Texting

Telefonare o messaggiare in viva voce mentre si guida distrae ed è rischioso quanto farlo con lo smartphone in mano, lo dimostra uno studio realizzato dalla University of Utah study e pubblicato dalla AAA Foundation for Traffic Safety.

Già in uno studio del 2006 David Strayer, professore di psicologia alla University of Utah, aveva dimostrato che parlare con il viva voce guidando distraeva come farlo con il telefono in mano, ma il messaggio non era arrivato al grande pubblico che ha continuato a pensare che il viva voce distraesse di meno.

La nuova ricerca ha dimostrato il contrario. L’attenzione dedicata alla comunicazione digitale lo fa a discapito di quella prestata alla guida allungado i tempi di reazione, compremettendo la funzione cerebrale richiesta, cala la capacità di scansire l’ambiente circostante e di rilevare gli eventuali ostacoli o pericoli e tutti quegli elementi ambientali che influiscono sulla guida.

Il risultato è che il guidatore facilmente non vedrà ciò che dovrebbe vedere, come semafori, segnali dello stop di veicoli o pedoni, o anche un muro.

Questo è lo studio più approfondito realizzato per valutare la distrazione mentale dei guidatori e dovrebbe aiutare i guidatori a comprendere come stanno realmente le cose.

Robert L. Darbelnet, ai tempi presidente e CEO dell’AAA Foundation for Traffic Safety, sosteneva che era giunto il momento di limitare le nuove distrazioni offerte con le automobili in quanto potenzialmente pericolose, soprattutto per l’errata percezione da parte dell’opinione pubblica secondo cui le mani libere sono prive di rischio”.

David Strayer, studioso della distrazione cognitiva, per decenni ha misurato le onde cerebrali, i movimenti degli occhi ed altri parametri per valutare cosa succede nel cervello del guidatore quando cerca di fare più cose contemporaneamente, collaborando conl’industria aerospaziale e quellaautomobilistica.

La ricerca ha utilizzato:

. telecamere all’interno dei veicoli per monitorare i movimenti degli occhi;

. un apparecchio noto come DRT per registrare i tempi di reazione del guidatore in risposta a luci rosse e verdi che apparivano nel suo campo visivo;

. uno speciale apparecchio elettroencefalografico (EEG) montato inun casco per monitorare l’attività cerebrale durante la guida.

Utilizzando poi protocolli mutuati dalla psicologia aeronautica e non solo, i guidatori sono stati impegnati in diversi compiti comuni come ascoltare un audiolibro o parlare al telefono o ascoltare e rispondere a email in viva voce.

Ogni compito è stato valutato singolarmente.

E’ risultato che l’incremento di impegno cerebrale per attività diverse dalla guida porta ad una sorta di tunnel visivo, una cecità da disattenzione, uno stato nel quale il guidatore non vede, non si accorge di potenziali rischi che sono proprio davanti a lui.

Sulla base di queste ricerche la AAA Foundation for Traffic Safety raccomandava alle industrie automobilistiche ed elettroniche di:

. limitare l’utilizzo delle tecnologie di viva voce escusivamente alle attività relative alla guida, come l’attivazione del condizionatore o simili.

. disabilitare alcune funzionalità di voce-testo come l’aggiornamento dei social o l’interaizone con le email ed i messaggi quando il veicolo è in movimento;

. educare i proprietari di veicoli e di smarphone ad un uso responsabile ed in sicurezza di ambedue.

Il fatto di essere in grado di aggiornare facebook in auto non vuol dire che sia una buona idea farlo in quel momento.

Questo articolo di riferisce ad una ricerca diffusa nel 2013.

Auguri a tutti.

Per saperne di più
AAA Foundation for Traffic Safety
Link…

The University of Utah
Link…

Marco Dal negro

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