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Non esiste a tutt’oggi una definizione univoca del dolore tanto che ogni persona di scienza tende a descriverlo a seconda del proprio sapere (fisiologia, biologia, filosofia, eccetera) ignorando talvolta quello degli altri. In medicina il dolore è il più comune sintomo di malattia ed è in questo senso riferibile ad un meccanismo biologico indicante che nell’organismo sta accadendo qualcosa di nocivo.
In tutto il corpo, sia a livello cutaneo sia a livello dei visceri interni, esistono particolari sensori nervosi denominati “nocicettori” responsabili della prima trasmissione dolorifica al midollo spinale situato dentro la colonna vertebrale. Questa prima via nervosa è causa di molte reazioni riflesse come ad esempio il ritrarsi subitaneo della mano quando si avvicina troppo ad una forte fonte di calore.
Una seconda via nervosa nel midollo spinale sale fino al cervello dove si attuano tre importanti modulazioni degli stimoli dolorosi: la “sensorialità”, cioè sentire più o meno lo stimolo come dolore; la “cognizione”, cioè il capire che si ha dolore; l’”emotività”, ovvero quella caratteristica psicologica così diversa da persona a persona responsabile della tollerabilità al dolore, base dei diversi modi di soffrire di ogni essere umano.
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