, spontaneamente) si staccano venendo perdute dal corpo. Ebbene, questa maturazione – migrazione dal basso verso la superficie, perdita cellulare, nuove cellule, nuova migrazione e così via rappresenta il ciclo vitale cutaneo con una durata complessiva di 28 giorni (ecco perché l’abbronzatura estiva via via si estingue). In definitiva dunque la pelle che vediamo, che tocchiamo, in realtà, nonostante appaia sempre pressoché la stessa, grazie a questo ciclo non è mai la stessa pelle ma continua nuova pelle. In tutta l’epidermide poi, vi è una ricca rete capillare vascolare arteriosa e venosa fondamentale per il nutrimento delle cellule e una altrettanto fitta rete di cellule nervose responsabili della grande sensibilità cutanea tattile, termica e dolorifica (maggiore nei palmi delle mani, nelle piante dei piedi, sui capezzoli, sul pene, sulle labbra). La pelle, quindi, con la cellule nervose, con le ghiandole, con i vasi sanguigni che portano più o meno sangue, garantisce al corpo una protezione meccanica (grazie anche all’elasticità), una chimica (grazie ai secreti ghiandolari battericidi), una conoscenza del mondo (grazie al tatto), una termoregolazione (con i vasi sanguigni trattiene calore d’inverno, lo disperde in estate), una depurazione di sostanze tossiche (con le ghiandole) e, non ultimo, un continuo rinnovamento vitale di tutta la superficie corporea grazie al suo ciclo, (tant’è che quando si invecchia questi ciclo dura molto di più di 28 giorni).

Veniamo dunque alla psoriasi, una malattia della pelle conosciuta fin dai tempi più antichi tant’è che in alcuni papiri egizi se ne trovano accenni e Ippocrate (considerato uno dei padri della Medicina) ne dà una descrizione corrispondente all’attuale. Si sa che la psoriasi è una patologia cutanea non infettiva, di tipo cronico, con momenti di riacutizzazione ed altrettanti di remissione, caratterizzata da placche secche, raramente pruriginose, ben circoscritte, di varia forma e grandezza (da pochi millimetri a svariati centimetri), con squame della pelle bianco – argentee facilmente scollabili sotto cui c’è rossore intenso. Le placche, in genere, compaiono in modo simmetrico ai gomiti e sulle ginocchia (localizzazione più frequente) nella parte lombare e sacrale della schiena, sul cuoio capelluto, sui bordi delle unghie, sui palmi delle mani, sulle piante dei piedi, e nella sede delle lesioni i medici hanno individuato un aumento del numero delle cellule nello strato basale dell’epidermide con una velocità di migrazione verso la superficie di 4-5 giorni anziché i normali 28. La malattie colpisce indifferentemente donne e uomini; può insorgere a qualsiasi età ma più frequentemente tra i 10 ed i 30 anni; ha numerose varianti in relazione a localizzazione e forma delle lesioni (nella forma detta “universale” si estende su quasi tutta la pelle del corpo); peggiora in autunno, è stazionaria in inverno, tende a riacutizzarsi in primavera e migliora in estate (anche senza esporsi al sole); può avere (rare) complicazioni articolari (ginocchia – anche – caviglie); ha una familiarità nel senso che in un terzo circa delle persone ammalate vi sono uno o entrambi i genitori ammalati; non se ne conoscono le cause, pur avendo individuato alcuni fattori scatenanti soprattutto le riacutizzazioni. Vediamoli.

  • Traumi diretti cutanei nelle sedi di localizzazione della psoriasi

  • Traumi psichici o eventi emotivi stressanti sono stati considerati importanti nel condizionare la storia della malattia

  • Farmaci antinfiammatori , cortisonici, antimalarici ed alcuni usati per disturbi cardiaci o della pressione del sangue e per alcune forme depressive

  • Abusi di alcool, fumo e una dieta particolarmente ricca di proteine carnee

Per la psoriasi la medicina indica più terapie ed in maggior parte sintomatiche. Vediamone alcune:

  • Terapie con raggi UVA e/o UVB. Vengono impiegate spesso in associazione con i precedenti
  • Terapia farmacologica. E’ riservata a casi di psoriasi estesa per i possibili seri effetti collaterali tossici su fegato, reni e sulla pressione arteriosa; i farmaci usati sono ciclosporina A e metitrexate
  • Elio – balneoterapia. Si effettua in centri specializzati soprattutto sul Mar Morto con bagni di sole e acqua di mare a elevata concentrazione salina per ottenere notevoli miglioramenti e remissioni della malattia più durature
  • Psicoterapia. Malgrado una riconosciuta tendenza delle persone ammalate di psoriasi ad essere più o meno “fragili” da un punto di vista emotivo, non si riconoscono ufficialmente particolari “devianze” psicologiche o psichiatriche. Ma anche i dermatologi considerano la psicoterapia come sostegno all’ammalato psoriasico se non altro per la “gestione” del grande stress che essa stessa causa

L’eczema è più frequente della psoriasi, più benigno di questa ma più fastidioso. Per eczema (sinonimo di dermatite) si intende una infiammazione superficiale della pelle, caratterizzata dalla comparsa di vescicole, rossore (eritema), gonfiore, fuoriuscita di liquido acquoso, di solito tutto associato a bruciore e prurito più o meno intensi (differente quindi dalla psoriasi). Esistono vari tipi di eczema ma tre sono i più frequenti: l’eczema da contatto, l’eczema atopico, la dermatite seborroica.

 Eczema da contatto. E’ questa una reazione della pelle a sostanze irritanti o ad altre capaci di provocare una vera e propria reazione allergica. Mentre per la prima (reattività ad irritanti come detersivi, detergenti) basta anche un solo contatto cutaneo perché sorga l’eczema, per la seconda (reattività di tipo allergico) occorrono 6-10 giorni perché compaiano i sintomi di solito dopo un secondo, terzo contatto con la sostanza allergizzante, ponendo quindi in questo caso difficoltà al medico per l’individuazione della causa scatenante.

Eczema atopico. E’ una infiammazione superficiale della pelle, cronica e molto pruriginosa spesso correlata ad una storia familiare o personale di malattie allergiche come rinite, asma. Non si conosce la causa di questa dermatite, ma talvolta può essere scatenata da sostanze respirate o da alimenti. La dermatite esordisce a volte già nei primi mesi di vita con un rossore al viso, al cuoio capelluto, nelle zone coperte dai pannolini, oppure in età adolescenziale o adulta, dove l’eczema diviene più localizzato e cronico (dietro le ginocchia, collo, polsi, palpebre, dita delle mani). La terapia controlla più che guarire l’eczema atopico e comporta, oltre all’esclusione delle sostanze alimentari o no, , assunzione di farmaci antistaminici per il prurito, climatologia come per la psoriasi, pomate cortisoniche.

Dermatite seborroica. Caratterizzata dall’assenza di vescicole, ma da un rossore con squame piccole, secche o untuose, diffuso al volto, al cuoio capelluto, a volte dietro i padiglioni auricolari e sullo sterno, con prurito d’intensità variabile, l’eczema seborroico compare o peggiora in autunno – inverno. La terapia si basa su shampoo, lozioni, creme, con sostanze come zinco, selenio, sulfuro, catrame.

Medicine complementari. Ci si riferisce soprattutto ad agopuntura e omeopatia.

Omeopatia. Un approccio terapeutico omeopatico riguardo psoriasi ed eczema tende al riequilibrio energetico di fondo della persona ammalata utilizzando un rimedio cardine individuabile dopo un’accurata visita. Un altro approccio è finalizzato a risolvere il sintomo e a prevenire le riacutizzazioni psoriasiche ed eczematose. Quest’ultimo si avvale di molti rimedi omeopatici e spesso di un test bioelettronico, denominato Vega.

Vediamo come è utile il Vega test per la cura di psoriasi ed eczema ed alcuni rimedi omeopatici:

    • Rhus toxicodendron. Rimedio derivato dall’edera del Canada. “Omeopatizzando” la pianta si ottiene un ottimo rimedio per eczemi da contatto od anche allergici, caratterizzati soprattutto da pelle molto rossa – bruciante con vescicole, che si aggravano con il tempo umido autunnale.
    • Psorinum. E’ il rimedio per gli eczemi con molto prurito (atopico ed allergico) accompagnati talvolta da debolezza generale e facile freddolosità.
    • Arsenicum. Rimedio per chi è ammalato di psoriasi accompagnata da ansia, irrequietezza motoria, talvolta depressione, con timore del freddo e dell’umidità.
    • Graphites. Rimedio per psoriasi ai piedi ed alle mani, tendente ad avere poche remissioni, con la cute molto secca e screpolata.

Vega test. Con questo strumento è possibile individuare molti aspetti biologici favorenti o scatenanti eczemi e psoriasi in una persona piuttosto che in un’altra, come alimenti, polveri, sostanze conservanti, sostanze volatili ambientali, micosi intestinali tossine prodotte da infezioni virali o batteriche pregresse.

Agopuntura. I medici cinesi da millenni osservano la cute del malato considerandola come una vera e propria mappa espressiva di equilibrio energetico o no degli organi interni. Ormai è a tutti noto infatti che per questa antica medicina esistono canali di energia (i meridiani) che si disegnano virtualmente sulla superficie della pelle e corrispondenti ad un organo piuttosto che ad un altro, con punti cutanei dove è possibile agire con i sottili aghi dell’agopuntura per armonizzare, riequilibrare, modulare, calmare, stimolare le funzioni di tali organi. Ecco allora che per esempio un eczema sul dito indice di una mano può significare l’espressione di un mal funzionamento intestinale, oppure un altro situato lateralmente ai fianchi richiama al medico disturbi della cistifellea, e così via, in una sorta di carta geografica cutanea da interpretare per la terapia conseguente. Questa, ne consegue, sarà locale (non solo con agopuntura ma anche con creme, decotti ed altro, di erbe cinesi) ed anche generale finalizzata a ristabilire l’equilibrio delle funzioni organiche interessate. La psoriasi ha precisi luoghi di insorgenza e la medicina cinese la interpreta come un disequilibrio globale dell’organismo con “eccesso di calore” che si convoglia sulla pelle. Questo può derivare da molteplici aspetti alimentari (carni rosse, latticini, spezie, alcool), psicologici (depressioni mascherate, sindromi ansiose, cambiamenti esistenziali), ambientali (l’umidità, il vento), ed altri, da correggere, riequilibrare, con agopuntura, erbe, correzioni alimentari e di stile di vita, rispettando di base le caratteristiche personologiche ed organiche che differenziano sempre un malato di psoriasi da un altro.

Interpretazione psicosomatica. “Rischiare la pelle”, “cambiar pelle”, “amici per la pelle”, “è una questione di pelle”, “farci il callo…”, ed ancora, “arrossire d’amore o di vergogna”, “verdi o gialli di rabbia”, “lividi dall’invidia”, “grigi di tristezza”, “pallidi di paura”, sono tutti modi di dire, metafore di uso comune che riguardano la pelle come manifestazione del legame tra accadimenti fisici e psicologici insieme. Per la scuola di medicina psicosomatica Riza, la pelle è il confine che delimita l’essere umano identificandolo, è l’organo della relazione con gli altri come parte visibile, come parte che tocca e viene toccata “conoscendo” e “differenziando” insieme se stesso ed il mondo fuori di sé (il bambino piccolo, per esempio, attraverso le esperienze tattili impara a conoscere e a distinguere il proprio corpo dagli altri). Pelle dunque come limite, protezione, difesa, conoscenza e… comunicazione, tanto che, come detto sopra, si colora mostrando emozioni e sentimenti. Quando però per ragioni esistenziali o conflittuali una persona si nega questa possibilità comunicativa dal punto di vista psicologico, magari non volendo prendere coscienza di emozioni o sentimenti che in qualche modo danno fastidio, la sua pelle potrà diventare il palcoscenico dove si rappresenta questa sorta di dramma interiore. Ecco allora come per esempio la rabbia non vissuta e manifestata apertamente può affiorare sulla pelle attraverso reazioni eczematose, dove il rossore ed il bruciore che caratterizzano questa dermatite diventano una sorta di manifestazione somatica di un “fuoco” interiore che, non trovando altro modo di esprimersi, sale in superficie irritando ed infiammando la cute. Così la psoriasi, dove si può “leggere” da un lato l’iperproduzione di squame superficiale come un tentativo di iperproteggersi formando una sorta di corazza, coprendo nel contempo il rossore cutaneo sottostante (riferito spesso ad aggressività repressa) e dall’altro, come esprime il ciclo di rinnovamento cutaneo molto breve nella psoriasi, un tentativo non riuscito di “cambiar pelle”, di rinnovarsi, magari su altri riferimenti esistenziali diversi da quelli attuali.

Le cinque regole d’oro contro gli eczemi

Bisogna ridurre il consumo di carni rosse ed alcolici, bere almeno due litri di acqua al giorno, applicare decotti di liquirizia, impacchi di oli essenziali di issopo

1. ALIMENTAZIONE

E’ necessario, soprattutto per la psoriasi, eliminare o ridurre drasticamente gli alimenti che producono “calore”, cioè molto energetici, quali carni rosse, uova, burro, margarina, fritture, sale, formaggi stagionati, latte e derivati, zucchero, alcool e superalcolici, privilegiando pane integrale, pasta, riso, legumi, verdura, ortaggi, frutta, pesce. Molto utile poi aumentare l’assunzione di acqua che per queste malattie cutanee deve essere di almeno due litri al giorno (l’acqua depura, idrata, nutre la pelle, aiuta a mitigare il “fuoco” cutaneo).

2. IGIENE DELLA CUTE CON DERMATITE

Evitare di lavarsi troppo (è sufficiente una doccia od un bagno al giorno) perché eccedere nei lavaggi porta un indebolimento della pelle; fare bagni con acqua tiepida evitando sia quella fredda sia quella calda; per ammorbidire la pelle aggiungere all’acqua del bagno farina d’avena colloidale; utilizzare solo saponi che rispettano il ph della pelle (5.5 – 5.6) e, se si utilizzano bagnoschiuma, idratare poi la pelle ancora umida con apposite creme emollienti perché aiutano la pelle a trattenere acqua (la pelle psoriasica è secca e poverissima di acqua).

3. CONSIGLI AMBIENTALI

Eczema e psoriasi si aggravano in ambiente riscaldato, poco umido (come spesso si riscontra in autunno in molte abitazioni). Dunque umidificare tutta la casa non solo aiuta a prevenire le infezioni respiratorie, ma anche ad impedire recrudescenze eczematose (soprattutto di tipo atopico e seborroico) e psoriasiche; attenzione ai rapidi cambiamenti di temperatura perché, per esempio uscire da un locale caldo in una fredda giornata autunnale o anche passare da una stanza con aria condizionata ad una doccia tiepido – calda, peggiora queste malattie cutanee.

4. CONSIGLI DI COMPORTAMENTO

Il cotone vicino alla pelle è molto meglio della lana e delle fibre sintetiche (irritanti), dunque si consiglia di evitare queste e vestirsi a strati per combattere il freddo, è necessario poi evitare vestiti troppo stretti e fascianti che possono impedire la naturale traspirazione cutanea; evitare antitraspiranti più che i deodoranti, perché molti di quelli contengono irritanti e, talvolta, “allergizzanti” come solfato di alluminio, cloridrato di zirconio eccetera; attenzione alle unghie finte, acetone ed altri composti per manicure contenenti prodotti acrilici molto spesso causa di eczemi da contatto; se si è in sovrappeso cercare di recuperare il peso forma perché, in questo caso, è dimostrato un miglioramento della psoriasi; non rischiare di farsi male perché spesso sulla pelle danneggiata compaiono nuove lesioni psoriasiche (attenzione a scarpe strette, cinturini di orologi, lamette da barba eccetera); imparare a “gestire” lo stress, magari imparando una tecnica di rilassamento o facendosi seguire da un medico esperto di ipnosi e biofeedback, oltre che come detto, in alcuni casi, con psicoterapia.

5. CURE DOLCI

Terra indiana o argilla ridotta in cipria mescolata ad una crema emolliente lubrifica le placche psoriasiche e disinfiamma la cute sottostante; vitamina A, vitamina E, selenio ed olio di fegato di merluzzo sono gli integratori alimentari necessari per la cura della psoriasi; per l’eczema invece gli integratori sono, oltre a vitamine A ed E, anche vitamina C, zinco ed olio di onagra; la bardana e la liquirizia assunte giornalmente con decotti o gocce ed applicate anche localmente curano gli eczemi atopici e seborroici; il succo di pomo meraviglia e la sarsa parilla invece aiutano ad impedire le recidive psoriasiche; impacchi di oli essenziali (diluiti) di camomilla, issopo, salvia, disinfiammano, disinfettano, aiutano la cicatrizzazione degli eczemi; impacchi di oli essenziali diluiti di bergamotto e lavanda aiutano ad ammorbidire le squame psoriasiche ed a calmare il ciclo maturativo delle cellule sottostanti (vedi testo); l’essenza, infine, di malaleuca alternifoglia (pianta australiana da qualche anno importata in Europa) applicata sulla cute disinfiamma e combatte il prurito di eczema e psoriasi.

Dott. Antonio Turetta

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