Medicine
parallele. Ci
si riferisce soprattutto ad agopuntura e omeopatia.
Omeopatia.
Un approccio terapeutico omeopatico riguardo psoriasi ed eczema tende al
riequilibrio energetico di fondo della persona ammalata utilizzando un
rimedio cardine individuabile dopo un’accurata visita. Un altro
approccio è finalizzato a risolvere il sintomo e a prevenire le
riacutizzazioni psoriasiche ed eczematose. Quest’ultimo si avvale di
molti rimedi omeopatici e spesso di un test bioelettronico, denominato
Vega.
Vediamo
come è utile il Vega test per la cura di psoriasi ed eczema ed alcuni
rimedi omeopatici:
Rhus
toxicodendron.
Rimedio derivato dall’edera del Canada. "Omeopatizzando"
la pianta si ottiene un ottimo rimedio per eczemi da contatto od anche
allergici, caratterizzati soprattutto da pelle molto rossa - bruciante
con vescicole, che si aggravano con il tempo umido autunnale.
Psorinum.
E’ il rimedio per gli eczemi con molto prurito (atopico ed
allergico) accompagnati talvolta da debolezza generale e facile
freddolosità.
Arsenicum.
Rimedio per chi è ammalato di psoriasi accompagnata da ansia,
irrequietezza motoria, talvolta depressione, con timore del freddo e
dell’umidità.
Graphites.
Rimedio per psoriasi ai piedi ed alle mani, tendente ad avere poche
remissioni, con la cute molto secca e screpolata.
Vega
test. Con questo
strumento è possibile individuare molti aspetti biologici favorenti o
scatenanti eczemi e psoriasi in una persona piuttosto che in un’altra,
come alimenti, polveri, sostanze conservanti, sostanze volatili
ambientali, micosi intestinali tossine prodotte da infezioni virali o
batteriche pregresse.
Agopuntura.
I medici cinesi da millenni osservano la cute del malato considerandola
come una vera e propria mappa espressiva di equilibrio energetico o no
degli organi interni. Ormai è a tutti noto infatti che per questa antica
medicina esistono canali di energia (i meridiani) che si disegnano
virtualmente sulla superficie della pelle e corrispondenti ad un organo
piuttosto che ad un altro, con punti cutanei dove è possibile agire con i
sottili aghi dell’agopuntura per armonizzare, riequilibrare, modulare,
calmare, stimolare le funzioni di tali organi. Ecco allora che per esempio
un eczema sul dito indice di una mano può significare l’espressione di
un mal funzionamento intestinale, oppure un altro situato lateralmente ai
fianchi richiama al medico disturbi della cistifellea, e così via, in una
sorta di carta geografica cutanea da interpretare per la terapia
conseguente. Questa, ne consegue, sarà locale (non solo con agopuntura ma
anche con creme, decotti ed altro, di erbe cinesi) ed anche generale
finalizzata a ristabilire l’equilibrio delle funzioni organiche
interessate. La psoriasi ha precisi luoghi di insorgenza e la medicina
cinese la interpreta come un disequilibrio globale dell’organismo con
"eccesso di calore" che si convoglia sulla pelle. Questo può
derivare da molteplici aspetti alimentari (carni rosse, latticini, spezie,
alcool), psicologici (depressioni mascherate, sindromi ansiose,
cambiamenti esistenziali), ambientali (l’umidità, il vento), ed altri,
da correggere, riequilibrare, con agopuntura, erbe, correzioni alimentari
e di stile di vita, rispettando di base le caratteristiche personologiche
ed organiche che differenziano sempre un malato di psoriasi da un altro.
Interpretazione
psicosomatica.
"Rischiare la pelle", "cambiar pelle", "amici per
la pelle", "è una questione di pelle", "farci il
callo...", ed ancora, "arrossire d’amore o di vergogna",
"verdi o gialli di rabbia", "lividi dall’invidia",
"grigi di tristezza", "pallidi di paura", sono tutti
modi di dire, metafore di uso comune che riguardano la pelle come
manifestazione del legame tra accadimenti fisici e psicologici insieme.
Per la scuola di medicina psicosomatica Riza, la pelle è il confine che
delimita l’essere umano identificandolo, è l’organo della relazione
con gli altri come parte visibile, come parte che tocca e viene toccata
"conoscendo" e "differenziando" insieme se stesso ed
il mondo fuori di sé (il bambino piccolo, per esempio, attraverso le
esperienze tattili impara a conoscere e a distinguere il proprio corpo
dagli altri). Pelle dunque come limite, protezione, difesa, conoscenza e... comunicazione, tanto che, come detto sopra, si colora mostrando
emozioni e sentimenti. Quando però per ragioni esistenziali o
conflittuali una persona si nega questa possibilità comunicativa dal
punto di vista psicologico, magari non volendo prendere coscienza di
emozioni o sentimenti che in qualche modo danno fastidio, la sua pelle
potrà diventare il palcoscenico dove si rappresenta questa sorta di
dramma interiore. Ecco allora come per esempio la rabbia non vissuta e
manifestata apertamente può affiorare sulla pelle attraverso reazioni
eczematose, dove il rossore ed il bruciore che caratterizzano questa
dermatite diventano una sorta di manifestazione somatica di un
"fuoco" interiore che, non trovando altro modo di esprimersi,
sale in superficie irritando ed infiammando la cute. Così la psoriasi,
dove si può "leggere" da un lato l’iperproduzione di squame
superficiale come un tentativo di iperproteggersi formando una sorta di
corazza, coprendo nel contempo il rossore cutaneo sottostante (riferito
spesso ad aggressività repressa) e dall’altro, come esprime il ciclo di
rinnovamento cutaneo molto breve nella psoriasi, un tentativo non riuscito
di "cambiar pelle", di rinnovarsi, magari su altri riferimenti
esistenziali diversi da quelli attuali.