Animali transgenigi: ecco la pecora-ragno (29/01/2002)
Nasce da una serie di esperimenti eseguiti negli Stati Uniti dalla Nexia Biotechnologies e dagli esperti dell'US Army presso il Soldier Biological Chemical Command a Natick nel Massachusetts, la "pecora-ragno", capace di produrre una tela artificiale, simile alla ragnatela dell'aracnide, dalla sorprendente resistenza.
Il filo prodotto dal ragno ha uno spessore dieci volte minore rispetto ad un capello, ma la sua forza è sensibilmente superiore: cinque volte più robusto dell'acciaio e tre più del kevlar, si propone come il materiale ideale per realizzare cavi sospesi in tutta sicurezza ed anche giubbotti antiproiettile. Il problema dell'utilizzo della ragnatela a tali scopi giace nel fatto che il ragno non produce il filo a piacimento dell'uomo, ma solo per un suo primordiale bisogno di sopravvivenza; inoltre, in quanto carnivoro territoriale, in un allevamento uno dei due esemplari verrebbe soppresso dall'altro.
I ricercatori, riuscendo ad identificare il gene responsabile della produzione del filo della ragnatela, lo hanno inserito in una pecora appunto, mettendola in grado di produrre nel proprio latte la proteina che sta alla base della sostanza della tela del ragno. Il suo isolamento potrebbe condurre alla produzione di un tessuto molto simile alla straordinaria ragnatela. Attualmente si è riusciti a produrre solo pochi centimetri della proteina che neccessiterà comunque di numerosi approfondimenti e perfezionamenti. Il nuovo materiale ha già avuto un nome di battesimo, BioStell, ed entro il 2004 si prevede la commercializzazione dei suoi primi derivati, seta artificiale per suture e filo da pesca biodegradabile.