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JoAnn Manson, epidemiologa della Harvard Medical School sta lavorando a due nuovi studi per fare chiarezza sugli integratori di vitamine e di minerali, per definire quando fanno bene e quando fanno male.

All’origine dei due studi c’è la grande confusione che avvolge l’argomento, sia tra i pazienti che nella classe medica.

La confusione, secondo JoAnn Manson, nasce dalla diffusione di informazioni contraddittorie provenienti dalla pubblicità e dalla divulgazione di studi scientifici i cui risultati spesso non sono paragonabili, come avviene per gli studi osservazionali (nei quali semplicemente si fotografa una realtà in un certo momento) e gli studi randomizzati (nei quali i partecipanti vengono assegnati in modo casuale ai diversi gruppi dei quali poi si confrontano i risultati).

Da questo minestrone di informazioni ciascuno trae le conclusioni che riesce, ma che spesso non rispondono a realtà oggettive.

Gli studi osservazionali, ad esempio, considerano persone che scelgono di assumere integratori e di queste esaminano i rischi cardiaco, di cancro ed altro.

Per contro, in uno studio clinico randomizzato le persone accettano di essere assegnate in modo casuale, per esempio, al gruppo di chi assume vitamine o a quello di chi assume un placebo.

Diversi tipi di studi producono risultati differenti, ma spesso i media non fanno distinzioni.

Gli studi osservazionali tendono a mostrare che chi sceglie di assumere integratori è più sano, ma questo può essere semplicemente dovuto al fatto di essere più attendi alla propria salute, di avere un’alimentazione e stili di vita più sani.

Quindi significa già operare una selezione all’origine.

Gli studi clinici randomizzati evitano le distorsioni legate alla selezione e a fattori perturbanti, mostrano che nelle persone sane i benefici sono minimi o assenti ed identificano anche eventuali rischi.

Alcuni studi clinici randomizzati sul beta-carotene mostrano un aumento del rischio di cancro ai polmoni per i fumatori, quelli sulla vitamina E mostrano un aumento del rischio di insufficienza cardiaca, ictus emorragici, cancro alla prostata, e anche mortalità per non importa quale causa.
C’è anche qualche preoccupazione riguardo al selenio quando in dosi elevate.

Da ricordare che gli studi osservazionali hanno il vantaggio di essere in grado di valutare l’uso a lungo termine, anche di decenni, mentre gli studi randomizzati tendono ad essere più brevi, spesso meno di cinque anni, a causa dei costi.

In questo momento JoAnn Manson sta analizzando i dati per concludere lo studio VITAL sulla vitamina D e sugli omega-3.

E’ uno studio randomizzato su larga scala sull’uso della vitamina D con e senza acidi grassi omega-3 o olio di pesce.

Si tratta di 4 gruppi di trattamenti con più di 25.000 partecipanti, per i quali i ricercatori cercano di valutare per ciascun tipo di intervento gli effetti preventivi sul cancro, sulle patologie cardiovascolari, la funzione cognitiva, il diabete, le malattie autoimmuni e diverse altre patologie.

I test hanno avuto luogo per un periodo medio di 5 anni, con integratori molto diffusi, noti per l’efficacia e la sicurezza ed hanno riguardato anche multivitaminici e flavonoli del cacao.

In precedenza vi è stato un solo studio randomizzato su larga scala sui multivitaminici, ma aveva riguardato solo gli uomini mentre ora sono comprese anche le donne.

Normalmente si raccomanda di assumere minerali e vitamine con un’alimentazione intelligente, anche se situazioni particolari possono richiedere di essere sostenute con delle integrazioni supplementari.

I micronutrienti vengono assorbiti meglio se provenienti dall’alimentazione.
In ogni caso, secondo i ricercatori, gli integratori non possono essere intesi come sostituti equivalenti del cibo.

Per saperne di più
Vitamin and Mineral SupplementsWhat Clinicians Need to Know
Link…

The Harvard Gazette
We’re in the dark on dietary supplements. She’s working to change that.
Link…

The Harvard Medical School
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The Harvard T.H. Chan School of Public Health
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Brigham and Women’s Hospital
Link…

Marco Dal Negro

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