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Non provoca incontinenza urinaria e tantomeno impotenza sessuale una nuova tecnica mininvasiva, la brachiterapia,contro il cancro alla prostata
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Non provoca incontinenza urinaria e tantomeno impotenza sessuale una nuova tecnica mininvasiva, la brachiterapia,contro il cancro alla prostata
(11/05/2001)
Sono oltre 7.400 i casi di cancro alla prostata che ogni anno vengono diagnsoticati in Italia. Il rischio di rimanerne vittima è direttamente proporzionale all'aumento dell'età e per questo motivo è bene che ogni uomo dopo i cinquant'anni si sottoponga all'esame del dosaggio del Psa (antigene prostatico specifico) ed all'esplorazione rettale con frequenza annuale.
Fino a poco tempo fa l'unico intervento atto a trattare questa forma di tumore era la terapia chirurgica che consiste nell'asportazione totale della prostata. Oggi, sul panorama chirurgico, si affaccia invece una nuova tecnica terapeutica chiamata brachiterapia e già ampiamente utilizzata in numerosi istituti oncologici statunitensi ed europei. La tecnica mininvasiva si avvale del posizionamento, all'interno della ghiandola prostatica, di semi radioattivi allo scopo di bersagliare e distruggere il cancro evitando anche la sottoposizione alle radiazioni dei tessuti circostanti e degli organi sani. I semi vengono introdotti nella ghiandola per mezzo di piccoli aghi senza dover ricorrere a spiacevoli incisioni e diventano inattivi nell'arco di dodici mesi al massimo.
L'intervento non presenta particolari controindicazioni e può essere effettuato anche su pazienti in età piuttosto avanzata; non provoca incontinenza urinaria e tantomeno impotenza sessuale. Unico particolare di rilievo il fatto che per avere successo la brachiterapia deve essere effettuata su un tumore sviluppatosi all'interno della prostata ed ancora nelle sue fasi iniziali; in tutti gli altri casi si richiede ancora l'utilizzo delle tecniche tradizionali.
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