SALUTE DEPRESSIONE SESSUALITA' CAPIRSI GRAFOLOGIA GOLA AMBIENTE MUSICA RIDERE MIX VIDEO CERCA



Home page

Ultime news

Archivio news

In caso di...

Per saperne di più...

Medicina
occidentale

Medicine
complementari

Medicina cinese
e agopuntura

 

Omeopatia

 

Fitoterapia

 

Dipendenze

 

Chi è

Links

E-mail

Cerca nel sito

Per conoscere la psicosomatica:


Il mal di schiena

 

Quali sono i rimedi più efficaci per combattere il mal di schiena

Come impostare diagnosi e cura dei vostri dolori secondo le regole farmacologiche dettate dalla medicina "ufficiale", ma anche secondo le terapie suggerite dall’agopuntura, dalla chiropratica, dalla medicina psicosomatica e dall’omeopatia. Queste cure non sono alternative a quelle stabilite dalla medicina ufficiale. Bensì, altrettanto efficaci, si possono considerare un’integrazione delle cure tradizionali. Cominciamo dunque dal capitolo sulla diagnosi e la cura del mal di schiena proprio secondo la medicina ufficiale.

Diagnosi precise

Prima di qualsiasi indagine strumentale o esame del sangue, la visita medica rappresenta il miglior approccio al mal di schiena. Il medico di base infatti è colui che "inquadra" inizialmente il problema e decide a quale specialista inviare il malato. I principali specialisti che si occupano di mal di schiena sono due: il fisiatra e l’ortopedico. Mentre il primo è specializzato in terapia fisica e riabilitazione ed è un internista che si occupa sia di diagnosi dei problemi muscolo - scheletrici, sia di rieducazione funzionale, il secondo è essenzialmente un chirurgo che si dedica alla cura però delle alterazioni ossee anche attraverso terapie non chirurgiche prescrivendo, ad esempio, l’uso di speciali apparecchi come corsetti, trazioni eccetera, atti a "mettere a riposo" o a modificare i rapporti tra le articolazioni. Lo specialista indaga inizialmente sullo "stile di vita" della persona sofferente: quale lavoro svolge, quali attività fisiche pratica e così via. Questo per comprendere bene quali possono essere stati i movimenti, le posture, i traumi che hanno provocato il dolore. In seguito lo specialista visita il paziente per individuare se le cause sono ossee o muscolari o entrambe, e per escludere malattie che possono provocare anche il mal di schiena come pleuriti, polmoniti e altre. Infine, se necessario, per indagare meglio o per avere conferme diagnostiche, prescrive degli esami strumentali. Questi sono: la radiografia della colonna in ortostasi (cioè in piedi) per visionare le curve della spina dorsale, i rapporti tra le vertebre, le deviazioni, i disequilibri del bacino, la presenza di eventuale artrosi; la tomografia assiale computerizzata (TAC) esame in cui si utilizzano i raggi X fatti passare perpendicolarmente alla schiena in modo da "fotografare" porzioni anche millimetriche di ogni vertebra; la risonanza magnetica nucleare, più precisa, meno dannosa ma anche più costosa della TAC, effettuata attraverso campi sonori (ultrasuoni) e magnetici analizzati da un computer, con cui si vedono vertebre, dischi, muscoli, vasi, legamenti eccetera, con estrema chiarezza; l’elettromiografia, indagine che serve per valutare attraverso "elettrodi ad ago" inseriti nella pelle di mani o piedi, la funzionalità e l’integrità dei nervi che escono dal midollo spinale vertebrale.

Le terapie tradizionali

Affrontiamo ora il problema della cura: parliamo di problema perché sono numerosi gli specialisti della medicina ufficiale e non coinvolti nella terapia del mal di schiena. Primo obiettivo della terapia è combattere il dolore, il secondo, contemporaneo, è modificare le cause che l’hanno provocato, anche per impedire le recidive e per permettere alla persona di condurre una vita il più normale possibile.

Contro il dolore
L’arma in assoluto più utilizzata dal medico contro il dolore è la terapia farmacologica. Esistono numerosi farmaci antidolorifici, tutti più o meno efficaci, ma, purtroppo, altrettanto tossici. Dunque la loro prescrizione deve essere cauta e personalizzata (gli antidolorifici non agiscono tutti nello stesso modo e viceversa non tutte le persone reagiscono a loro adeguatamente). Altri farmaci sono gli antinfiammatori (paracetamolo, acido acetilsalicilico, indometacina, cortisonici), agenti in generale appunto contro le infiammazioni e indirettamente contro il dolore, tuttavia oberati da effetti collaterali (a volte anche molto seri sulla mucosa dello stomaco). Infine i "miorilassanti", cioè farmaci che rilasciano la muscolatura e in tal senso molto efficaci sul mal di schiena di tipo muscolare (che possono dare sonnolenza). Oltre ai farmaci esistono contro il dolore apparecchi che utilizzano i mezzi fisici. I più noti sono: il laser a raggi infrarossi, utile sui dolori vertebrali, e nelle sciatalgie; la marconiterapia, efficace nelle forme artrosiche, nelle lombalgie in genere e come preparazione a sedute di fisioterapia; la radarterapia utilizzante onde elettromagnetiche e indicata nel mal di schiena soprattutto muscolare; i TENS (transcutaneous electrical nerve stimulation) apparecchi eroganti correnti alternate applicate con elettrodi nei punti di maggior dolore sia locali che distanti la zona della schiena interessata.

Contro le cause ossee
Per quanto riguarda l’ernia del disco le "vie" terapeutiche contro il dolore sono, oltre a quelle farmacologiche e con i mezzi fisici sopraddetti, la fisioterapia e le trazioni vertebrali. Queste, controindicate nelle fratture vertebrali e nell’osteoporosi, consistono in applicazioni di forze che agiscono sulle vertebre cervicali e lombari della colonna. La loro azione è finalizzata a determinare un allontanamento dei corpi vertebrali (fino a un massimo di 2 millimetri) allungando contemporaneamente i muscoli contratti e diminuendo gli "schiacciamenti" dati dai dischi sulle strutture nervose. Possono essere applicate dalle mani di un fisioterapista o con letti o sedie speciali, muniti di congegni elettrici e idraulici che permettono una precisa regolazione graduale delle forze applicate (fino a 10-15 chili per le vertebre cervicali, 80-100 chili per quelle lombari). Occorre precisare che di fronte a un’ernia discale l’atteggiamento medico attuale è più "conservativo" che "chirurgico" nel senso che si va a togliere l’ernia solo quando è "espulsa" o vi siano gravi rischi di complicazioni nei "territori" muscolari innervati dai nervi che fuoriescono dalle vertebre (gambe o braccia). Gli interventi più utilizzati sono: l’escissione diretta dell’ernia; la nucleolisi (viene iniettata nella zona direttamente sul disco erniato una sostanza che lo "scioglie"); la nucleoaspirazione, cioè una tecnica operatoria di recente acquisizione meno "invasiva" dell’escissione diretta ma applicabile però solo in particolari casi.

I farmaci antinfiammatori e le terapie fisiche descritte (con in più ultrasuoni e magnetoterapia) sono interventi altrettanto validi nella cura del mal di schiena causato dall’artrosi, e vanno accompagnati spesso con la fisioterapia (indicata anche nell’ernia del disco). E’ questa una terapia impostata dal medico fisiatra tenendo conto delle possibilità biologiche, psicologiche e sociali della persona sofferente di mal di schiena con artrosi, e attuata dal fisioterapista, paramedico profondo conoscitore dei meccanismi ossei e muscolari del corpo umano nella statica e durante i movimenti. Ecco allora tecniche di movimento segmentari (chinesiterapia), di allungamento e riequilibrio posturale (mezière - souchard), di decontrazione muscolare (kabat), di trazione manuale sulla cute delle zone sofferenti (massaggio connettivale) eccetera, tutte finalizzate a risolvere il mal di schiena curando contemporaneamente l’artrosi sottostante.

Contro le cause muscolari
Nel mal di schiena causato da problemi muscolari viene prescritta ancora una volta la fisioterapia, applicata però con esercizi diversi e meno impegnativi di quelli utilizzati per la cura delle "cause ossee". Tuttavia nell’affrontare la correzione di queste cause è di estrema importanza studiare le posizioni che la persona assume durante la vita quotidiana (lavorativa e no) individuando le "scorrettezze" e le "fissità" di posizione per poi insegnare come operare le opportune modifiche. Infatti non tutti sanno che la parte lombare della colonna "sopporta" circa 25 chili di pressione quando si è sdraiati, 70 chili in posizione eretta e 120 piegandosi in avanti, circa 185 chili portando in questa posizione dei pesi e, per quanto possa sembrare incredibili, 250 chili se si sta seduti scorrettamente (come quando il tronco è flesso in avanti senza essere appoggiato a uno schienale!).

Dunque è importante sapere come modificare le posizioni del corpo mentre si lavora e imparare a variarle per "scaricare" le pressioni prevenendo così il mal di schiena o diminuirlo quando si presenta.

Vediamo allora alcuni esempi.

Operatori al computer
Sempre più di frequente questi lavoratori (in aumento parallelamente all’evoluzione tecnologica di questi ultimi anni) lamentano mal di schiena. La posizione di lavoro è apparentemente comoda, perché si sta seduti, ma in realtà obbliga il corpo in una posizione fissa in cui i muscoli del collo e delle spalle accumulano tono muscolare in modo eccessivo per mantenere fermo e concentrato lo sguardo nel ristretto schermo del computer. Peraltro, a volte, il video non è alla stessa altezza degli occhi ed è posto o più in alto o più in basso costringendo il lavoratore a flessioni o ad estensioni del capo aumentando così ulteriormente la tensione del collo. Dopo molto tempo il risultato di queste posizioni statiche e scorrette spesso sarà mal di schiena a livello cervicale e dorsale complicati talora da mal di testa, vertigini, occhi arrossati e "stanchi", svogliatezza e lieve confusione mentale. In questo caso basta variare nella giornata le posizioni, ad esempio cambiando tipo di sedia, alzarsi in piedi di tanto in tanto, muovere gli occhi e la testa a destra e a sinistra anche per poche volte, mantenere lo schermo allo stesso livello degli occhi.

Commessi viaggiatori
Fare molti chilometri al giorno in automobile è forse una delle cause muscolari più frequenti di mal di schiena soprattutto a livello lombare. Attualmente è vero che le Case automobilistiche sono maggiormente attente alla costruzione dei sedili (anatomici, non eccessivamente morbidi eccetera) ma, come spesso accade, è il guidatore a fare errori di posizioni tali per cui il risultato è la lombalgia. Molto utile in tal senso è guidare con il tronco appoggiato allo schienale (senza assumere una posizione troppo "sdraiata" o troppo diritta), con i gomiti (quando è possibile) appoggiati ai due braccioli, in un atteggiamento dunque simmetrico, interponendo un cuscinetto rotondo tra la parte lombare e il sedile.

Traslocatori
Con questo termine non si intendono solamente gli addetti ai traslochi, ma anche tutti quei mestieri faticosi che implicano sforzi per sollevare pesi, tipo magazzinieri, scaricatori. Quando si sollevano pesi quotidianamente e di continuo le ultime vertebre lombari sono messe sotto grande pressione e il mal di schiena può diventare un penoso "compagno di lavoro". E’ necessario allora imparare bene come sollevare dei pesi caricando di lavoro più gli arti inferiori che la parte lombare della schiena (ad esempio, piegando le ginocchia mantenendo diritta la colonna), in che modo allenare i muscoli della spina dorsale a contrarsi e a rilasciarsi anche mentre si lavora e subito dopo, come riposare tutto il dorso anche per pochi minuti (esistono delle posizioni atte allo scopo da assumere anche in piedi eccetera).

( Dr. Antonio Turetta )

Pag. 1-2-3-4-5

 

 


L'armadietto omeopatico casalingo
(del Dott. Turetta)
Quali sono i problemi o le disfunzioni che possono giovarsi di un intervento omeopatico d'urgenza e, di conseguenza, come dovrebbe essere un ideale armadietto medicinale omeopatico casalingo.


 

Aggiungi questo sito ai tuoi preferiti
(aggiungi segnalibro):
premi il tasto  Ctrl   assieme al tasto  D

Home di Mybestlife.com - Salute - DepressioneSessualità
 Ambiente - Gola - Musica - Capirsi - Grafologia - Ridere
Per saperne di più
- Video - Mix -
Cerca nel sito
Chi siamo e come contattarci

Copyright © 1998/2013 mybestlife.com tutti i diritti sono riservati eccetto quelli già di altri proprietari.

  

 


Pubblicità



Pubblicità

 



 




 

 

“”