Riconoscere
i dolori e limitare la sofferenza
(1-2-3-4)
I
farmaci più usati
Acido
acetilsalicilico
E’
il più impiegato per trattare molti dolori somatici acuti e cronici (mal
di testa, dolori reumatici, mal di schiena, dolori mestruali) mentre non
è utile in quelli di tipo neuropatico (per esempio, la sciatica). La sua
azione è di tipo antinfiammatorio, antipiretico (febbri) e analgesico.
Deve essere assunto sempre a stomaco pieno. E’ molto importante non
abusarne, ponendo attenzione a eventuali disturbi digestivi e alla
presenza di sangue nelle feci. Va impiegato con attenzione nei bambini
perché può dar luogo a gravi complicazioni. L’acido acetilsalicilico
è controindicato: negli emofiliaci, in chi ha mostrato fenomeni lievi di
allergia al farmaco, nelle persone soggette a emorragie perché ha anche
un potere anticoagulante (non assumerlo mai, per esempio, dopo un’estrazione
dentaria), negli asmatici, in chi soffre di gastrite o ulcera, durante la
gravidanza o l’allattamento.
Ibuprofen
Il
farmaco, rispetto al precedente, ha una migliore tollerabilità, e minori
effetti collaterali e possiede una maggiore azione analgesica. L’Ibuprofen
ha le stesse controindicazioni dell’acido acetilsalicilico. Mal di testa
e dolori mestruali sono i dolori contro cui il farmaco viene più usato.
Paracetamolo
Ha
un’efficacia antipiretica e analgesica paragonabile a quella dei due
farmaci sopra descritti senza però avere un’attività antinfiammatoria.
Gli effetti collaterali del farmaco possono manifestarsi con eruzioni
cutanee su base allergica ed è controindicato nei malati di fegato.
Rimedi naturali
E’
sempre consigliabile rivolgersi ad un esperto di medicina naturale
laureato in Medicina e Chirurgia perché, sebbene molte malattie possano
trovare grandi benefici dall’omeopatia, dall’agopuntura, dalla
fitoterapia, in molte altre medicine alternative devono essere utilizzate
insieme alle terapie della medicina ufficiale.
Ha
lo scopo non tanto di togliere i sintomi quanto di curare tutto ciò che
li ha causati.
Mal
di testa. La belladonna cura i mal di testa a comparsa rapida con
dolori pulsanti e fastidio alla luce, all’aria fredda, al rumore; il
gelsenium invece lenisce le emicranie precedute da abbassamento della
vista; l’iris versicolor è il rimedio adatto per le cefalee con dolori
oculari e che insorgono nei giorni di riposo e aggravati dalla nausea.
Mal
di schiena. Rhus toxicodendron è il rimedio che dà sollievo al
cosiddetto "colpo della strega" e a quelle persone, più spesso
irrequiete, che hanno mal di schiena anche a riposo. Nux vomica è utile
quando il dolore si presenta nella zona lombare nel tentativo di girarsi
nel letto e quando è più forte la mattina e migliora camminando; sulfur
è indicato nei mal di schiena aggravati all’alzarsi da una sedia, dal
chinare la testa, dal cammino.
Dolore
reumatico. Apis si utilizza quando le articolazioni sono gonfie e il
dolore si acutizza quando vengono toccate o con il caldo; bryonia invece
è indicato nelle articolazioni calde, arrossate e tumefatte in cui il
sollievo viene dato dalla pressione forte (bendaggi) e dall’immobilità;
rux toxicodendrum è il rimedio per i dolori aggravati dal freddo umido,
provocati dagli sforzi, laceranti e interessanti soprattutto i tessuti
intorno alle articolazioni e aggravati dallo stare a riposo.
Dolori
ginecologici. Per i dolori mestruali cactus grandiflora è il rimedio
utile nei dolori a forti crampi con flusso mestruale scarso; podophyllum
è invece indicato nei dolori con spasmi intermittenti; colocynthis è
utile quando il dolore migliora con il caldo, raggomitolandosi sul letto e
con la pressione sull’addome.
Da
non molti anni in Occidente si è ormai dimostrata la grande efficacia
dell’agopuntura nella terapia del dolore.
Mal
di testa. I vari tipi di mal di testa vengono classificati in base
alla causa che per i medici cinesi li provoca. Nel mal di testa da
"vento - freddo", per esempio, il dolore insorge, appunto, dopo
esposizione a questo clima ed è localizzato alla nuca o sulla fronte
dando contratture muscolari alle spalle accompagnate da brividi, scarsa
sete e lingua ricoperta da una patina bianca; in quella da "vento -
umidità" il dolore è simile al precedente però complicato da una
penosa nausea, da una sensazione di corpo pesante - affaticato e di
oppressione al petto; nelle "cefalee da fegato", invece, (dato
da eccessi di rabbia e collera) il male si localizza in prevalenza al
vertice del capo accompagnato sovente, o preceduto, da vertigini,
eccitazione, ansia, insonnia, sapore amaro in bocca, unghie fragili,
acidità gastrica, capelli secchi e fragili, forti dolori mestruali.
Mal
di schiena. Le molteplici cause possono essere ricondotte a:
"situazioni climatiche" come freddo, caldo, umidità, vento; a
fattori psicologici (principalmente tristezza, rabbia, paura); a errori
alimentari quali eccessi di "sapori" (in genere salati - dolci)
o carenze in genere (come, per esempio, bere poca acqua); a traumi diretti
e indiretti alla colonna.
Facciamo
l’esempio di uno fra i più comuni dolori lombari.
La
lombalgia da freddo. Frequenza elevata nella dieta di alimenti troppo
freddi e crudi, il freddo e l’umidità del clima, sono le cause di
questo tipo di mal di schiena che sarà accompagnato da sensazione e paura
del freddo, piedi spesso ghiacciati, depressione, pallore, lingua pallida
con meteorismo, difficoltà digestive e respiratorie, stanchezza e qualche
volta vertigini e ronzii auricolari, palpitazioni.
Dolori
mestruali. La maggioranza dei dolori mestruali deriva per i cinesi da
un blocco di energia eccessiva a livello del bacino. Il blocco può essere
causato dal freddo climatico, dal freddo "interno" di origine
alimentare (bevande e cibi freddi), da freddo e umidità associati, da
fattori psichici come la paura e le preoccupazioni eccessive. Generalmente
i sintomi sono: forti dolori premestruali, gonfiori addominali che tendono
a regredire quando compaiono le mestruazioni. La terapia cinese più
efficace è l’utilizzo della moxa (bastoncini di erbe incandescenti) con
il fine di combattere il freddo stagnante nell’apparato genitale.
L’aspetto psicologico
Non
c’è dolore fisico senza una componente emotiva che può moltiplicarlo a
volte fino a renderlo insopportabile o addirittura invece attutirlo fino a
cancellarlo. Non è ancora del tutto chiaro perché ciò accada. Secondo
gli studiosi del comportamento umano, comparabile molte volte a quello
animale, avrebbe il senso di stimolare l’individuo o espletare atti
denominati di "lotta o fuga" in funzione della conservazione di
se stessi. D’altro canto è abbastanza difficile classificare
"categorie" emotive riferite al dolore perché è ormai noto
come ogni individuo viva il dolore in modo del tutto personale a causa di
molte variabili.
Vi
sono infine studi psicosomatici, come quelli appartenenti alla scuola di
medicina psicosomatica Riza, che interpretano i vari dolori e le malattie
che li causano come messaggi simbolici inconsci che il corpo cerca di
trasmettere proprio grazie alla sofferenza di una parte piuttosto che di
un’altra. Vediamo in questo senso l’interpretazione di Riza di alcuni
dei dolori descritti in questo articolo.
Mal
di testa. Questo dolore sembra rivelare simbolicamente una lotta
interiore tra il "mondo" del capo (il mondo della ragione) con
il "mondo" delle emozioni e degli istinti. A sostegno di ciò
starebbe il fatto che in molte occasioni la maggior parte degli
"emicranici" è "sul che vive", pensa molto e non ama
la spensieratezza.
Mal
di schiena. Quando una persona soffre di mal di schiena occorrerebbe
prendere in considerazione anche i suoi stati d’animo (e la
"storia" esistenziale) concomitanti o subito precedenti l’inizio
del dolore perché vi può essere una stretta relazione tra lombalgia,
cervicalgia o dorsalgia, con la cosiddetta "vita emotiva".
Vediamo allora come in questo senso possono essere "letti" i
messaggi dati dal dolore cervicale e dal lombare.
Cervicalgia.
Se si definisce lo "stare in piedi" umano l’ultimo atto
evolutivo che ci rende diversi dagli altri e che è avvenuto in parallelo
allo sviluppo delle attività cerebrali, allora l’uomo può essere
considerato nella natura come la rappresentazione simbolica della vittoria
della "coscienza - cervello" sul "mondo basso" degli
istinti. In tutto ciò il tratto della colonna cervicale ha un ruolo
preminente perché la sua funzione è quella di "sostenere la
testa", cioè il mondo del pensiero razionale e della coscienza
vigile. E’ in tal senso che alcune cervicalgie, soprattutto di tipo
muscolare, si possono interpretare, cioè il dolore è il risultato di uno
sforzo fisico della colonna cervicale insieme a uno psicologico (come, per
esempio, la volontà) finalizzati a "non perdere la testa" in
contrapposizione però al desiderio di "lasciarsi andare" a
istinti come l’aggressività, la sessualità, considerati moralmente e
socialmente "bassi e pericolosi".
Lombalgia.
Dice un detto cinese: "L’uomo è come una canna di bambù, forte ed
elastica insieme, tanto da piegarsi molto con qualsiasi vento senza
rompersi mai". Ebbene il "mito" dell’uomo moderno
purtroppo è esattamente il contrario dell’antica frase cinese tant’è
che "spezzarsi piuttosto che piegarsi" sembra essere sempre di
più la miglior rappresentazione di chi "sa stare al mondo".
Ebbene, quando la forza delle idee, la coerenza innanzitutto, l’efficienza
del corpo al servizio della mente, il controllo delle emozioni, la
razionalità, alla fantasia può manifestarsi a livello fisico una vera e
propria "guerra fratricida" particolarmente in quella zona del
corpo (la colonna lombare) dove appunto "rigidità" ed
"elasticità" in genere trovano una loro equilibrata
coesistenza. Ecco allora che alcune lombalgie, ad esempio, caratterizzate
da blocchi improvvisi, possono venire interpretate come uno
"stallo" tra due forze in lotta (senza vincitori e vinti)
oppure, al contrario, come un tentativo del corpo di ritrovare, purtroppo
dolorosamente, l’equilibrio.