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Le malattie cardiovascolari rappresentano, a lungo termine, per il paziente che ha subito un trapianto, un rischio maggiore di rigetto acuto. Tuttavia, uno studio clinico portoghese recente ha dimostrato che il colesterolo sierico, un fattore di rischio chiave per le malattie cardiovascolari, può essere ridotto dalla sospensione controllata dei corticosteroidi in pazienti trapiantati di rene riceventi una terapia antirigetto a base di Prograf(R), un
immunosoppressore.
Ai pazienti vengono normalmente somministrati steroidi, successivamente al trapianto, in aggiunta all'immunosoppressore primario; considerato il potenziale nocivo di tali farmaci, la dose è stata progressivamente diminuita nei periodi successivi all'intervento senza però mai sospendere completamente la somministrazione, questo per timore di sottoporre il paziente ad un inutile rischio di rigetto. Peraltro, uno studio clinico denominato THOMAS1 ha evidenziato l'esistenza di una strategia ottimale per la sospensione degli storoidi e ridurre così i livelli di colesterolo: pazienti trapiantati di rene e trattati con l'immunosoppressore primario, a cui sono stati stati associati due farmaci addizionali - steroidi e micofenolato mofetile (MMF) - non hanno dimostrato un aumento del rischio di rigetto nemmeno dopo la sospensione di uno o dell'altro farmaco addizionale.
Ciò che però ha destato l'interesse e lo stupore dei medici è stato constatare una sensibile riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue dopo la sospensione degli steroidi. Nonostante tali risultati dovranno essere avallati da ulteriori studi, i ricercatori sono orgogliosi di poter affermare che la sfida ai farmaci steroidi ha avuto la sua prima cauta vittoria.
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