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Reiki
a cura di Tabish Griziotti Basevi


Il nostro essere: fisico, mente, psiche, emozioni, spirito e energia (1 - 2)

La scienza moderna sta scoprendo cose sul corpo fisico umano che hanno dell'incredibile. Si sta finendo di disegnare la mappa del genoma umano che sta già aprendo e aprirà orizzonti tali da fare persino paura.
Articoli su tutte le riviste si stanno occupando ormai da anni di darci consigli su come vivere in buona salute, la televisione fa programmi sulla medicina e sulla conoscenza del nostro corpo e a scuola ci hanno insegnato a conoscerlo. Per quello che poi non sappiamo ci sono i medici che non solo ci possono dare delle informazioni ma ci curano quando siamo ammalati, quando il nostro corpo presenta un mal funzionamento.
Insomma pare proprio che il nostro corpo fisico, bene o male che sia, lo conosciamo. Forse non è così vero ma abbiamo a disposizione persone e mezzi che possono, in qualsiasi momento, darci le informazioni che ci necessitano. In fondo tutti cerchiamo quasi sempre di trattarlo bene, stiamo attenti a coprirlo quando fa freddo, stiamo attenti a non procurargli rotture, stiamo attenti, magari non tutti, a dargli da mangiare cose sane ... eccetera.
A volte pretendiamo un po' troppo e allora lui si ammala e ci ricorda che forse dovremmo cambiare atteggiamento e abitudini, cosa che puntualmente noi ... non facciamo, presi come siamo da mille cose e dalla rincorsa al denaro, alla macchina nuova, a ... un mucchio di cose che consideriamo indispensabili e che, in moltissimi casi, indispensabili non sono.
In questi ultimi tempi c'è, da parte di qualcuno di noi, una maggiore attenzione al nostro corpo, una maggiore cura del suo stato e del suo corretto funzionamento cosa che però avviene solo dopo che abbiamo sperimentato cosa vuol dire stare male. In realtà manca, nonostante gli sforzi fatti da molti per informarci, una cultura del vivere con attenzione per poter star bene: tanto ci sono le pillole, la chirurgia e il servizio sanitario nazionale.
Conoscere il proprio corpo vuol dire spendere una piccola parte del nostro tempo per stare ad ascoltarlo, per sentire come reagisce e per imparare a captare i segnali, a volte sottili, che ci invia.
Questo è un buon punto di partenza per il viaggio che vogliamo intraprendere.

Poi abbiamo la mente. Già, la mente. Brutta bestiolina la nostra mente. Quasi tutti noi occidentali consideriamo la nostra mente il nostro centro, il nostro fulcro, la cosa più importante che abbiamo e molti la considerano forse anche più importante dell'anima, anzi, spesso la confondono.
Ma cos'è la mente? Ci sono tanti modi per rispondere a questa domanda perché ci sono tanti punti di vista e qualche certezza. Quasi tutti noi la identifichiamo con il nostro cervello che però è un organo fisico mentre la mente non è fisica, è fatta di pensieri. Già qui ci si crea qualche confusione perché se la mente non è fisica allora cos'è? La tesi scientifica occidentale chiama mente l'azione del pensare il che significa che per la nostra scienza la mente in realtà non esiste come entità a sé ma è solo il frutto della nostra attività cerebrale. Da qui l'intervento medico sulle funzioni cerebrali con farmaci per curare quelli che sono detti i disturbi della mente. Ma in occidente ci sono anche altri punti di vista e più specificamente quello degli psicologi che vanno oltre e che dicono, più o meno, che sì i medici hanno ragione ma la mente è anche qualcosa di più, tanto che per curarla passano attraverso lei e, quindi, non usano medicine ma parole.
In oriente la mente è invece generalmente considerata qualcosa a sé stante. Gli orientali, e alcuni grandi maestri in particolare, dicono che la mente è una creatura artificiale che inizia a formarsi dopo la nascita e che niente ha a che vedere con la parte più profonda dell'essere umano, con la sua reale essenza. Tant'è che se chiedete ad un orientale di mostrare con la mano dove è il suo centro egli porterà la mano al ventre, non alla testa.
Ancora dall'oriente viene la convinzione che noi occidentali si sia schiavi della nostra mente che ci comanda a bacchetta. Per loro la cosa è diversa e riescono a scindere sé stessi dalla propria mente che considerano al proprio servizio e non viceversa o, almeno, ci provano.
Un bel guazzabuglio. A chi e a cosa credere? Prendiamo una posizione defilata e diciamo che tutti possono aver ragione e piano piano proviamo a sperimentare fino a verificare quale teoria sia giusta o se noi, potrebbe anche capitare, non ne troviamo magari una tutta nostra che esce, quatta quatta, dalla nostra sperimentazione. Un'ipotesi di esperimento: proviamo seriamente a fare meditazione; potrebbe accadere che durante la meditazione ci accorgiamo che effettivamente c'è qualcuno, dentro di noi, che non è la nostra mente. Qualcuno che è la nostra parte saggia, la nostra parte immortale, colui o colei che sa tutto e che è quasi sempre stato zitto, almeno così a noi sembrerà. Non ci spaventiamo e non ci preoccupiamo è solo che con la meditazione, quando si raggiunge uno stato meditativo profondo, la mente può capitare che taccia, che smetta di continuare a produrre il suo caratteristico chiacchiericcio senza capo né coda. Allora accade qualcosa di straordinario e noi possiamo entrare in contatto con il nostro centro o meglio essere al centro di noi stessi e non alla periferia come quando si ascolta o si è nella mente. Riteniamo che questo non sia reale? Che siano tutte frottole? Bene! Per esserne certi non ci rimarrà che sperimentare.
Anche questo è un buon punto di partenza per il viaggio che vogliamo intraprendere alla scoperta della nostra mente.
Se poi vogliamo avere un quadro preciso di cos'è la nostra mente basterà fare un piccolo esperimento: mettiamoci seduti, da soli, a una scrivania, prendiamo una biro e un foglio bianco, facciamo un bel respiro profondo e ... senza darci tempo né ragionare minimamente scriviamo velocissimi tutto quello che ci passa per la mente, ma proprio tutto! Facciamo questo esercizio per circa cinque minuti senza interromperci e poi ... leggiamo quello che abbiamo scritto. Provare per credere! Avremo l'opportunità di leggere la più grande anzi immensa accozzaglia di cose non legate da un filo logico che ci sia mai capitata, ed è semplicemente il contenuto della nostra mente.
Anche questo è un altro buon punto di partenza per il viaggio che vogliamo intraprendere alla scoperta della nostra mente.
Un terzo punto di partenza alla scoperta della nostra mente è andare alla scoperta della mente che mente! Sì, abbiamo capito bene la nostra mente, mente e mente anche spudoratamente. Provare per credere! Incominciamo a vagliare tutti i pensieri che la nostra benamata mente ci propina e faremo delle belle scoperte.

Che dire della psiche? L'idea che la maggior parte di noi se ne è fatta è di un non ben identificato qualcosa che starebbe dentro di noi ben nascosto e che agirebbe a nostra insaputa, a volte anche apparentemente contro di noi.
Certo se ci mettiamo a studiare psicologia la nostra definizione cambia ma per tutti noi che non abbiamo studiato psicologia è qualcosa di vago e di misterioso, quasi un libro bianco su cui i fatti della vita scrivono e che poi interviene, a nostra insaputa, facendoci avere a volte reazioni e comportamenti al di là e al di fuori da ciò che noi consideriamo, per noi stessi, logico e normale.
Non so quante persone conoscano la propria psiche ma so per certo che la maggioranza degli esseri umani del pianeta non sa nemmeno cosa sia.
Eppure la scienza dice che esiste, la psicologia dice che esiste e quindi dovrebbe esistere. Noi che abbiamo deciso di partire per il viaggio alla scoperta di noi stessi non possiamo quindi disattendere quanto detto, scritto e santificato ma noi siamo dei curiosi e dei San Tommaso e abbiamo deciso di non accontentarci più di quello che ci dicono ma vogliamo sperimentare. Allora partiamo per il nostro viaggio alla scoperta della psiche: per prima cosa leggiamo e informiamoci, poi cerchiamo di riportare il tutto a noi stessi per verificare di persona se la nostra psiche esiste o no e cos'è.
Anche questo è un buon punto di partenza per il viaggio che vogliamo intraprendere.

Che dire delle emozioni? Si è scritto e detto a iosa su questo argomento. Certo è che senza le emozioni la vita non sarebbe vita. Ma noi le nostre emozioni le conosciamo davvero? Ne siamo proprio sicuri? La risposta spontanea a queste domande è: sì! Certo che le conosciamo, le viviamo tutti i giorni.
E allora se le conosciamo dov'è il problema? Perché se ne stiamo parlando un qualche problemino ci dovrà pur essere, o no?!?
Certo che c'è. Non è tanto conoscere le proprie emozioni che ci interessa, anche se non sarebbe male farci un viaggetto dentro, quanto capire che cosa provocano, che cosa ci accade quando esplodono letteralmente dentro di noi, quando per contro le blocchiamo o quando non riusciamo a buttarle via e, a nostra insaputa, lavorano dentro e contro di noi.
Le emozioni possono essere belle o brutte, esaltanti o deprimenti, fulgide o terrificanti e ... la lista degli aggettivi ha riempito milioni di pagine. Rimane comunque il fatto che senza di esse la vita sarebbe totalmente grigia ma con esse può anche non essere, in alcuni casi, molto piacevole.
Quando accade che proviamo un emozione tutto il nostro corpo fisico, mente, psiche, energia e spirito ne sono coinvolti e subiscono delle repentine trasformazioni.
Dato che esistono le emozioni belle ma esistono anche le meno belle le reazioni del nostro essere saranno positive o negative.
Ci innamoriamo improvvisamente? Reazioni a catena ma belle, positive anche se ... ci passa magari l'appetito.
Veniamo piantati dal nostro lui o dalla nostra lei? Reazioni a catena ma niente affatto piacevoli.
Ci arrabbiamo perché ... ? Reazioni non positive e se non riusciamo a reagire sono dolori.
La lista potrebbe continuare per molte pagine e ... non è proprio il caso.
Vediamo invece come lavorano contro di noi. Proviamo a pensare a un'arrabbiatura, una di quelle che ci sono capitate, che per una serie di motivi magari anche tutti più che validi, non siamo riusciti a sfogare, non siamo riusciti a "buttare via" ma che ha continuato per giorni e giorni a tormentarci e che ancora oggi, a distanza di tempo, ci ritorna in mente e ci fa soffrire. L'abbiamo trovata? Dai sforziamoci, tutti ne abbiamo una nel cassetto. Ebbene quell'arrabbiatura non sfogata si è instaurata in qualche punto della nostra aura sotto forma di blocco e impedisce all'energia di circolare liberamente. Se questa situazione si protrae a lungo nel tempo prima o poi, non circolando correttamente l'energia, ci ammaleremo nel fisico. Questo è un semplice esempio di cosa possano combinare le emozioni. Val dunque la pena di darci da fare subito per scoprire tutto lo scopribile sulle nostre emozioni e soprattutto essere molto attenti e rispettarci e rispettare non solo il nostro fisico ma anche la nostra parte emotiva che può essere una grossa fonte di guai oltre che di grandi e piccole felicità.
Idea per incominciare: proviamo a essere molto attenti a liberarci quanto prima delle emozioni negative, a risolverle e quando non ci riusciamo a buttarle letteralmente fuori dalla nostra aura. Come? Semplice! Gridando e prendendo a pugni un cuscino per cinque o dieci minuti e poi rilassandoci ad occhi chiusi per altrettanto tempo.
Anche questo è un altro buon punto di partenza per il viaggio che vogliamo intraprendere.

E ora occupiamoci un poco dello spirito. Da sempre abbiamo sentito e stiamo sentendo di tutto e di più. Mille voci e tante Religioni ci stanno facendo l'occhiolino da dietro l'angolo. "Sono io quella giusta ... sono io quella vera ... vieni con me ... no, vieni con me ... credi in me ... no, devi credere in me ...".
Una tale ridda di voci e di richiami che ci dovrebbero far pensare ma, invece, vuoi perché cresciuti in una Religione o vuoi perché in mille faccende affaccendati, non ci pensiamo e continuiamo a vivere tranquillamente senza, appunto, pensarci.
Ma noi abbiamo deciso o no di intraprendere un viaggio alla scoperta di noi stessi? Sì? Allora sarà il caso, qualunque sia il nostro credo, qualunque siano le nostre convinzioni che partiamo alla scoperta della nostra parte spirituale. E' la ricerca più difficile ma anche la più entusiasmante e nessuno ci dice di rinunciare a quanto crediamo o alla nostra Religione, perché non si tratta di cercare una Religione ma una cosa diversa e molto più importante: la nostra religiosità! Cos'è la religiosità? I filosofi e gli studiosi di tutte le religioni hanno scritto innumerevoli trattati su questa parola, quasi tutti ovviamente tirando l'acqua al proprio mulino, e ciò che ne esce è una ridda di voci molto spesso in contrasto.
Ora, o a noi sta bene ciò che abbiamo, e allora tanto vale che stiamo a casa o vince la curiosità e allora vale la pena di fare il viaggio e di incominciare a porci le solite domande cosmiche sull'esistenza di Dio, sul valore della vita, su "ma che ... ci sto a fare qui io?", su cosa c'è dall'altra parte, sull'amore universale, in una parola su tutto. Questo è il viaggio alla ricerca della propria religiosità intesa nel senso più lato della parola.
Per questo viaggio non ci sono suggerimenti, ognuno sperimenta a modo suo, comunque rammentiamoci di essere molto, molto ma molto curiosi e di non accontentarci mai: il resto viene da sé.

Finalmente siamo arrivati a parlare della conoscenza del nostro corpo energetico o aura. Siamo ancora in pochi a conoscerlo bene ma stiamo aumentando a vista d'occhio.
Come è stato già detto si diventa viaggiatori aprendoci a ciò che non conosciamo, senza pregiudizi e preconcetti ma con la voglia di scoprire, di conoscere, di sapere e di sperimentare.
Bene, il corpo energetico è qualcosa che solo pochi vedono e che, invece, tutti possiamo percepire, toccare. Non ci crediamo? Allora sperimentiamo, dopo non ci sarà più bisogno di credere o di non credere, avremo la nostra esperienza.
Dell'aura, dei chakra e di come percepirli parleremo diffusamente nel prossimo capitolo, per ora un augurio di buon viaggio.
Ricordiamoci che non c'è una meta e che la cosa che conta è essere in cammino.

 

 

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