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Fin dagli albori dell’esistenza la comprensione, il controllo, l’eliminazione del dolore è sempre stato uno dei principali problemi dell’uomo, tant’è che sono numerose le testimonianze in antichissimi reperti archeologici, di esorcismi, formule magiche, incantesimi contro la sofferenza umana.
D’altro canto i medici, biologi, fisici, filosofi, sociologi, eccetera, insegnano che “non c’è vita senza dolore” e che “senza dolore non c’è vita” indicando nell’accettazione di questo paradosso la via per una migliore conoscenza di questo sintomo, anziché condannarlo subito al suo presentarsi. Lo sanno bene i medici in questo senso quanto sia importante, ad esempio, trovarsi davanti a una persona sofferente, anziché troppo “sedata” da farmaci analgesici, per formulare una corretta diagnosi di origine del dolore e una conseguente tempestiva terapia. Tutto ciò perché il dolore molte volte segnala il rischio di perdita dell’integrità psico-fisica funzionando come un allarme, come un prezioso avvertimento, come una spia iniziale di molte malattie individuabili meglio grazie, appunto, alle sue localizzazioni ed alle sue qualità.
Ma se tutto questo è vero riguardo alle malattie acute non lo è invece quando il dolore si fa cronico, cioè quando esaurisce il suo compito di sentinella perdendo l’utilità di allarme e divenendo esso stesso più malattia che sintomo, invalidando molte volte la persona sofferente.
Vedremo allora come riconoscere i dolori del corpo umano descrivendone le diverse caratteristiche e rapportandoli alle malattie che li causano, come la medicina ufficiale, insieme a quelle alternative, possono aiutare l’essere umano a non soffrire e, non ultimo, quanto sia importante l’aspetto psicologico del dolore perché la componente emotiva di ogni persona può moltiplicarlo fino a renderlo insopportabile o addirittura attutirlo fino a cancellarlo.
continua......
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