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Combattere le vertigini ed eliminare i problemi che provocano

 

La diagnosi del medico

Il "medico di famiglia" (termine sostitutivo di "medico della mutua") è la persona cui occorre sempre rivolgersi ai primi sintomi di vertigine perché molte volte le cause sono tempestivamente identificabili e così la conseguente terapia. Spesso il medico può richiedere la consulenza di uno specialista, un otorinolaringoiatra per i problemi inerenti le labirintiti, un fisiatra per quelli legati al colpo di frusta o all’artrosi cervicale, un neurologo per la sindrome di Menière, un medico - psicologo per i problemi di tipo menieriforme conseguenti s stress psicofisici o a sindromi ansiose. Di solito gli esami clinici cui è sottoposta una persona che soffre di vertigini sono:

  • Radiografia della colonna cervicale. E’ questa un’indagine radiologica eseguita sul tratto cervicale della colonna vertebrale per individuare eventuali processi artrosici o mal posizioni delle vertebre (per esempio conseguenti il colpo di frusta). Molte volte nel "vertiginoso" in cui si sospettano problemi della colonna cervicale vengono effettuate anche "radiografie dinamiche", cioè si "fotografano" con i raggi X le vertebre facendo flettere alla persona il capo in avanti, poi verso il lato destro e quello sinistro quindi in estensione verso l’alto. In questo modo si possono svelare "schiacciamenti" e spostamenti vertebrali che sono possibili cause, come già abbiamo descritto, di vertigini.

  • Eco - Doppler. Per osservare la pervietà delle arterie vertebrali (responsabili dell’irrorazione sanguigna degli organi dell’equilibrio) viene utilizzato l’Eco Doppler. Questo strumento diagnostico che sfrutta le onde sonore è simile a quello utilizzato per le ecografie in gravidanza, permette di scoprire eventuali compressioni delle arterie oppure "impedimenti" alla circolazione fluida del sangue dati per esempio, in età avanzata, anche da "placche" di arteriosclerosi (che sono anch’esse, quindi, causa di vertigini).

  • Audiogramma. Per quantificare deficit dell’udito anche minimi (importanti per differenziare varie cause di vertigini) viene usato l’audiogramma. L’apparecchio è un dispositivo elettronico che permette la somministrazione di suoni, aventi specifiche frequenze e particolari intensità, in entrambe le orecchie. La persona sotto esame dice di udire o meno questi suoni. Il risultato di questa indagine è un grafico (il vero e proprio audiogramma) da cui il medico trae importanti valutazioni, come per esempio la differenziazione tra la malattia di Menière e le più benigne sindromi menieriformi, oltre a deficit uditivi, acufeni.

  • Stimolazione del "labirinto". Per scoprire se le vertigini in una persona dipendono da disfunzioni specifiche dell’organo dell’equilibrio esistono particolari esami che vanno a studiare la reattività diretta del labirinto a diversi stimoli. La prova più semplice di stimolazione labirintica è una rapida rotazione, seguita da un arresto improvviso, eseguita facendo sedere la persona su di uno sgabello rotante. Poiché vi sono numerose connessioni nervose tra il "labirinto" e i muscoli che muovono gli occhi a destra e a sinistra, è impossibile con questa manovra studiare i movimenti oculari "oscillanti" (nistagmo) spesso presenti in molte malattie che danno vertigini. Un’altra prova è quella "calorica" che consiste nel provocare, in chi è malato, vertigine e nistagmo irrorando il canale esterno dell’orecchio con acqua a diverse temperature (dai 30 ai 44 gradi), individuando in questo modo, a seconda delle varie inclinazioni della testa, le specifiche zone malate del labirinto membranoso.


La medicina ufficiale: come cura

Poiché la vertigine, come si è descritto, è un sintomo causato da disfunzioni dell’organo dell’equilibrio oppure di apparati a esso collegati, la terapia dovrà essere necessariamente diversa da caso a caso. Esistono comunque farmaci che agiscono direttamente sul "sintomo" vertigine, da assumere però solo su prescrizione medica perché non privi di effetti collaterali. Fra questi gli antistaminici sono sicuramente i più utilizzati soprattutto nelle lievi vertigini accompagnate da vomito (mal di mare o mal d’auto) oppure nelle sindromi menieriformi. In queste ultime si impiegano anche tranquillanti (diazepam) con l’acido nicotinico (noto come vitamina PP o niacina). Se invece le vertigini derivano da labirintiti occorre assumere antibiotici o antivirali associando antivertiginosi come la scopolamina (disponibile come cerotto cutaneo) o la cinnarizina. Diversamente invece si affronta la malattia di Menière dove la terapia farmacologica è lunga fino ad anche 6-8 settimane con un’efficacia che varia dal 60 all’80 per cento dei casi. Nella prima e nella seconda fase si impiegano diuretici e una dieta priva di sale (per diminuire l’endolinfa in eccesso nel labirinto membranoso) unita ad antistaminici e ad alte dosi di vitamina PP (in passato la carenza di vitamina PP nella dieta provocava la "pellagra"). Nella terza fase, oltre ai farmaci, nel 3-5 per cento dei casi si ricorre all’intervento chirurgico (efficace per il 70 per cento delle volte) dove si vanno ad "allargare" le strutture che contengono l’endolinfa. In tutte e tre le fasi poi vengono insegnati particolari esercizi (di Cawthorne - Cooksey detti "vestibolari") che insegnano a evitare bruschi movimenti e ad avere consapevolezza delle posizioni del corpo con le loro variazioni, imparando così a controllare l’equilibrio nelle varie attività della vita quotidiana. Quando infine le vertigini sono dovute al colpo di frusta o all’artrosi lo specialista a cui rivolgersi è il fisiatra (oppure l’ortopedico nei casi chirurgici). Non trascurando i farmaci è qui necessario però impostare vari interventi terapeutici atti a "decontratturare" i muscoli del collo, ripristinare una corretta mobilità della colonna cervicale, ridurre le "compressioni" cervicali, impedire ulteriori blocchi muscolo - scheletrici. Può essere allora indicata la rieducazione fisioterapica con le metodiche di McKenzie, Menière o Bienfait, oppure la chiropratica per "sbloccare" le piccole articolazioni vertebrali soprattutto in conseguenza al colpo di frusta, la terapia fisica con trazioni, laser - terapia.


Ecco le cure "alternative"

Anche per le medicine cosiddette alternative le vertigini sono un sintomo e non una malattia. Vediamo allora come agopuntura, omeopatia e medicina psicosomatica curano le vertigini cercando di riportare l’equilibrio non solo nello specifico organo ma anche "globalmente" cioè in tutto l’insieme psicologico e corporeo della persona sofferente.

Agopuntura

Con l’agopuntura è sicuramente possibile risolvere uno stato sintomatico vertiginoso acuto utilizzando vari punti situati sulla sommità del capo, dietro le orecchie e "sciogliendo" le contratture dei muscoli del collo che quasi sempre sono contratti in queste situazioni. Per attuare però una duratura cura è necessario che il medico individui le cause dello squilibrio, psicologico e corporeo insieme, che provoca le vertigini. Per farlo è necessario far riferimento al sapere della medicina tradizionale cinese che spiega le vertigini nei seguenti modi:

  • Vuoto dell’energia renale. Nella fisiologia della medicina cinese l’energia renale è in relazione con le funzioni dell’udito e dell’equilibrio (insieme al sistema osseo, nervoso, all’eliminazione e al riassorbimento dell’acqua, ai capelli). Per cause congenite, fattori psichici come la paura, l’angoscia, lo stato ansioso, per malattie croniche debilitanti, per gli abusi sessuali, per gli sforzi mentali prolungati, per eccessi di alimenti caldi e speziati l’energia renale può consumarsi dando segni di "vuoto" dei reni. I sintomi che si presentano sono: vertigini, acufeni (fischi delle orecchie), diminuzione dell’udito, diminuzione della memoria con mente confusa, sensazione di gola secca, palmi delle mani e palme dei piedi molto calde, debolezza e dolori lombari, sudori notturni. Se il vuoto renale permane e si aggrava, le vertigini diventano più violente (sindrome di Menière) con grande stanchezza, piedi ghiacciati, vomito, diarrea, palpitazioni.

  • Eccesso di energia del fegato. Un’alimentazione troppo ricca di grassi, dolci, spezie, alcol, gli stati psichici come la collera (trattenuta), il risentimento, la frustrazione, l’irritazione secondaria a problemi familiari - sentimentali, di lavoro, ritmi di vita stressanti per i medici cinesi producono tutti un "surriscaldamento" del fegato. Tutto ciò porta a liberare "calore - fuoco" che, come in natura, sale verso l’alto dando i seguenti sintomi: vertigini, fischi particolarmente acuti alle orecchie, sapore amaro in bocca, sete, mal di testa alle tempie (pulsante), viso rosso, insonnia o sonno disturbato da continui sogni, diminuzione dell’udito, irritabilità, facili scatti di collera, stitichezza.

  • "Deficit" dell’energia dello stomaco. La vita in ambienti umidi, soprattutto in prossimità di fiumi e laghi, indossare abiti non perfettamente asciutti, le attività lavorative che mettono in continuo contatto con l’acqua, le preoccupazioni e gli eccessivi lavori intellettuali, gli orari disordinati dei pasti quotidiani (in particolare il "salto" o l’insufficiente pranzo) indeboliscono l’energia dello stomaco e della milza (organi, per i cinesi, tra loro associati). I sintomi di questo esaurimento energetico sono: vertigini associate a offuscamenti visivi, sensazioni di testa pesante e confusa, marcata stanchezza, distensione addominale con inappetenza, diarrea cronica, aspetto emaciato e pallido, gambe e caviglie gonfie, nausea, mancanza di desiderio di parlare.. La terapia in queste situazioni energetiche provocanti vertigini (in alcuni casi embricate tra loro) è il riequilibrio dei vari organi interessati con agopuntura, diete personalizzate, erbe cinesi da assumere in capsule o in forma di decotto, correzione dello stile di vita psicologico e delle attività quotidiane.

Omeopatia

Numerosi sono i rimedi omeopatici efficaci per le vertigini. Anche in questo campo medico alternativo però vi è la duplice possibilità di togliere il sintomo vertigine e di curare ciò che l’ha causato. Occorre in quest’ultimo senso un’attenta e particolareggiata indagine da parte del medico omeopata sui molteplici aspetti psicologici e fisici che caratterizzano una persona piuttosto che un’altra. In tal modo il medico svela la cosiddetta "tipologia" di base che individua una persona da un’altra che, per svariati motivi, può disequilibrarsi causando le vertigini. Facciamo un esempio di una "tipologia" che a volte soffre di crisi vertiginose, cioè il tipo Sulfur. E’ questa una persona tipicamente "calda", cioè spesso ha caldo in testa e alle piante dei piedi fino a sentirle talvolta "bruciare". Ama la doccia che lo tonifica e non il bagno che lo indebolisce; ha una mente ricca di idee e in continua attività; spesso ha momenti di depressione e può essere facilmente irritabile; molte volte sembra un tipo sicuro di sé anche se in realtà cerca "punti di appoggio", "punti di riferimento" cui affidare le proprie incertezze e i propri dubbi. Ebbene proprio quest’ultima caratteristica del tipo Sulfur è quella che può causare vertigini, quando cioè vengono a mancare persone o situazioni di "sostegno" cui la persona, quasi di nascosto si riferisce. In questo caso allora il procedimento terapeutico omeopatico sarà quello di somministrare appunto il "rimedio" Sulfur per armonizzare l’intero organismo.

Medicina psicosomatica

Secondo la scuola di medicina psicosomatica Riza quelle persone che amano vivere in una "dimensione esistenziale" in cui il "pensiero razionale" governa ogni cosa corrono il rischio di attuare via via nel tempo uno "stile di vita" tanto rigido da non permettersi mai di uscire dai limiti del "mondo concreto", divenuto così sempre più "unico vero appoggio sicuro". D’altro canto, come in ogni essere umano, in queste persone esistono altri aspetti "irrazionali" della personalità (come le emozioni, gli affetti, gli istinti, la fantasia, i sogni) che, trovando sempre meno spazio per esprimersi, cercano in qualche modo di comunicare al "mondo della testa" la loro esistenza.

Se si pensa, peraltro, a certi modi di descrivere le vertigini, come sbandare, essere disorientati, vacillare, barcollare, essere storditi, sentir girare la testa, si può notare che non solo richiamano tutti situazioni fisiche ma anche di tipo psicologico dove è chiaro il riferirsi a vissuti emotivi che possono allontanare la persona dai rassicuranti confini del pensiero razionale. Studi psicologici della personalità poi descrivono il "vertiginoso" come un individuo che vive come in una sorta di ambivalenza fra il mondo dell’alto (razionalità, etica, morale), e il mondo del basso (oscuro mondo degli istinti, delle incontrollabili emozioni, del "vortice" della passioni, temuto ma insieme desiderato, odiato e amato inconsciamente). Per la medicina psicosomatica allora la vertigine sembrerebbe essere un segnale d’allarme lanciato dalle parti personologiche irrazionali alla mente razionale divenuta troppo rigida e, paradossalmente, anche l’occasione perché l’individuo recuperi quelle parti psichiche di sé forse troppo a lungo trascurate.

( Dr. Antonio Turetta )

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L'armadietto omeopatico casalingo
(del Dott. Turetta)
Quali sono i problemi o le disfunzioni che possono giovarsi di un intervento omeopatico d'urgenza e, di conseguenza, come dovrebbe essere un ideale armadietto medicinale omeopatico casalingo.


 

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