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Rapporti tra dislessia ed ortografia
(18/05/2001)
Alla base della dislessia, disturbo che determina difficoltà nella comprensione del linguaggio sia scritto che parlato, sta un problema neurologico comune a tutti i bambini indipendentemente dalla loro lingua madre. Un gruppo di ricercatori inglesi, italiani e francesi ha condotto però uno studio al termine del quale è risultato che l'ortografia della lingua è l'elemento che incide maggiormente sulla gravità della dislessia.
In parole semplici, più la lingua è difficile da scrivere e da leggere, cioè l'ortografia impone maggiori differenze tra lo scritto ed il parlato, più è facile che si manifesti una dislessia latente. I ricercatori hanno spiegato che è molto importante la distinzione tra ortografia e lingua: le lingue parlate sono tutte ugualmente semplici ed i bambini imparano a parlare e a capire con estrema facilità nei diversi contesti linguistici, ma le cose cambiano quando si prende in considerazione l'apprendimento della lettura e della scrittura. L'ortografia inglese e francese, infatti, è molto più difficile di quella italiana e la conferma è venuta anche dal fatto che i bambini dislessici italiani coinvolti nella ricerca hanno dato risultati migliori nelle prove di lettura commettendo meno errori di quelli francesi ed inglesi.
Non sono state invece riscontrate differenze rilevanti nel corso dei test atti a misurare la capacità di memoria fonologica a breve termine, vale a dire la capacità di ricordare e riprodurre suoni senza un significato preciso. Al termine della ricerca, gli studiosi italiani hanno affermato che nella nostra popolazione potrebbero esserci casi nascosti di dislessia che non emergono grazie alla regolarità ed alla semplicità dell'ortografia della lingua.
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