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Il mal di schiena
(1-2-3-4-5)
Quali sono i rimedi
più efficaci per combattere il mal di schiena
Come impostare
diagnosi e cura dei vostri dolori
secondo le regole
farmacologiche dettate dalla medicina "ufficiale", ma anche
secondo le terapie suggerite dallagopuntura, dalla chiropratica,
dalla medicina psicosomatica e dallomeopatia.
Queste cure non sono alternative a quelle stabilite dalla
medicina ufficiale. Bensì, altrettanto efficaci, si possono considerare
unintegrazione delle cure tradizionali. Cominciamo dunque dal capitolo sulla
diagnosi e la cura del mal di schiena proprio secondo la medicina ufficiale.
Diagnosi precise
Prima di qualsiasi indagine strumentale o esame del sangue, la
visita medica rappresenta il miglior approccio al mal di schiena. Il medico di base
infatti è colui che "inquadra" inizialmente il problema e decide a quale
specialista inviare il malato. I principali specialisti che si occupano di mal di schiena
sono due: il fisiatra e lortopedico. Mentre il primo è specializzato in terapia
fisica e riabilitazione ed è un internista che si occupa sia di diagnosi dei problemi
muscolo - scheletrici, sia di rieducazione funzionale, il secondo è essenzialmente un
chirurgo che si dedica alla cura però delle alterazioni ossee anche attraverso terapie
non chirurgiche prescrivendo, ad esempio, luso di speciali apparecchi come corsetti,
trazioni eccetera, atti a "mettere a riposo" o a modificare i rapporti tra le
articolazioni. Lo specialista indaga inizialmente sullo "stile di vita" della
persona sofferente: quale lavoro svolge, quali attività fisiche pratica e così via.
Questo per comprendere bene quali possono essere stati i movimenti, le posture, i traumi
che hanno provocato il dolore. In seguito lo specialista visita il paziente per
individuare se le cause sono ossee o muscolari o entrambe, e per escludere malattie che
possono provocare anche il mal di schiena come pleuriti, polmoniti e altre. Infine, se
necessario, per indagare meglio o per avere conferme diagnostiche, prescrive degli esami
strumentali. Questi sono: la radiografia della colonna in ortostasi (cioè in piedi) per
visionare le curve della spina dorsale, i rapporti tra le vertebre, le deviazioni, i
disequilibri del bacino, la presenza di eventuale artrosi; la tomografia assiale
computerizzata (TAC) esame in cui si utilizzano i raggi X fatti passare perpendicolarmente
alla schiena in modo da "fotografare" porzioni anche millimetriche di ogni
vertebra; la risonanza magnetica nucleare, più precisa, meno dannosa ma anche più
costosa della TAC, effettuata attraverso campi sonori (ultrasuoni) e magnetici analizzati
da un computer, con cui si vedono vertebre, dischi, muscoli, vasi, legamenti eccetera, con
estrema chiarezza; lelettromiografia, indagine che serve per valutare attraverso
"elettrodi ad ago" inseriti nella pelle di mani o piedi, la funzionalità e
lintegrità dei nervi che escono dal midollo spinale vertebrale.
Le terapie tradizionali
Affrontiamo ora il problema della cura: parliamo di problema
perché sono numerosi gli specialisti della medicina ufficiale e non coinvolti nella
terapia del mal di schiena. Primo obiettivo della terapia è combattere il dolore, il
secondo, contemporaneo, è modificare le cause che lhanno provocato, anche per
impedire le recidive e per permettere alla persona di condurre una vita il più normale
possibile.
Contro il
dolore
Larma in assoluto più utilizzata dal medico contro il dolore è la terapia
farmacologica. Esistono numerosi farmaci antidolorifici, tutti più o meno efficaci, ma,
purtroppo, altrettanto tossici. Dunque la loro prescrizione deve essere cauta e
personalizzata (gli antidolorifici non agiscono tutti nello stesso modo e viceversa non
tutte le persone reagiscono a loro adeguatamente). Altri farmaci sono gli antinfiammatori
(paracetamolo, acido acetilsalicilico, indometacina, cortisonici), agenti in generale
appunto contro le infiammazioni e indirettamente contro il dolore, tuttavia oberati da
effetti collaterali (a volte anche molto seri sulla mucosa dello stomaco). Infine i
"miorilassanti", cioè farmaci che rilasciano la muscolatura e in tal senso
molto efficaci sul mal di schiena di tipo muscolare (che possono dare sonnolenza). Oltre
ai farmaci esistono contro il dolore apparecchi che utilizzano i mezzi fisici. I più noti
sono: il laser a raggi infrarossi, utile sui dolori vertebrali, e nelle sciatalgie; la
marconiterapia, efficace nelle forme artrosiche, nelle lombalgie in genere e come
preparazione a sedute di fisioterapia; la radarterapia utilizzante onde elettromagnetiche
e indicata nel mal di schiena soprattutto muscolare; i TENS (transcutaneous electrical
nerve stimulation) apparecchi eroganti correnti alternate applicate con elettrodi nei
punti di maggior dolore sia locali che distanti la zona della schiena interessata.
Contro le cause
ossee
Per quanto riguarda lernia del disco le "vie" terapeutiche contro il
dolore sono, oltre a quelle farmacologiche e con i mezzi fisici sopraddetti, la
fisioterapia e le trazioni vertebrali. Queste, controindicate nelle fratture vertebrali e
nellosteoporosi, consistono in applicazioni di forze che agiscono sulle vertebre
cervicali e lombari della colonna. La loro azione è finalizzata a determinare un
allontanamento dei corpi vertebrali (fino a un massimo di 2 millimetri) allungando
contemporaneamente i muscoli contratti e diminuendo gli "schiacciamenti" dati
dai dischi sulle strutture nervose. Possono essere applicate dalle mani di un
fisioterapista o con letti o sedie speciali, muniti di congegni elettrici e idraulici che
permettono una precisa regolazione graduale delle forze applicate (fino a 10-15 chili per
le vertebre cervicali, 80-100 chili per quelle lombari). Occorre precisare che di fronte a
unernia discale latteggiamento medico attuale è più "conservativo"
che "chirurgico" nel senso che si va a togliere lernia solo quando è
"espulsa" o vi siano gravi rischi di complicazioni nei "territori"
muscolari innervati dai nervi che fuoriescono dalle vertebre (gambe o braccia). Gli
interventi più utilizzati sono: lescissione diretta dellernia; la nucleolisi
(viene iniettata nella zona direttamente sul disco erniato una sostanza che lo
"scioglie"); la nucleoaspirazione, cioè una tecnica operatoria di recente
acquisizione meno "invasiva" dellescissione diretta ma applicabile però
solo in particolari casi.
I farmaci antinfiammatori e le terapie fisiche descritte (con
in più ultrasuoni e magnetoterapia) sono interventi altrettanto validi nella cura del mal
di schiena causato dallartrosi, e vanno accompagnati spesso con la fisioterapia
(indicata anche nellernia del disco). E questa una terapia impostata dal
medico fisiatra tenendo conto delle possibilità biologiche, psicologiche e sociali della
persona sofferente di mal di schiena con artrosi, e attuata dal fisioterapista, paramedico
profondo conoscitore dei meccanismi ossei e muscolari del corpo umano nella statica e
durante i movimenti. Ecco allora tecniche di movimento segmentari (chinesiterapia), di
allungamento e riequilibrio posturale (mezière - souchard), di decontrazione muscolare
(kabat), di trazione manuale sulla cute delle zone sofferenti (massaggio connettivale)
eccetera, tutte finalizzate a risolvere il mal di schiena curando contemporaneamente
lartrosi sottostante.
Contro le cause
muscolari
Nel mal di schiena causato da problemi muscolari viene prescritta ancora
una volta la fisioterapia, applicata però con esercizi diversi e meno impegnativi di
quelli utilizzati per la cura delle "cause ossee". Tuttavia nellaffrontare
la correzione di queste cause è di estrema importanza studiare le posizioni che la
persona assume durante la vita quotidiana (lavorativa e no) individuando le
"scorrettezze" e le "fissità" di posizione per poi insegnare come
operare le opportune modifiche. Infatti non tutti sanno che la parte lombare della colonna
"sopporta" circa 25 chili di pressione quando si è sdraiati, 70 chili in
posizione eretta e 120 piegandosi in avanti, circa 185 chili portando in questa posizione
dei pesi e, per quanto possa sembrare incredibili, 250 chili se si sta seduti
scorrettamente (come quando il tronco è flesso in avanti senza essere appoggiato a uno
schienale!).
Dunque
è importante
sapere come modificare le posizioni del corpo mentre si lavora e imparare a variarle per "scaricare" le pressioni
prevenendo così il mal di schiena o diminuirlo quando si presenta.
Vediamo allora
alcuni esempi.
Operatori al
computer
Sempre più di frequente questi lavoratori (in aumento parallelamente allevoluzione
tecnologica di questi ultimi anni) lamentano mal di schiena. La posizione di lavoro è
apparentemente comoda, perché si sta seduti, ma in realtà obbliga il corpo in una
posizione fissa in cui i muscoli del collo e delle spalle accumulano tono muscolare in
modo eccessivo per mantenere fermo e concentrato lo sguardo nel ristretto schermo del
computer. Peraltro, a volte, il video non è alla stessa altezza degli occhi ed è posto o
più in alto o più in basso costringendo il lavoratore a flessioni o ad estensioni del
capo aumentando così ulteriormente la tensione del collo. Dopo molto tempo il risultato
di queste posizioni statiche e scorrette spesso sarà mal di schiena a livello cervicale e
dorsale complicati talora da mal di testa, vertigini, occhi arrossati e
"stanchi", svogliatezza e lieve confusione mentale. In questo caso basta variare
nella giornata le posizioni, ad esempio cambiando tipo di sedia, alzarsi in piedi di tanto
in tanto, muovere gli occhi e la testa a destra e a sinistra anche per poche volte,
mantenere lo schermo allo stesso livello degli occhi.
Commessi
viaggiatori
Fare molti chilometri al giorno in automobile è forse una delle cause muscolari più
frequenti di mal di schiena soprattutto a livello lombare. Attualmente è vero che le Case
automobilistiche sono maggiormente attente alla costruzione dei sedili (anatomici, non
eccessivamente morbidi eccetera) ma, come spesso accade, è il guidatore a fare errori di
posizioni tali per cui il risultato è la lombalgia. Molto utile in tal senso è guidare
con il tronco appoggiato allo schienale (senza assumere una posizione troppo
"sdraiata" o troppo diritta), con i gomiti (quando è possibile) appoggiati ai
due braccioli, in un atteggiamento dunque simmetrico, interponendo un cuscinetto rotondo
tra la parte lombare e il sedile.
Traslocatori
Con
questo termine non si intendono solamente gli addetti ai traslochi, ma anche tutti quei
mestieri faticosi che implicano sforzi per sollevare pesi, tipo magazzinieri, scaricatori.
Quando si sollevano pesi quotidianamente e di continuo le ultime vertebre lombari sono
messe sotto grande pressione e il mal di schiena può diventare un penoso "compagno
di lavoro". E necessario allora imparare bene come sollevare dei pesi caricando
di lavoro più gli arti inferiori che la parte lombare della schiena (ad esempio, piegando
le ginocchia mantenendo diritta la colonna), in che modo allenare i muscoli della spina
dorsale a contrarsi e a rilasciarsi anche mentre si lavora e subito dopo, come riposare
tutto il dorso anche per pochi minuti (esistono delle posizioni atte allo scopo da
assumere anche in piedi eccetera).
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