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Per i ricercatori guidati dal Professor Carlo Foresta, direttore del centro di crioconservazione dei gameti maschili del dipartimento di Istologia, la riduzione della lunghezza del pene e l'aumento di statura sono "i due segnali molto forti" di un allarme ambientale che può innescare gravi patologie genetiche: dai tumori del testicolo all'infertilità. Il fenomeno è europeo."Diserbanti, diossine, farmaci veterinari - ha indicato il professor Foresta - purtroppo sono prodotti anti androgenici e di estrogeni purtroppo sono ricche anche tutte le nostre acque".
Lo studio è stato realizzato tra marzo e maggio di quest'anno dall'università di Padova e l'Ulss 16 attraverso un questionario compilato da 504 studenti di 46 istituti superiori della provincia di Padova. Di questi, 372 hanno accettato di sottoporsi inoltre a visita andrologica i cui esiti hanno permesso di perfezionare il quadro complessivo.
Vedi anche: Ambiente,
fertilità e sessualità - Quali rischi corrono gli
italiani del terzo millennio?
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