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Le apnee ostruttive nel sonno sono quei momenti in cui le vie respiratorie si chiudono per qualche attimo mentre dormiamo.
Quando si russa, o si ha il naso un po' chiuso da raffreddore, aria secca nell'ambiente, o per molte altre cause, si possono avere dei brevi attimi in cui l'aria non passa. Se il fenomeno si verifica in modo frequente e continuativo ci possono essere conseguenze anche gravi per la salute, per cui il fenomeno non deve essere trascurato.
Lo studio di queste conseguenze avviene anche attraverso modelli che mimano
le situazioni umane, ed alcuni ricercatori del Texas hanno messo a punto un nuovo modello più completo per analizzare queste conseguenze. Un estratto dello studio intitolato “Cerebrovascular Consequences of Obstructive Sleep Apnea,” realizzato da Randy F. Crossland, David J. Durgan, Eric E. Lloyd, Sharon C. Phillips, Sean P. Marrelli e Robert M. Bryan, Baylor College of Medicine, Houston, Texas. è oggetto di discussione al meeting Experimental Biology 2012 in corso dal 12 al 25 aprile 2012 al San Diego Convention Center.
Il primo risultato emerso è stato quello di trovare danni evidenti già dopo un mese di apnee ostruttive nel sonno.
Secondo gli specialisti il fenomeno è molto diffuso: si ritiene che negli Stati Uniti ne sia interessata una persona su cinque, che l'85% delle persone affette non sia stato diagnosticato e che il fenomeno sia in crescita.
Randy F. Crossland che ha partecipato allo studio spiega che i segni ed i sintomi più comuni sono, oltre a russare, sonnolenza durante il giorno, aumentata dimensione del collo, mal di testa al mattino, disfunzione sessuale e cambiamenti dell'umore, tutti sintomi comuni anche ad altre patologie, ma che vanno considerati nel loro insieme con il proprio medico.
Per saperne di più
The American Physiological Society
( MDN )
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