|
In Italia 7,6 neonati su 100 sono a rischio di esposizione ai danni della sindrome fetoalcolica.
L'appello è lanciato a Roma dagli esperti dell'Istituto superiore di sanità (Iss) in occasione della Giornata internazionale della consapevolezza sulla sindrome fetoalcolica e della presentazione del primo studio realizzato nel nostro Paese su questa patologia.
La ricerca è stata condotta su 607 neonati, grazie al coinvolgimento di 7 neonatologie di diversi ospedali italiani.
"E' emerso - afferma Simona Pichini, ricercatrice dell'Iss e autrice dell'indagine - che il consumo di alcol in gravidanza è sottostimato o non riconosciuto da parte delle donne italiane, con un'esposizione media del 7,6%. E i due estremi di Verona (0%) e del policlinico 'Umberto I' di Roma (30%)". "Nei Paesi mediterranei - spiega la ricercatrice - non si sa nulla degli effetti delle bevande consumate dalle mamme durante la gravidanza".
Questo studio, che sarà pubblicato nel prossimo numero di 'Alcoholism: clinical and experimental research (Acer)' è stato effettuato grazie all'uso del biomarcatore etilglucuronide con cui è stato possibile rilevare l'esposizione alcolica dei bimbi attraverso l'analisi delle loro prime feci. "Non ha dimostrato - sottolinea la scienziata - che i piccoli sono malati. Ma che sono stati esposti ai gravi rischi dell'alcol.
Ovvero quelli di sviluppare tra pochissimi anni deficit intellettivi, cognitivi e psicosociali".
Aggiornata il 03/11/2011
Vedi anche: CNR: alcol in gravidanza e rischi nella formazione del nascituro (03/11/2011)
|