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Erbe,
integratori e rimedi naturali interagiscono con i farmaci (24/01/2007)
Da una recente indagine è risultato che una rilevante percentuale di persone
sopra i cinquanta anni tende a non dire al proprio medico di assumere, magari
con regolarità, rimedi naturali come erbe…integratori…ecc. Ebbene il dato
pone una serie di riflessioni e considerazioni.
Occorre specificare che soprattutto le erbe utilizzate nelle varie forme
curative ( tisane, decotti oppure anche in compresse o capsule ) sono considerate sia dai medici sia dalla normativa del ministero della salute,
dei veri e propri farmaci, dunque con dei principi attivi ben individuati insieme però a possibili effetti collaterali e,
cosa allo studio attuale, ad interazioni nocive con farmaci chimici assunti in contemporanea.
Facciamo degli esempi: il noto Ginseng usato per dare tono e forza in
generale, in alcune persone con la pressione sanguigna alta ( che magari ignorano di avere ) può elevarla ulteriormente potendo peraltro anche
scatenare vere e proprie crisi ipertensive….; l’iperico, detto anche erba di
san giovanni o “scaccia diavoli”, indicato come anti depressivo soprattutto
nelle depressioni minori può causare stanchezza per un nonnulla ed addirittura in soggetti predisposti crisi allergiche….; la
spirulina, assunta per dare tono e durante le diete dimagranti, può essere causa di
nausee improvvise,vomito e diarrea…ecc..ecc..
Per quanto riguarda invece le interazioni con i farmaci sappiamo ad esempio
che il ginko biloba usato per potenziare la memoria può interferire negativamente con i farmaci anticoagulanti e quindi causare
emorragie; l’iperico ancora può diminuire gli effetti degli anti
depressivi; aloe può non solo dare tachicardie perchè diminuisce nel tempo
il potassio nel sangue ma può interagire negativamente con i farmaci anti
aritmici…ecc ecc.
Occorre allora che da un lato le persone prima di assumere una sostanza per
così dire “naturale” si consulti con il medico di fiducia oppure con il
farmacista, dall’altro però è necessario che anche i medici chiedano in fase
anamnestica se una persona assume ( e quali) rimedi non convenzionali, cercando tuttavia di documentarsi approfonditamente su
questi perchè per ignoranza, per resistenze ideologiche, purtroppo occorre dire che molti
“camici bianchi” sono spesso troppo rigidamente ancorati al, per loro,
unico sapere convenzionale.
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