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Intolleranze" di vario tipo

Contrariamente ai fenomeni di tipo allergico (notoriamente immediati con sintomi anche violenti e di relativa facile diagnosi) le reazioni di "intolleranza" sono più sfumate e con sintomi non subito chiaramente riferibili a una causa precisa. L’intolleranza infatti è una reazione morbosa lenta dell’organismo a sostanze "volatili" (aeree) respirate, a materiali in contatto con la cute, a componenti degli alimenti normalmente bene accetti dal corpo umano. Non è ancora ben chiaro quale sia il meccanismo causale delle intolleranze. Tuttavia l’abuso di farmaci come gli antibiotici, virus o batteri agenti sull’intestino, privilegio eccessivo nell’alimentazione di alcuni cibi rispetto ad altri, strapazzi fisici continui, "aderenze" cicatriziali intestinali post - operatorie, stress psicofisici cronici, scarsa assunzione di acqua, ritmi sonno - veglia o alimentari disequilibrati, stati cronici di agitazione mentale possono tutti provocare una modificazione sia del sistema immunitario (cutaneo, respiratorio, intestinale) sia dei meccanismi fisiologici di depurazione, di detossificazione e di ottimale utilizzo metabolico delle sostanze utili al corpo. Accade allora che nell’organismo si accumulino via via "tossine" parallelamente a un rallentamento dei processi metabolici insieme con quelli deputati all’eliminazione dei prodotti cosiddetti di "scarto". Uno dei principali sintomi delle intolleranze, soprattutto di quelle alimentari, è proprio la stanchezza, dapprima "vaga" quindi sempre più marcata e associata via via a bocca amara o "impastata", ventre spesso gonfio, lieve o marcata sensazione di mente confusa, irritabilità, dolori muscolari, mal di testa, a volte agitazione psichica simile a quella della sindrome ansiosa, vertigini, coliti o stitichezza, tachicardia, brividi senza febbre o "vampate" con rossori cutanei al petto e al volto, talvolta digestione lunga e laboriosa anche dopo piccoli pasti.

La diagnosi di intolleranza viene effettuata tra l’altro con un metodo chiamato Vega test: si tratta di uno strumento elettronico con misurazione atta appunto a individuare le sostanze che causano l’intolleranza. La terapia conseguente sarà di tipo dietetico, con esclusione dell’alimento incriminato, oppure di tipo detossificante, riequilibrante attraverso erbe, rimedi omeopatici, agopuntura.

Glicemia bassa

Si definisce ipoglicemia una diminuzione nel sangue del livello di glucosio. Il giusto mantenimento di un livello costante e adeguato di zucchero nel sangue (glicemia) è una delle più importanti funzioni della biochimica del corpo umano: il cervello necessita di zucchero per poter pensare in modo chiaro; i muscoli richiedono glucosio per potersi contrarre e funzionare in modo armonico. Alla vista occorre questa sostanza per adattarsi a varie sfumature di luce.

Due sono le ghiandole del corpo che intervengono per mantenere in equilibrio lo zucchero e per un suo uso ottimale da parte di numerose cellule e una costante quantità di zucchero circolante nel sangue: le ghiandole surrenali e il pancreas. Le prime producono adrenalina, sostanza finalizzata ad alzare il livello di zucchero nel sangue, il secondo invece secerne insulina, ormone che aiuta a "svuotare" il sangue di glucosio facendo sì che entri nelle cellule degli organi. Ebbene, sostanze largamente abusate come alcol, tè, caffè, tabacco, bevande contenenti cola e, non ultimi, stress emotivi e fisici, stimolano le ghiandole surrenali a produrre adrenalina in eccesso che provoca un innalzamento della glicemia. Se d’altro canto gli abusi descritti sono concomitanti a diete troppo povere di vitamine e sovraccariche di zuccheri raffinati, come zucchero bianco, farina bianca, cibi industriali, la glicemia tenderà ulteriormente a salire, con il risultato di richiedere continuamente insulina al pancreas. Così potrà conseguire uno stimolo pancreatico tale per cui anche di fronte a piccoli innalzamenti della glicemia vi sarà una grande risposta insulinica con abbassamento esagerato del livello dello zucchero. I sintomi saranno: stanchezza marcata costante, vertigini, insonnia, sudori freddi, tutti accompagnati da sensazioni di benessere dopo aver mangiato dolci, caffè e alcol, ma con successivo peggioramento. Frequenti sono sintomi come confusione mentale, perdita di memoria, difficoltà di concentrarsi, irritabilità, dolori articolari e muscolari, mal di testa.

La diagnosi viene posta attraverso la "curva da carico" attuata facendo assumere alla persona una determinata quantità di glucosio. Al paziente poi si preleva il sangue a intervalli regolari nell’arco di tempo di sei ore per stabilire come varia la glicemia. La terapia è necessariamente dietetica, con l’ovvia eliminazione dei carboidrati raffinati però con l’aumento di pesce, cereali integrali, verdure, insieme con integratori vitaminici e minerali.

Stanchezza da farmaci

Tante volte la stanchezza può essere provocata da farmaci, soprattutto quando si abusi di questi senza un costante controllo medico, preferendo una facile autocura piuttosto che la consulenza di un esperto. E’ il caso, per esempio, di tranquillanti e sonniferi, farmaci molto potenti a livello cerebrale, a volte assunti per troppo tempo e in dosi eccessive, che causano stanchezza associata a confusione mentale e sonnolenza.

Altri farmaci che producono stanchezza connotata da facile affaticabilità fisica, svenimenti, vertigini, sono i lassativi e i diuretici che, con i loro meccanismi d’azione, permettono al corpo di eliminare forti quantità di sodio e potassio (elementi essenziali per il "tono" dei vasi sanguigni, del sistema nervoso, dei muscoli).

Il "vuoto" di energia

Chiamiamo "stanchezza energetica" il particolare tipo di stanchezza affrontata dalla medicina tradizionale cinese. In Cina l’astenia è chiamata Xu Lao, dove Xu indica vuoto o esaurimento e Lao invece propriamente astenia. La stanchezza quindi per la medicina tradizionale cinese è dovuta a un "vuoto", cioè a un’energia che si è consumata. Vediamo allora quali possono essere le cause degli esaurimenti energetici.

La costituzione debole. La costituzione di una persona è determinata da numerosi fattori: la salute dei genitori in generale e la loro età al momento del concepimento, le condizioni della gravidanza della madre, lo sviluppo psicosomatico durante l’infanzia e le malattie in quel periodo.

E’ possibile d’altro canto individuare debolezze costituzionali inerenti specifici organi riferendosi a problemi avuti nei primi dieci anni di vita. Per il cuore un sonno disturbato e nervosismo; ai polmoni, soprattutto quando si è rilevata una particolare sensibilità al freddo e frequenti malattie respiratorie insieme con pallore cutaneo e voce spesso debole; per la milza e lo stomaco, invece, debolezza muscolare, facile stanchezza con mancanza d’appetito e colorito del viso tendente al giallastro; al fegato, poi, nel caso di numerosi mal di testa e difetti visivi come la miopia; per i reni infine l’enuresi notturna, paure immotivate, sviluppo osseo carente.

Il lavoro eccessivo. Un giusto equilibrio tra riposo e lavoro è fondamentale per mantenersi in salute e parecchie situazioni di stanchezza cronica sono semplicemente causate da un’eccessiva attività lavorativa. Ebbene, per i cinesi il superlavoro consuma energia in generale e quando questa si è esaurita, il corpo attinge alle "riserve" energetiche depositate nei reni. Da ciò può conseguire un vuoto dell’energia renale che aggrava in modo considerevole l’astenia. L’energia di questi organi può essere peraltro "svuotata" anche indirettamente, soprattutto quando si lavora in piedi per molte ore al giorno oppure quando si sforza la mente per lungo tempo.

Dieta. Alimentarsi in modo errato è una delle cause più importanti per la rigenerazione dell’energia, cioè lo stomaco con la milza. Questi possono svuotarsi di energia non solo per le note cattive abitudini (come mangiare in fretta, "saltare" i pasti, fare spuntini stando in piedi, tornare subito al lavoro dopo pranzo), ma anche per il consumo eccessivo di cibi freddi - crudi o dal sapore prevalentemente "agro - acido", come aceto, yogurt, mele verdi, pompelmi, arance, sottaceti, pomodori, pane integrale, spinaci, fermenti lattici.

Il parto. Subito dopo il parto, la donna è ovviamente provata per il grande consumo di energie in generale e per le perdite di sangue. L’energia del fegato si trova così in una situazione momentanea di vuoto; per i cinesi è questa la causa delle frequenti depressioni post - parto. Se non si attuano le dovute precauzioni alimentari e non ci si riposa adeguatamente (questo vale in egual misura anche dopo un aborto) il "vuoto" di fegato permane e i sintomi saranno: grande stanchezza, crampi, visione offuscata, tendenza ad allarmarsi facilmente, formicolii agli arti, unghie fragili, capelli secchi.

La psiche. Nell’antica medicina cinese ogni organo viene considerato depositario di un’energia non solo funzionale, ma anche psichica. Così la paura appartiene al rene, la gioia al cuore, la rabbia al fegato, le rimuginazioni mentali allo stomaco, la tristezza ai polmoni. Ebbene, gli eccessi, e così i lunghi periodi di situazioni psicologiche non esternate ma trattenute, sono in generale per i medici cinesi cause importanti di malattia. In particolare due sono gli stati emotivi considerati causa diretta di astenia:

  • le rimuginazioni ossessive, le preoccupazioni, gli stress e gli eccessivi lavori intellettuali; questi indeboliscono l’energia di stomaco e milza, che così non possono assimilare e distribuire efficacemente le sostanze nutrienti alimentari. I sintomi in questo caso sono, insieme alla stanchezza, pallore, inappetenza, desiderio continuo di coricarsi, lievi palpitazioni, nausea, diarrea, poco desiderio di parlare.

  • la paura e l’angoscia caratterizzanti la sindrome ansiosa; in questo caso si produce via via nel tempo una diminuzione dell’energia renale, con il caratteristico "blocco" della volontà, energia psichica caratterizzante i reni. I sintomi che accompagnano l’astenia sono dolori lombari, vertigini, acufeni ("fischi" alle orecchie) bocca secca, continui risvegli notturni, diminuzione della memoria.

Principi di terapia

Agopuntura, moxa (bastoncini o coni di artemisia utilizzati per scaldare punti di agopuntura), micromassaggio, correzioni dello stile di vita, Qigong (ginnastica fortificante) sono tutte terapie utili per curare l’astenia, insieme con consigli dietetici atti a "nutrire" con efficacia gli organi in deficit energetici. Vediamo in questo senso brevemente due esempi:

  • per nutrire stomaco e milza privilegiare orzo, castagne, miele, zucca, asparagi, carote, cavoli, uova, riso, lenticchie, patate;

  • per dare energia ai reni aumentare nella dieta fegato di manzo, lattuga, mandarini, arance, soia, tè, asparagi, cicoria, carne di montone, indivia.

Valutare i sintomi

Nel settembre 1990, durante un congresso scientifico, un noto ricercatore americano affermò di aver identificato il virus responsabile di una nuova malattia: la sindrome della stanchezza cronica. Questa, secondo quella relazione, sarebbe in grado di diffondersi come una vera e propria epidemia, trasformando persone iperattive in vere e proprie "larve" svuotate di energia. La notizia fece così scalpore che negli Stati Uniti, per esempio, nacquero circa quattrocento associazioni di "malati" dedicate alla sindrome. Ebbene, questa notizia data allora per certa si rivelò in seguito un bluff tanto che attualmente non si conosce un solo gruppo scientifico di ricerca riguardante la "stanchezza da virus". La stanchezza, dunque, è un sintomo e non una malattia che occorre attentamente valutare con l’aiuto del medico, perché può essere un segnale importante di malattie oppure, più frequente, di disequilibri psicologici e corporei dati da molti fattori che possono essere ben individuati e corretti sia con la medicina ufficiale sia con quelle alternative.

( Dr. Antonio Turetta )

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L'armadietto omeopatico casalingo
(del Dott. Turetta)
Quali sono i problemi o le disfunzioni che possono giovarsi di un intervento omeopatico d'urgenza e, di conseguenza, come dovrebbe essere un ideale armadietto medicinale omeopatico casalingo.


 

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