SALUTE DEPRESSIONE SESSUALITA' CAPIRSI GRAFOLOGIA GOLA AMBIENTE MUSICA RIDERE MIX VIDEO CERCA



Home page

Ultime news

Archivio news

In caso di...

Per saperne di più...

Medicina
occidentale

Medicine
complementari

Medicina cinese
e agopuntura

 

Omeopatia

 

Fitoterapia

 

Dipendenze

 

Chi è

Links

E-mail

Cerca nel sito

Per conoscere la psicosomatica:


Cosa fare per essere indennizati in caso di incidenti o infortuni

 

Al medico specialista fisiatra, di frequente, capitano in osservazione e cura persone che hanno subito una lesione traumatica causata da un incidente stradale oppure da un infortunio. E' nostra intenzione, visto l'aumento in questo periodo estivo di tali infortuni, aiutare qui il lettore a districarsi fra atti burocratici da compiere, specialisti da consultare, indagini diagnostiche, cure da effettuare, eccetera. Tutto ciò, come vedremo, ha un iter abbastanza ben codificato (ma poco noto a molti), finalizzato al poter ottenere, da parte della persona danneggiata il rimborso delle spese mediche e, qualora si verificasse, un "giusto" indennizzo riguardo sia il periodo di inabilità temporanea lavorativa sia il riconoscimento di una possibile percentuale di invalidità permanente.

Ma cos'è l'indennizzo? Cosa è indennizzabile? Chi indennizza? Chi rimborsa le spese mediche? Chi valuta l'invalidità residuata? A chi occorre rivolgersi per organizzare e dirigere in modo corretto il periodo post-traumatico? Vediamo di seguito le risposte a queste ed altre domande.


Le assicurazioni

Premessa necessaria per prevenire ingiustizie e per conoscere al meglio i propri diritti in seguito ad un incidente o ad un infortunio è sapere che cosa è una assicurazione: il codice civile definisce assicurazione "un contratto col quale l'assicuratore, verso pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l'assicurato, entro limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro, ovvero a pagare il capitale o la rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana".

Le assicurazioni si suddividono in:

- Assicurazioni sociali, cioè obbligatorie per legge. Fa parte di queste quella dei veicoli a motore con la quale chi guida non è solo assicurato per i danni che può provocare ad altri veicoli, ma anche per danni "psico-fisici" a persone, comprese quelle trasportate sul proprio mezzo.

- Assicurazioni private, cioè libere, volontarie, che nascono dalla sottoscrizione di un contratto (polizza) tra colui che chiede di essere assicurato nei confronti di un determinato rischio ed una compagnia di assicurazione. Fanno parte di questo settore l'assicurazione sulla vita, quella contro gli infortuni e quella per il rimborso spese mediche e chirurgiche.

Dunque in caso di incidente stradale il danneggiato (può essere anche il passeggero trasportato dal guidatore) ha diritto di richiedere rimborsi di spese mediche, di richiedere spese diagnostiche, un indennizzo per invalidità temporanea, un indennizzo di una eventuale invalidità permanente (tutte obiettivabili e refertate) all'assicurazione di chi ha causato il sinistro.

Il danneggiato, se ha precedentemente stipulato una assicurazione privata contro gli infortuni, ha il diritto anche di richiedere alla propria assicurazione un indennizzo per invalidità temporanea ed un indennizzo di una eventuale invalidità permenente, in funzione però del capitale stabilito a suo tempo con l'assicuratore. In caso di infortunio con lesione, non legato a veicoli a motore, (come inciampare sul marciapiede, cadere dalle scale, eccetera) in genere le polizze private prevedono anche qui il rimborso delle varie spese mediche diagnostiche e curative.


Come assicurarsi

Il consiglio del medico per quanto riguarda l'assicurazione privata contro gli infortuni è che, al momento della stipula del contratto, si tengano presenti le seguenti puntualizzazioni:

a) che nel contratto sia o no presente la franchigia ed in che percentuale è prevista. La franchigia è la fissazione di una percentuale di invalidità permanente, in genere non superiore al 10%, per la quale l'assicuratore indennizza solo le invalidità permanenti che siano ad essa superiori, con una valutazione indennizzabile finale risultante dalla sottrazione tra quantgo stabilito alla chiusura della pratica dell'infortunio ed appunto la franchigia. Facciamo un esempio: in una polizza in cui è stabilita una franchigia del 10%, se l'assicurato presenta una valutazione di invalidità permanente del 12%, l'assicurazione riconoscerà il 2% del capitale assicurato; quando invece il punteggio finale è stabilito sotto la franchigia del 10%, l'assicurazione non riconoscerà alcun indennizzo. Dunque attenzione alla franchigia, tenendo presente che più è bassa (in alcuni casi non prevista) più il premio annuale che l'assicurato corrisponde all'assicurazione sarà elevato.

b) Cha la polizza preveda il rimborso delle spese mediche (documentate) ovunque siano effettuate (ospedale, casa di cura, studio medico, eccetera)

c) Che la polizza possa prevedere cure mediche anche non convenzionali (in genere agopuntura. Omeopatia, chiropratica) sia per la crescente diffusione di queste, sia per rispettare la libertà di ogni persona di potersi curare con medicine che ha riscontrato per sé efficaci.


Incidente stradale ed infortunio

Tralascindo volutamente la questione degli infortuni sul lavoro (se ne occupa l'INAIL, ovvero l'Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, ente a cui bisogna rivolgersi) occorre precisare che lesioni psico-corporee ed esiti di invalidità permanente conseguenti per cui chiedere indennizzo, sono spesso causate da incidenti stradali ed infortuni. Mentre per i primi è noto l'evidenza, per i secondi bisogna chiarirne la definizione per evitare spiacevoli equivoci od inutili iter burocratici. Si definisce infortunio "un evento accidentale, violento ed esterno, che produca lesioni corporali obiettivamente constatabili che abbiano per conseguenza la morte, una invalidità permanente o una inabilità temporanea". Dunque l'evento deve essere accidentale (non previsto né voluto dall'assicurato) e fortuito, indicando con questo ultimo termine l'esclusione di infortuni sofferti da una persona in conseguenza di proprie imprudenze o negligenze (ad esempio lesioni procurate dalla caduta da un albero su cui ci si è arrampicati possono non essere indennizzabili, mentre lo sono quelle causate da una caduta a terra perché, magari, si è inciampati sul bordo di un marciapiede).

Un altro termine della definizione soprascritta su cui soffermarsi è quello di "lesioni corporali obiettivamente constatabili", dove si può notare che da un alto si escludono i danni psichici (vedremo più avanti come vengono considerati) e dall'altro si sottolinea l'obiettività riscontrabile, cioè la valutazione da parte di un medico dell'effettiva perdita di funzionalità (a vari gradi), del danno anatomico, eccetera, tale per cui una persona con lesione traumatica è impossibilitata a svolgere attività lavorativa durante il periodo di malattia indotto dalla lesione traumatica (inabilità temporanea) e, non raramente, un'ulteriore valutazione medica della riduzione della capacità produttiva (definibile percentualmente) in modo permanente.


Valutazione dell'invalidità permanente

Si definisce lesione una alterazione menomante del complesso fisico-psichico della persona, cioè una menomazione peggiorativa della sua integrità. Una lesione può regredire oppure evolvere sempre più, fino ad arrivare a ciò che si definisce "postumo", cioè vero e proprio esito della lesione in cui la modificazione peggiorativa diviene statica (invalidità permanente). Il riflesso funzionale negativo della lesione e del postumo sull'integrità fisico-psichica dell'individuo si chiama "menomazione".

Ebbene, il medico specialista in medicina legale e delle assicurazioni è quel medico che, non prima di 90 giorni ed entro un anno dall'incidente stradale, redige un parere riguardo la percentuale di invalidità permanente residuata in una persona che presenta postumi e menomazioni, cioè non presenta più lesioni, da un alto, evolutive oppure, dall'altro, possibili di miglioramento con cure di vario tipo. Questa percentuale di invalidità permanente (non recuperabile o migliorabile) viene individuata dal medico legale anche tenendo conto di fattori come la capacità lavorativa generica (come a tutti) oppure specifica, della capacità sociale, estetica, sessuale, eccetera. La valutazione in genere è riferita alla singola persona, è strettamente individuabile e varia da caso a caso in funzione dei fattori detti sopra, considerando anche il danno futuro in cui è possibile prevedere un ulteriore menomazione (è il caso ad esempio di una previsione di artrosi in una colonna cervicale irrigidita irrimediabilmente) da un colpo di frusta). Vediamo ora quali sono le lesioni indennizzabili di più frequente riscontro.


Lesioni indennizzabili

Le lesioni di più frequente riscontro, dopo incidente stradale o infortunio, che possono esitare in postumi permanenti sono (in ordine decrescente)

- colpo di frusta cervicale, causato soprattutto da tamponamenti automobilistici, traumi sportivi diretti, cadute a terra, eccetera. Indicativamente le tabelle esistenti riguardo la percentuale di invalidità permanente, qui indicano dal 5 al 10 per cento i postumi senza lesioni ossee, ma con dolori nucali, limitazione funzionale alla mobilità della testa in persone che già presentavano artrosi cervivale, dal 2 al 5 per cento invece i postumi in persone con colonna cervicale precedentemente normale. E' questa una delle più controverse valutazioni di invalidità, anche perché molte volte va tenuta presente la possibile insorgenza, a distanza di tempo, di vertigini, nausea, mal di testa, artrosi, parestesie agli arti superiori (formicolii), eccetera.

- Distorsioni del ginocchio, lesioni dei menischi, lesioni dei legamenti, causate da traumi sportivi, cadute con gli sci, cadute a terra, incidenti stradali soprattutto motociclistici. Le tabelle qui indicano una variabilità da un minimo del 4% (lesione di un menisco) ad un massimo circa del 35% (ginocchio leso in più legamenti e parzialmente contenibile con un tutore). Anche qui il medico legale non ha lavoro facile dovendo valutare nel complesso l'irrecuperabilità di più funzioni non solo del ginocchio, ma di tutto l'arto inferiore, tenendo conto anche, ad esempio, dei danni muscolari di coscia e polpaccio influenzanti negativamente il cammino, salire e scendere le scale, correre, accucciarsi e rialzarsi, eccetera.

- Lesioni alla spalla, dovute a traumi sportivi, cadute a terra, incidenti stradali soprattutto in tamponamenti laterali e ribaltamenti dell'auto. Tra le molte tabelle indicative (differenziando la spalla destra dalla sinistra e viceversa nei mancini) valutano con una percentuale di invalidità da un minimo dell'8% ad un massimo del 24%.


Danni psichici

Una delle controversie più frequenti nella valutazione di invalidità permanente e conseguente richiesta di indennizzo, riguarda i danni psichici che possono conseguire ad incidenti stradali o ad infortuni. Per danni psichici non si intendono qui disordini della cosiddetta "attività psichicca superiore", quanto quelli riferibili alla sfera emotivo-affettiva connotati principalmente da una situazione ansiosa, talvolta esitante in vere e proprie crisi di panico improvvise. La controversia riguarda soprattutto la difficoltà di una valutazione obiettiva, cioè di "misurazione", caratteristica spesso di molti disturbi psicologici anche non post-traumatici e di una sicura dimostrazione causa-effetto tra l'evento lesivo ed il disturbo emotivo.

Il disturbo emotivo post-traumatico più osservato è la sindrome neurostenica ansiosa che si presenta spesso con grande variabilità temporale e connotata dai seguenti sintomi: insonnia, tachicardia, eccitabilità, mal di testa, senso di stanchezza frequente, diminuzione della memoria, dell'attenzione e della concentrazione, sensazione di indebolimento generale dell'attività mentale. Frequentemente in queste persone vi è associata una componente ipocondriaca, cioè uno stato di esagerata preoccupazione per la propria salute, molte volte riferita a possibili conseguenze dell'evento traumatico, con anche via via il possibile instaurarsi di uno stato depressivo che può incidere significativamente sul rendimento lavorativo e sulla capacità di relazione. In questi casi la valutazione globale del postumo, con grande prudenza, può essere maggiorata rispetto a quella del danno fisico, soprattutto quando il medico legale riscontra che effettivamente interventi curativi psicoterapici, psicanalitici e psico-farmacologici non hanno migliorato il disturbo emotivo che, in definitiva, diviene così stabile e dunque invalidante permanentemente.

( Dr. Antonio Turetta )

 


L'armadietto omeopatico casalingo
(del Dott. Turetta)
Quali sono i problemi o le disfunzioni che possono giovarsi di un intervento omeopatico d'urgenza e, di conseguenza, come dovrebbe essere un ideale armadietto medicinale omeopatico casalingo.


 

Aggiungi questo sito ai tuoi preferiti
(aggiungi segnalibro):
premi il tasto  Ctrl   assieme al tasto  D

Home di Mybestlife.com - Salute - DepressioneSessualità
 Ambiente - Gola - Musica - Capirsi - Grafologia - Ridere
Per saperne di più
- Video - Mix -
Cerca nel sito
Chi siamo e come contattarci

Copyright © 1998/2013 mybestlife.com tutti i diritti sono riservati eccetto quelli già di altri proprietari.

  

 


Pubblicità



Pubblicità

 



 




 

 

“”