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ASSISTENZA
DOMICILIARE MALATI DI ALZHEIMER
Premessa
Secondo le stime più
recenti (CENSIS 2006) in Italia i malati di Alzheimer sono circa 520.000
e i nuovi casi sono stimabili in circa 80.000 all’anno. A Milano si
attestano attualmente su circa 12.000.
Il fenomeno è in
aumento, in misura tale da prevedere che nel 2020, in Italia, i nuovi
casi di demenza saliranno a 213.000 l’anno, di cui 113.000
attribuibili all’Alzheimer.
Mentre in campo
diagnostico si riesce sempre più ad avviare terapie farmacologiche
efficaci, il punto debole rimane l’assistenza personale domiciliare al
malato per assicurare risposte ai problemi posti dall’incremento della
cronicità.
La malattia di
Alzheimer, per il tipo di invalidità che provoca e per l’impatto che
ha sulle famiglie non può non essere considerata, anche per l’estensione
del fenomeno, una malattia sociale.
Per questo motivo la
soluzione dei problemi connessi non può che risiedere, almeno a lungo
termine, in un’efficace presa in carico da parte degli organismi
pubblici.
D’altra parte la
situazione attuale è drammaticamente lontana da questo obiettivo e
richiede delle azioni e delle risposte concrete che mirino ad alleviare
almeno parzialmente le sofferenze di uno strato di popolazione che
purtroppo tende ad aumentare sempre più.
Obiettivo di Seneca è
costruire una rete di assistenza domiciliare efficiente, possibilmente
in partnership con altri soggetti, attenta alla personalizzazione dei
percorsi assistenziali e collegata ad un servizio medico al di fuori
delle strutture ospedaliere.
Strutture di
sostegno per i malati di Alzheimer
· Unità
Valutative Alzheimer (UVA): in base alla ricerca risulta che esse
vengono frequentate da due pazienti su tre per la diagnosi tempestiva
e per seguire l’iter curativo sotto il profilo farmacologico nei
vari stadi della malattia. La debolezza del sistema sta nel fatto che
nello stadio più avanzato della malattia la terapia farmacologica
viene sospesa; di conseguenza gli stessi familiari tendono a non
ricorrere più a questo servizio e sono abbandonati a se stessi.
· Centri
Diurni: stanno aumentando, anche se ancora totalmente inadeguati al
bisogno per quantità e impostazione terapeutica. La frequenza ai
Centri Diurni è di circa il 25%. Le famiglie usufruirebbero in modo
più massiccio di questo servizio se presentasse un costo meno elevato
e non richiedesse l’onere dell’accompagnamento.
Assistenza
domiciliare pubblica
Dalla ricerca emerge
che:
· meno di un paziente
su cinque usufruisce dell’assistenza domiciliare (socio assistenziale
, integrata o di entrambe) fornita dall’ ADI
· le ore di assistenza settimanali sono mediamente sette , ripartite su
tre giorni
· il 36% degli assistiti usufruisce di questo servizio a pagamento.
Assistenza
privata
Le famiglie che
dichiarano di avvalersi di badanti sono il 40% ; di esse il 25% convive
con il paziente e il 15% vive altrove. Tale indicazione fa supporre un
notevole sottodimensionamento del fenomeno a causa dell’evidente
ritrosia di molti a riferire della presenza di badanti irregolari.
Ricoveri
Il ricorso ai ricoveri
risulta poco diffuso, meno del 20% . Il 70% dei familiari non considera
positivamente la possibilità di usufruire di ricoveri temporanei di
sollievo e l’85% rifiuta l’idea di un ricovero in strutture
permanenti.
Con riferimento a
quanto sopra, la ricerca Censis evidenzia come il carico assistenziale
che grava sui familiari risulta enormemente oneroso sia sotto il profilo
dell’impegno personale che economico. Allo stesso tempo essa
sottolinea come la famiglia, nella maggior parte dei casi, risulta
essere il luogo ideale per il benessere del paziente.
IL PROGETTO
Seneca si propone di
dare una più efficace risposta ai bisogni di assistenza presso il
domicilio per i pazienti con carenza assistenziale e in disagiate
situazioni economiche anche con l’offerta di servizi quali visite
mediche specialistiche e fisioterapia a domicilio.
Allo scopo di dare vita
al progetto sono stati presi contatti con la Fondazione Manuli, operante
da anni con grande professionalità sul territorio milanese, per
concertare un piano di collaborazione ed integrazione delle risorse. A
tal fine si è definito un protocollo di intesa che prevede l’ampliamento
e il prolungamento e dell’assistenza per i più bisognosi.
Area di intervento
Milano città
Profili degli
assistiti
A - Paziente che vive
in famiglia
B - Paziente che vive solo
Profilo A:
Seneca si propone di
attivare l’assistenza ove non attiva e di prolungarla quando viene
meno quella precedentemente fornita dalle strutture pubbliche e da
associazioni private per continuare a sostenere gli anziani e le loro
famiglie anche nelle fasi più avanzate della malattia.
Profilo B:
nel corso delle sua
attività di assistenza domiciliare in questi anni Seneca ha individuato
anche una fascia di malati affetti da Alzheimer al primo stadio (lieve,
moderato ) che vivono soli, con bassa fascia di reddito e seguiti in
modo molto precario dai servizi pubblici socio-assistenziali. Col
peggioramento del loro livello di autosufficienza l’unica soluzione
proposta dal pubblico è l’ospedalizzazione definitiva. Pertanto si è
pensato di inserire anche questa fascia di utenti tra i beneficiari del
servizio offerto.
L’assistenza
domiciliare prevista dall’associazione Seneca nelle prime fasi della
malattia è finalizzata a protrarre la permanenza presso il proprio
domicilio e posticipare il ricovero definitivo dell’anziano solo
parzialmente disorientato; ricovero che, come è noto, dà il via a
sindromi depressive ed a un accelerato decadimento psicofisico.
Assistenza che si
intende offrire
Assistenza di base ed
integrativa in casi di assoluta necessità.
L’assistenza di base
riguarda igiene, mobilizzazione, intrattenimento, accompagnamenti all’esterno
e viene svolta con personale qualificato socio-assistenziale (ASA e OSS).
Per il profilo A sono
previste da 6 a 8 ore settimanali ripartite su 2 o 3 giornate per cicli
periodici anche ad integrazione dei periodi coperti da altre
associazioni di volontariato.
Per il profilo B sono
previste circa 15 ore settimanali ripartite su 6 e in casi eccezionali
su 7 giorni, possibilmente a integrazione di altri servizi assistenziali
già esistenti.
Organizzazione del
servizio di assistenza domiciliare
Seneca si farà carico
dei casi di indigenza accertata in base ai parametri di accesso adottati
dal comune di Milano. Le segnalazioni perverranno da:
· Assistenti sociali
Comune di Milano
· Unità Valutative Alzheimer (UVA)
· Centri Alzheimer
· Unità valutative geriatriche
· Fondazione Manuli e altre Associazioni Alzheimer
· Medici di famiglia e ospedalieri
· Custodi socio-sanitari operativi sul territorio
Il primo anno di
attività servirà a prendere atto della effettiva vastità del bisogno,
della consistenza, della capacità di collaborazione della rete di
assistenza e ad essere operativi seguendo un numero contenuto di casi.
La gradualità è necessaria per assicurarsi la disponibilità di
sufficiente personale formato ed idoneo a fornire lo standard di
prestazione atteso.
Per l’erogazione dei
servizi assistenziali Seneca conta di avvalersi di accreditate
cooperative sociali con le quali ci sono già contatti che forniscono e
danno formazione specifica a personale addetto ad assistere anziani con
patologia Alzheimer.
Prestazioni
Integrative
A fronte di specifiche
necessità approvate dall’unità valutativa (membri da definire) si
prevedono anche consulenza domiciliare di medici specialisti ed
interventi infermieristici e para-infermieristici ad oggi non erogati
dalla ASL per questa tipologia di pazienti.
Viene inoltre prevista
la possibilità di integrare ulteriormente i servizi offerti con
volontari per pratiche burocratiche, commissioni varie, e psicologi per
fornire supporto.
Collaborazione con
R.S.A.
Obiettivo è impostare
un piano di fattibilità rispetto all’estensione del programma in
collaborazione con una R.S.A. con nucleo Alzheimer affinché ci possa
essere un ampliamento graduale del progetto domiciliare con contenuti a
carattere residenziale temporaneo. L’ipotesi è infatti di valutare l’opportunità
di utilizzo di una parte di un reparto per modalità assistenziali da
ridefinire rispetto a quelle di accesso tradizionali.
Alcuni letti potrebbero
essere infatti destinati a ricoveri temporanei per casi di alta
criticità di anziani fortemente scompensati. Per queste situazioni
infatti le istituzioni non prevedono il ricovero.
Un altro aspetto da
prendere in considerazione potrebbe essere il riconoscimento di
attestazione di invalidità civile tramite visita geriatria domiciliare.
Questo progetto dovrebbe essere condiviso e approvato dalla ASL città
di Milano.
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