Dormire bene è molto importante perchè permette al cervello di fare ordine e liberarsi delle scorie, in modo da essere efficiente al risveglio.

La manutenzione effettuata durante il sonno permette il corretto funzionamento del sistema e previene eventuali degenerazioni come l’Alzheimer e molte altre malattie neurologiche.

Ecco alcuni esempi che potete approfondire seguendo i rispettivi link a fondo pagina.

Dopo una buona notte di sonno la memoria funziona meglio, anche se i meccanismi che producono questo risultato sono ancora poco conosciuti. Un gruppo di ricercatori del RIKEN Brain Science Institute, in Giappone, ne ha approfondito la conoscenza.

Dormici su e domani vedrai tutto più chiaro. L’abbiamo sentito dire, l’abbiamo sperimentato tutti: ora uno studio spiega perchè è proprio così.

L’ipotesi è che il sonno permetta la pulizia delle molecole danneggiate associate con la neurodegenerazione, nel cervello: durante il sonno le tossine verrebbero portate via dal cervello rendendolo più efficiente.

Negli animali come negli esseri umani con il Morbo di Alzheimer il sistema di pulizia delle cellule cerebrali appare molto indebolito.

I vasi del sistema linfatico sono presenti anche nel cervello e lo collegano con il sistema immunitario. A molti potrebbe sembrare una banalità ma non lo è: si è sempre creduto che il sistema linfatico non fosse presente nel cervello e la scoperta dei ricercatori della University of Virginia School of Medicine renderà necessario riscrivere molti testi di medicina.

Jonathan Kipnis, professore al Department of Neuroscience e direttore del Center for Brain Immunology and Glia della University of Virginia School of Medicine spiega che nell’Alzheimer, ad esempio, si accumulano grossi pezzi di proteine ed ora possiamo pensare che ciò avvenga perché non vengono rimosse in modo efficiente da questi vasi, che appaiono diversi a seconda dell’età, per cui diventa interessante comprenderne il ruolo nell’invecchiamento.

E ci sono molte altre malattie neurologiche, dall’autismo alla sclerosi multipla, che dovranno essere riconsiderate alla luce della presenza di qualcosa la cui esistenza è sempre stata negata dalla scienza.

Quando il sistema di rinnovamento delle cellule cerebrali non opera correttamente, nelle cellule cerebrali si crea un pericoloso accumulo di mitocondri.

Vilhelm Bohr, autore di un recente studio, professore affiliato al Center for Healthy Aging and National Institutes of Health, riferisce che quando negli animali un gruppo di ricerca internazionale ha migliorato l’efficienza del sistema che ripulisce le cellule, i sintomi dell’Alzheimer sono quasi scomparsi.

Un ulteriore motivo per cui il sonno ci fa bene: è perché attiva un sistema di onde ritmiche di sangue e liquido cerebrospinale (CSF) che sembra funzionare in modo molto simile al ciclo di risciacquo di una lavatrice e che può aiutare a ripulire regolarmente il cervello dai rifiuti tossici.

Il video qui sopra utilizza la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per portarti all’interno del cervello di una persona e vedere in azione questo ciclo di risciacquo appena scoperto.

In primo luogo, si vede un’onda di flusso sanguigno (rosso, giallo) che è strettamente legata ad un’onda lenta di attività elettrica sottostante (non visibile).
Man mano che il sangue si allontana, il fluido cerebrospinale (blu) aumenta e poi torna a scendere.
Poi, il ciclo, che dura circa 20 secondi, ricomincia di nuovo.

I risultati, pubblicati di recente sulla rivista Science, sono i primi a suggerire che il flusso e riflusso ben noto del cervello e l’attività elettrica durante il sonno possono anche innescare ondate di pulizia del sangue e del liquido cerebrospinale.

Mentre gli esperimenti sono stati condotti su adulti sani, ulteriori studi su questo fenomeno possono aiutare a spiegare perché dormire poco o male sono stati precedentemente associati alla diffusione di proteine tossiche e ad un’accelerazione della perdita di memoria nelle persone con morbo di Alzheimer.

Nel nuovo studio, Laura Lewis, Boston University, MA, e i suoi colleghi del Martinos Center for Biomedical Imaging, Massachusetts General Hospital, Boston, hanno registrato l’attività elettrica e hanno effettuato una risonanza magnetica dei cervelli di 13 giovani adulti sani mentre dormivano.

Il team finanziato dall’NIH ha anche creato un modello computerizzato per saperne di più sulla fluidodinamica di ciò che accade nel cervello durante il sonno.

E, a quanto pare, il sofisticato modello creato ha predetto esattamente ciò che si è osservato nel cervello degli esseri umani viventi: ondate lente di attività elettrica seguite da onde alternate di sangue e CSF.

Lewis afferma che il suo team ora sta lavorando per trovare modi ancora migliori per catturare il flusso di liquido cerebrospinale nel cervello durante il sonno. Attualmente, le persone che si offrono volontarie per tali esperimenti devono essere in grado di addormentarsi mentre indossano un cappuccio per elettroencefalogramma (EEG) all’interno di una rumorosa macchina per risonanza magnetica, un’impresa non facile.

I ricercatori stanno anche reclutando adulti più anziani per iniziare a esplorare in che modo i cambiamenti nell’attività cerebrale durante il sonno, legati all’età, possono influenzare la relativa dinamica dei fluidi.

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Per saperne di più
Coupled electrophysiological, hemodynamic, and cerebrospinal fluid oscillations in human sleep
Fultz NE, Bonmassar G, Setsompop K, Stickgold RA, Rosen BR, Polimeni JR, Lewis LD.
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Marco Dal Negro
Antonio Turetta

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