Spesso l’efficacia dei farmaci ipertensivi presi per ridurre la pressione sanguigna è minata dall’assunzione di altri farmaci come gli antinfiammatori non steroidei (NSAID), il paracetamolo o gli ormoni.

Alcuni ricercatori hanno selezionato 521.028 pazienti ipertesi e 131.764 ipertesi con una risposta problematica alle terapie.

La ricerca ha riguardato persone di età compresa tra 18 e 65 anni, con prerscrizione di un farmaco antipertensivo.

Sono stati studiati due gruppi: nuovi utilizzatori di un farmaco ipertensivo e pazienti giunti al quarto farmaco ipertensivo a causa della calo di efficacia dei precedenti.

Il livello di esposizione all’influenza sulla terapia ipertensiva da parte di altri farmaci è stato controllato sei mesi prima e sei mesi dopo il punto di riferimento, definito come la prima prescrizione di un antipertensivo o il primo episodio di uso di 4 famaci ipertensivi.

Complessivamente, il 18,3% dei nuovi ipertesi e il 17,6% di quelli al quarto farmaco hanno iniziato una terapia che interferisce con la pressione arteriosa dopo la prescrizione di farmaci antipertensivi.

Tra i pazienti che in precedenza assumevano un farmaco interferente con la pressione arteriosa, il 57,6% dei nuovi ipertesi e il 64,9% del secondo gruppo hanno ripreso quel farmaco dopo l’intensificazione della terapia antipertensiva.

Alcuni farmaci come gli antinfiammatori non steroidei (NSAID) e gli ormoni aumentano la pressione sanguigna soprattutto causando una eccessiva ritenzione dei liquidi, in contrasto con l’azione diuretica di alcuni farmaci antipertensivi.

Altri farmaci innalzano la pressione sanguigna in quanto vasocostrittori, aumentando il ritmo cardiaco o combinando entrambi gli effetti.

Altri farmaci, come il paracetamolo, aumentano la pressione sanguigna, ma i ricercatori ne ignorano le modalità.

Quindi se gli antipertensivi che state assumendo non danno i risultati previsti è importante verificare una eventuale azione di disturbo da parte di altri farmaci, di sintesi o naturali derivati, ad esempio, da erbe.

Gli studiosi sottolineano che lo studio ha avuto lo scopo di verificare la concomitanza tra le diverse azioni, non di identificare rapporti di causa/effetto o di valutare le modalità delle eventuali interazioni.

Un altro limite di questo lavoro è nell’avere considerato solo farmaci prescritti dal medico, trascurando l’azione di quelli da banco la cui vendita avviene senza ricetta.

Per saperne di più
AJH
American Journal of Hypertension
Use of Prescription Medications That Potentially Interfere With Blood Pressure Control in New-Onset Hypertension and Treatment-Resistant Hypertension
Link…

High Point University
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University of Florida
Link…

Marco Dal Negro

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