Clostridioides difficile

Debellare le infezioni ospedaliere è sempre più problematico: un nuovo studio della University of Houston verifica l’efficacia dei prodotti più utilizzati negli ospedali U.S.A.

Pubblicato su Antimicrobial Agents and Chemotherapy, giornale dell’American Society for Microbiology, lo studio ha verificato che nessuno dei prodotti utilizzati è riuscito ad eliminare completamente il Clostridioides difficile, superbtterio particolarmente resistente.

Kevin Garey, professore alla University of Houston spiega di avere trovato che la presenza del Clostridioides (Clostridium) difficile all’interno di biofilm cambia in funzione del prodotto usato senza risultare in alcun caso definitiva.

Il batterio Clostriium difficile causa infiammazione al colon con sintomi che vanno dalla diarrea alla sepsi, potenzialmente mortale ed è il batterio più comune tra gli anziani presenti negli ospedali e nelle altre strutture sanitarie.

Lo studio è la tesi di dottorato di Tasnuva Rashid, della University of Texas School of Public Health.

I prodotti più efficaci nell’annientare le spore del Clostridium difficile sono risultati il Clorox, il Cidex OPA ed il Virex.

Il Clorox ed il Cidex OPA sono risultati efficaci anche nell’inibire completamente la crescita vegetativa delle cellule, passaggio indispensabile perché si abbia l’infezione nei confronti del quale il Virex è risultato infficace.

Clorox e Virex sono stati i più efficaci nel ridurre la biomassa, seguiti da Nixall, Cidex OPA e Vital oxide.

Per l’esperimento sono stati esposti a 7 diversi disinfettanti ospedalieri 5 ceppi di Clostridioides difficile, inglobati in 3 diversi tipi di biofilm, cresciuti per 72/120 ore.

I batteri sono in grado di crescere su praticamente tutte le superfici e di formare complessi biofilm formando una corazza, dove vivono e prosperano.

I biofilm più devastanti si formano nei cateteri è nelle flebo, ambedue porte di ingresso all’interno dell’organismo.

All’interno del biofilm ci sono zone senza ossigeno, posti perfetti per le spore anaerobiche del Clostridium difficile che moiono al contatto con l’ossigeno.

Rashid è stato in grado di ottenere spore che hanno germinato e si sono replicate all’interno di biofilm posti in un ambiente ricco di ossigeno.

La diffusione del Clostridium difficile negli ospedali U.S.A. è particolarmente ampia: gli U.S. Centers for Disease Control and Prevention calcolano che 1 anziano di 65 anni o più su 11 sia morto per patologie collegate con Clostridioides difficile.

Secondo Garey circa l’1% degli ultraottantenni, sano o meno, muoia a causa di iuna infezione da Clostridioides difficile.

Di seguito una serie di approfondimenti sui problemi legati alle infezioni ospedaliere.

Vedi anche:
Infezioni ospedaliere: scoperto il meccanismo della diffusione dei biofilm (14/12/2010)
Link…

Scoperto come bloccare l’azione del batterio Clostridium difficile senza distruggere tutta la flora intestinale (21/10/2015)
Link…

Ossido di grafene, il disinfettante del futuro contro Staphylococcus aureus, Enterococcus faecalis, Escherichia coli e Candida albicans (02/04/2016)
Link…

Asciugamani ad aria diffondono patogeni: meglio usare salviette di carta (24/04/2018)
Link…

Farmaci antiacidi legati a maggiori infezioni batteriche gastrointestinali (22/01/2017)
Link…

For more information

Antimcrobial Agents
and Chemotherapy
Activity of Hospital Disinfectants against Vegetative Cells and Spores of Clostridioides difficile Embedded in Biofilms
Link…

University of Houston
Link…

Marco Dal Negro

This post is also available in: enInglese

Recommend to friends
  • gplus
  • pinterest

About the Author

Nota bene: Nelle diverse lingue i contenuti possono cambiare anche nella sostanza