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Visto il continuo calo dei matrimoni nel Stati Uniti, in una nuova ricerca i demografi della Cornell University e della University of Central Oklahoma hanno chiarito le ragioni del fenomeno: i giovani hanno paura delle conseguenze devastanti del divorzio.
Tra le coppie che convivono, più di due terzi di quelle che hanno risposto all'indagine hanno ammesso di essere preoccupati per le conseguenze sociali, legali emotive ed economiche di un possibile divorzio.
Lo studio "The Specter of Divorce: Views from Working and Middle-Class
Cohabitors", è pubblicato sul numero di dicembre del giornale Family Relations ed è stato
co-redatto da Sharon Sassler, professor of policy analysis and management alla Cornell, e Dela
Kusi-Appouh, uno studente dottorando alla Cornell in sociologia.
Circa il 67% di coloro che hanno partecipato allo studio ha manifestato le proprie preoccupazioni nei confronti del divorzio. Al di là delle preoccupazioni, le persone
appartenenti alla classe media hanno avuto un approccio più
favorevole nei confronti del matrimonio, vedendo la convivenza come un momento intermedio di transizione.
Le donne lavoratrici con un reddito inferiore, hanno invece espresso dubbi
sproporzionati nei confronti del matrimonio, temendo che, se le cose fossero andate male, l'eventuale uscita, sarebbe stata più difficile, ed in ogni caso il matrimonio avrebbe portato maggiori responsabilità ma relativamente pochi benefici.
Lo studio ha anche trovato che le coppie di lavoratori che convivevano erano più portate a vedere il matrimonio come un pezzo di carta, praticamente identico alla convivenza in atto ed in percentuale
doppia ammettevano timori ad infilarsi in un matrimonio senza via di uscita, avendo messo in comune le proprie risorse.
Gli autori sperano che quanto emerso possa aiutare i consulenti prematrimoniali ad adattare meglio i propri consigli in funzione delle diverse classi socioeconomiche.
Ma forse il problema è molto più grande ed andrebbe affrontato con una visuale
più ampia.
Per saperne di più
Cornell University
Lo
studio è qui
http://bit.ly/sJqeFa
(MDN)
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