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Gli scienziati hanno sviluppato una tecnica di immagini in 3D che utilizza sia luce che onde sonore per individuare eventuali depositi di grasso tra i tessuti. E' noto che l'aterosclerosi viene quando nelle arterie
si accumulano grasso e colesterolo formando le famose placche che restringono l'interno dei vasi con grave pericolo per la persona.
Normalmente l'aterosclerosi viene diagnosticata solo dopo che sono apparsi i sintomi e la malattia è in progressione.
Un gruppo di ricerca condotto dal Dr. Ji-Xin Cheng alla Purdue University ha sviluppato un nuovo metodo chiamato microscopio fotoacustico vibrazionale.
Si possono così creare immagini in 3D dei depositi di grasso, profondi anche alcuni millimetri all'interno dei tessuti.
La ricerca è stata, in parte, finanziata dai NIH’s National Institute of Biomedical Imaging and Bioengineering (NIBIB), National Heart, Lung and Blood Institute e da altri istituti NIH ed è descritta sull'edizione del 10 giugno 2011 di Physical Review Letters.
La nuova metodica si basa su di una tecnica nota come creazione fotoacustica di immagini, che utilizza, per penetrare i
tessuti, impulsi di luce quasi infrarossa nell'ordine di nanosecondi.
Quando la luce è assorbita si converte rapidamente in calore che fa espandere i tessuti circostanti, generando onde di
ultrasuoni, che possono essere rilevate ed analizzate per creare immagini in 3D dei tessuti.
In una serie di esperimenti Ji-Xin Cheng ed i suoi colleghi hanno trovato che differenti lunghezze d'onda della luce possono stimolare le vibrazioni ed i segnali acustici di specifici legami chimici generati, senza danneggiare i tessuti circostanti.
Gli studiosi si sono concentrati, in particolare, sui legami tra carbonio ed idrogeno, che è molto abbondante nelle placche di grasso.
Impulsi della giusta lunghezza d'onda hanno permesso agli scienziati di creare dettagliate immagini in 3D delle placche aterosclerotiche presenti in campioni di vasi prelevati da maiali e di mappare grumi di sangue presenti in larve vive di moscerino della frutta.
Anche se i test iniziali si sono concentrati sui legami carbonio-idrogeno, gli scienziati notano che è possibile applicare questa metodica anche per rilevare
molecole basate su legami nitrogeno-idrogeno e ossigeno-idrogeno.
Per saperne di più
National Institutes of Health (NIH)
(MDN)
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