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Complesse sono le individuazioni delle cause delle allergie in primo luogo perché non è ancora ben stabilito quale intimo meccanismo faccia fare al sistema immunitario un falso riconoscimento di nocività di sostanze considerate per lo più innocue, in secondo luogo perché si tende a considerare queste ultime, erroneamente, le “nemiche” causali enon, più correttamente, i fattori scatenanti le allergie. Dunque divideremo questo capitolo in una prima parte in cui si analizzano i più conosciuti fattori predisponenti l’errore del sistema immunitario ed in una seconda dove invece vedremo, tra ben 4.000 sostanze considerate dalla medicina allergizzanti, quelle più note e comuni.
Fattori predisponenti
Ereditarietà
Verso le malattie allergiche sembra esserci una significativa predisposizione genetica e cioè sui cromosomi degli allergici ci sono dei “geni” che fanno produrre Immuno globuline E (IgE) in numero elevato rispetto alla norma. Tutto ciò sarebbe ereditato visto che un bambino che nasce da un genitore allergico ha circa il 40% di probabilità di sviluppare allergie, percentuale che sale al 70-80% nel caso siano allergici entrambi i genitori. Alcune ricerche effettuate sui gemelli mono e dizigoti, vale a dire gemelli identici e non, hanno permesso infatti di calcolare che la componente ereditaria pesa per il 50% circa, mentre l’altro 50% sarebbe riconducibile a fattori ambientali. Non è però del tutto chiaro perché questa predisposizione, quantunque presente, dia notizia di sé solo in certi momenti della vita piuttosto che in altri. Al momento attuale sono due le ipotesi più accreditate: secondo la prima, un’intensa esposizione alla sostanza implicata sarebbe in grado di portare l’allergia alle luce del sole; per la seconda, invece, alcune infezioni virali precedenti la comparsa dei sintomi sarebbero le vere responsabili dello scatenamento dei sintomi.
Sistema immunitario
pigro
Uno dei principali imputati della predisposizione allergica sembra essere il miglioramento delle condizioni di vita sia nei riguardi delle infezioni sia di quelle igieniche. Nel primo caso, grazie alle vaccinazioni, molte malattie infettive pur essendo state in gran parte debellate, paradossalmente prima tenevano il sistema immunitario “allenato” verso sostanze effettivamente nocive (batteri e virus) mentre ora, meno impegnati e per così dire, impigrito, sarebbe più libero di reagire con maggiore vivacità agli allergeni. Nel secondo caso, invece, sembra che essere “troppo puliti” sia un rischio di allergie! Infatti alcuni ricercatori hanno osservato che esiste un rapporto inverso tra condizioni socio economiche ed allergie con differenze anche notevoli, cioè, ad esempio, nei figli di laureati rispetto a quelli nati da genitori con basso titolo di studio, le allergie sarebbero fino a 5 volte più frequenti. Anche il numero di fratelli sembra condizionare il rischio: più numerosa è la famiglia maggiore è infatti la probabilità di contrarre infezioni nella prima infanzia, con orientamento del sistema immunitario verso la difesa delle infezioni piuttosto che verso risposte allergiche. In Italia si è poi scoperto che i giovani di leva che avevano avuto l’epatite A avevano anche meno allergie di tipo respiratorio rispetto a quelli che non l’avevano avuta. Non che l’epatite A protegga dalle allergie, ma è un’ulteriore conferma per la teoria dell’igiene: l’epatite A infantile indica infatti l’esposizione a cattive condizioni igieniche.
continua......
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