Un nuovo studio (Inserm e CNRS) ha scoperto che le nostre scelte tra una bella corsa e una bella cioccolata sono condizionate dai recettori dei cannabinoidi di tipo 1 (CB1).

Lo studio è nato per comprendere i processi neurobiologici che controllano le rispettive motivazioni che portano a fare attività fisica o a dedicarsi ai piaceri della gola.

L’inattività fisica viene spesso messa in relazione con con un consumo eccessivo di cibi grassi o zuccherati.

Ma anche lo scenario opposto, nel quale un’eccessiva attività fisica è a scapito dell’apporto calorico può essere dannosa, come dimostrano i casi di anoressia nervosa.

Nella ricerca sui topi gli studiosi francesi hanno scoperto che i recettori CB1 hanno un ruolo determinante nella scelta tra cibo ed altra gratificazione legata al movimento ed hanno potuto dimostrare che i recettori CB1 che controllano la motivazione all’esercizio fisico si trovano sui neuroni GABAergici.

Pur avendo i recettori CB1 un ruolo (minore) anche nella motivazione per il cibo,  quelli che si trovano sui neuroni GABAergici non sono coinvolti nel motivare l’assunzione di cibo goloso come potrebbe essere il cioccolato.

Negli esperimenti i topi si sono mostrati molto più motivati a fare attività fisica, tranne nel caso di quelli mancanti dei CB1, in generale o in particolare quelli che si trovano sui neuroni GABAergici.

Avevamo già visto uno studio condotto al Brain & Spine Institute (ICM) da ricercatori dell’Inserm, del CNRS e della Sorbonne Université da cui risultava che l’anatomia del cervello condiziona la capacità di decidere cosa mangiare.

Del CB1 si era già occupato il CNR:
“Che gli endocannabinoidi stimolassero l’appetito è noto da tempo, come ampiamente dimostrato dalle nostre ricerche”, spiega Cristino.

“La novità di questa ricerca è stata scoprire che l’orexina-A è un potente induttore della sintesi del 2-AG che, a sua volta, attiva il recettore CB1 del sistema endocannabinoide nei neuroni POMC dell’ipotalamo, spegnendo così la produzione di a-MSH, un altro ormone che blocca la fame.

Sebbene tale meccanismo serva ad assicurare un corretto apporto di energia durante la veglia in individui normopeso, esso diventa difettoso durante l’obesità a causa del malfunzionamento della leptina.

Ciò innesca il circolo vizioso dell’aumento di appetito e del peso corporeo che porta al punto di non ritorno a cui il cervello non riesce a spegnere più il senso di fame”.

Un’altra ricerca ha già scoperto che Il sistema degli endocannabinoidi controlla la fame attraverso i processi olfattivi: i recettori dei cannabinoidi di tipo 1, CB1, stimolano l’assunzione di cibo in topi a digiuno, aumentando la capacità di rilevare gli odori.

Gli esperimenti sui topi hanno mostrato che endocannabinoidi e cannabinoidi esogeni hanno fatto aumentare la sensibilità olfattiva nei topi a digiuno.

Dal CNR sappiamo poi già che “La ricerca ha identificato il ruolo del recettore dei cannabinoidi di tipo 1 (CB1) nel processo di differenziamento delle cellule muscolari scheletriche umane e animali”, spiega Di Marzo, direttore Icb-Cnr.

“Poiché alcune patologie muscolari sono determinate dalla progressiva degenerazione o dall’alterazione del processo di rigenerazione dei tessuti, la possibilità di controllare farmacologicamente o geneticamente la funzione del recettore CB1 apre la strada a nuove strategie terapeutiche”.

La ricerca va avanti.

Vedi anche (CB1):
Mangiamo ciò che il cervello ci indica (08/10/2018)
Link…

L’appetito vien sia mangiando che rimanendo svegli (17/04/2016)
Link…

Il sistema degli endocannabinoidi controlla la fame attraverso i processi olfattivi (2102/2014)
Link…

CNR: scoperta una proteina che controlla la crescita muscolare (05/06/2014)
Link…

Per saperne di più
JCI INSIGHT
The motivation for exercise over palatable food is dictated by cannabinoid type-1 receptors
Link…

Inserm
Link…

CNRS
Link…

Marco Dal Negro

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